“A story to tell, a world to change”
Il Festival
Edizione 2026
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Angelo Resta è un filmmaker e fotografo nato a Strongoli nel 1977, specializzato nella produzione di documentari, videoclip e video industriali.
Dopo la laurea al DAMS dell'UNICAL nel 2002, ha iniziato a collaborare con registi di spicco come Pupi Avati e Vittorio De Sisti, portando la sua esperienza in vari campi della produzione audiovisiva.
È autore di documentari, tra cui La paura fa…E90, incentrato sulla Strada Statale 106, e Kaulonia Tarantella Festival, dedicato all'omonimo festival di musica popolare che si svolge nella provincia di Reggio Calabria.
Ha realizzato videoclip per vari artisti, come il cantautore Edoardo De Angelis, Il Parto delle Nuvole Pesanti, Paul Audia Band e Hacienda-D.
A War on Women è un lungometraggio documentario che riformula la conversazione globale sulle rivolte iraniane del 2022 — non come una rivolta spontanea, ma come la potente esplosione di una resistenza femminista maturata in quarant'anni.
Sebbene la morte della ventiduenne Mahsa Amini sotto la custodia della polizia morale iraniana abbia catturato l'attenzione internazionale, questo film va più a fondo, scoprendo la lunga e spesso nascosta storia della lotta delle donne contro l'unico regime teocratico al mondo.
Dalle prime marce contro l'hijab obbligatorio nei giorni successivi alla Rivoluzione Islamica del 1979, fino alle giovani donne di oggi che rischiano la vita nelle strade, il film intreccia i percorsi personali e politici di sette donne straordinarie.
Attraverso interviste intime, rari filmati d'archivio e immagini in tempo reale dall'interno dell'Iran, A War on Women traccia il percorso ininterrotto di una resistenza che ha perseverato nonostante la prigionia, la tortura e l'esilio.
Con straordinaria chiarezza, rivela come il nemico più tenace della Repubblica Islamica sia sempre stato rappresentato proprio dalle donne che ha cercato di mettere a tacere — e come le loro voci siano diventate, di generazione in generazione, sempre più forti, audaci e unite.
Storico e urgente al tempo stesso, personale e politico, A War on Women non è solo una cronaca dell'oppressione, ma è un testamento alla forza, al coraggio e allo spirito indomito delle donne iraniane che stanno cambiando la storia e chiamando il mondo a schierarsi al loro fianco.
Il film è una favola nera, come nero è il colore del petrolio, che getta la sua ombra su storie ancora senza fine, in cerca di un futuro in un luogo dove la temporalità è una ripetizione ciclica e il progresso è evanescente. La ricerca di un professore italiano, titolare di una cattedra nei Paesi Bassi, che da oltre 15 anni osserva da vicino le ricadute sociali e ambientali dell'estrazione petrolifera, ci porta in Amazzonia, una regione da sempre percepita come centrale per il nostro pianeta, eppure così distante.
Attraverso viaggi e memorie, quelle ombre, il lato oscuro celato in quella meraviglia della biodiversità, diventano visibili: lo sfruttamento implacabile che assume forme sempre nuove, i sacrifici e le lotte delle comunità locali che combattono per preservare la propria identità e la propria terra. Il petrolio diventa la misura del malessere, la metafora dell'oscurità e del degrado che si manifesta in innumerevoli forme.
Seguendo quelle ombre che si allungano lasciando le proprie cicatrici, siamo condotti in Italia. La prospettiva cambia, eppure le dinamiche restano riconoscibili. Con una visione politica ed estetica inusuale per l'Italia di oggi, la narrazione si fa viaggio attraverso occhi, mani e voci che qualcuno vorrebbe mettere a tacere o cancellare, ma che invece parlano a voce alta nella resistenza contro una realtà distorta che pochi riescono a percepire... Tra queste, quelle di una giovane donna lucana, un'artista che, dopo la laurea a Bologna, decide di tornare nella sua terra d'origine. Al suo ritorno, non trova più ciò che aveva lasciato. Tutto ciò che incontra sono muri e la difficoltà nel riconoscersi.
Sceglie allora l'impegno civile per creare una nuova memoria. Ispirata a Ibsen, trasforma le voci e i pensieri della sua terra in disegni. Disegna le figure di tutti i "nemici del popolo" che si oppongono ai colossi del petrolio e resistono attraverso la musica, l'arte, l'attivismo e l'impegno accademico, ciascuno a modo proprio.
Nel crescente intreccio e unione delle lotte individuali, il sogno che la bellezza possa ancora prevalere sul cancro è più forte di qualsiasi rischio o sopruso. E così accade che, in questa favola nera, un'opera di finzione si riveli realtà, svelando la vera identità dei nemici del popolo.
Andrea Marinelli
In Iran è in corso una guerra civile ormai da diversi anni, passata sotto I riflettori dei media occidentali solamente da Settembre 2022, dopo l’arresto e la morte di Mahsa Amini.
In tutto il mondo sono divampate proteste e dimostrazioni con l’obiettivo di dare voce, al di là dei confini nazionali, alle donne iraniane e alle persone che rischiano ogni giorno la propria vita per lalibertà.
Sara Hourngir è nata a Roma da madre italiana e padre iraniano.
Cresciuta a Capranica, in provincia di Viterbo, nel 2020 inizia il percorso di formazione cinematografica presso la RUFA - Rome University of Fine Arts.
Durante gli studi, oltre che alla regia, si appassiona alla pratica fotografica. L’ultimo anno di studi, oltre a lavorare nel reparto luci, segue il corso di documentaristica e realizza il suo primo documentario Women for Iran, con cui si laurea nel 2024 e attualmente distribuito da Tersite Film.
Ai margini dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria, si dipanano le storie degli abitanti del luogo in una narrazione originale che si muove tra presente e passato, svelando un Sud Italia oltre gli stereotipi.
Rosario Minervini è un filmmaker e Direttore Artistico della sezione Documentari del Giffoni Film Festival.
Si è laureato alla RUFA nel 2017 e ha iniziato la carriera lavorando nel reparto macchina di diverse produzioni cinematografiche. Nel 2018 ha frequentato il corso di regia documentaria presso il Centro Sperimentale di Cinematografia (CSC), dove ha diretto e lavorato come direttore della fotografia per diversi progetti.
Tra questi, Waves in Natures è stato presentato a Manifesta 12 sotto la supervisione della regista premio Oscar Laura Poitras. Dopo il diploma al CSC nel 2021, ha lavorato come direttore della fotografia in Fantasia a Quattro Mani. Il suo cortometraggio La verità è latitante ha debuttato a Visioni dal Mondo ed è stato proiettato in festival nazionali e internazionali, ricevendo premi e menzioni speciali.
"Elvira Notari: oltre il silenzio" ripercorre la storia della prima donna regista d'Italia e il lungo cammino che l'ha riportata alla luce dopo decenni di oblio.
Figura di spicco dell'età d'oro del cinema muto napoletano, Elvira realizzò una sessantina di lungometraggi che, intrecciando le passioni del dramma popolare con rappresentazioni schiette e senza compromessi della vita urbana, conquistarono il pubblico da Napoli alle Little Italy d'America.
Fiaccata dalla censura fascista, si ritirò dal cinema nel 1930. Il suo nome sprofondò nel silenzio e gran parte della sua opera andò perduta. Oggi, a 150 anni dalla sua nascita, Elvira torna sotto i riflettori grazie all'impegno di studiosi e artisti che ne stanno recuperando l'eredità e reimmaginandola in nuove forme.
Fondendo memoria storica e riscoperta contemporanea, il documentario offre un ritratto vivido e sfaccettato di una pioniera del cinema la cui visione continua a risuonare nel presente.
Valerio Ciriaci è un documentarista italiano che vive negli Stati Uniti.
Nato a Roma, Valerio si è laureato all'Università "La Sapienza" nel 2011 in Scienze della Comunicazione. Nello stesso anno si è trasferito a New York per frequentare il programma di documentari presso la New York Film Academy.
Nel 2012 ha cofondato la casa di produzione Awen Films, con la quale ha diretto documentari indipendenti, video editoriali e altri progetti di non-fiction. I suoi cortometraggi documentari, Melodico (2012), Treasure - The Story of Marcus Hook (2013) e Iom Romì (2017), sono stati selezionati da numerosi festival internazionali, tra cui il Big Sky Documentary Film Festival, l'Hot Springs Documentary Film Festival, il Bari International Film Festival e il New York Jewish Film Festival al Lincoln Center.
Nel 2015 ha realizzato il suo primo lungometraggio, If Only I Were That Warrior, vincitore del premio "Imperdibili" al Festival dei Popoli e del Globo d'Oro 2016 come miglior documentario. Mister Wonderland, il suo secondo lungometraggio, ha ricevuto il premio "Il Cinemino" al Festival dei Popoli nel 2019 ed è stato trasmesso dalla Rai in Italia e dalla PBS negli Stati Uniti.
Il suo ultimo film, Stonebreakers, ha vinto la Menzione Speciale (miglior lungometraggio), il Premio del Pubblico e il premio "Imperdibili" al Festival dei Popoli nel 2022. Ha avuto la sua prima americana all'IFFBoston nell'aprile 2023 ed è stato proiettato in oltre 100 cinema, istituzioni accademiche e spazi culturali.
Il mito delle Anguane, le leggendarie sirene d'acqua dolce, metà donne e metà animali, protettrici dei corsi d'acqua che si estendono tra le Dolomiti e la Laguna Veneta.
Guidato dalla cantante e attrice Maria Roveran, il film è un viaggio tra sorgenti, cascate, grotte e anse intrise di storia, alla ricerca dell'eco delle voci seducenti di queste affascinanti creature. Al tempo stesso, biologi, speleologi e attivisti documentano la fragilità di questi luoghi, sempre più minacciati dall'inquinamento, dal consumo di suolo e dalla perdita di una memoria collettiva condivisa.
Intrecciando mito, musica e scienza, il film ci conduce in un'esperienza cinematografica immersiva che invita a riflettere sul nostro rapporto con l'acqua e il mondo naturale, al tempo stesso distante da noi e profondamente segnato dalla nostra presenza invasiva.
Giovanni Pellegrini (1981) è regista, sceneggiatore, direttore della fotografia e produttore.
Il suo lavoro esplora il rapporto tra l'uomo e la natura ed è stato premiato in festival di tutto il mondo. Nel 2018 ha fondato la casa di produzione Ginko Film, con la quale ha realizzato Lagunaria e The City of Sirens, entrambi dedicati alla sua città natale, Venezia.
Il suo ultimo film, Songlines of Water (2026), è un viaggio tra mito, musica e scienza che esplora lo stato delle acque della sua terra.
Nelle Alpi, che stanno subendo profondi cambiamenti nella disponibilità idrica, il lavoro quotidiano di scienziati e ricercatori testimonia una nuova alleanza: una resistenza scientifica profondamente umana che ridefinisce il ruolo dell'umanità sulla Terra, offrendo un modello d'azione per le generazioni future.
Elena Valsania studied in Italy under Daniele Segre and worked for RAI 3 and Endemol before founding the independent production company Felìz. She makes cultural and social documentaries and stop-motion films with children in museums and archives.
There will be water, Parco Fluaviale Gesso e Stura, 2026
The Archivist, Felìz, 2026
Music on the Wedge, Cuneo Conservatory, 2023
I Need Words, Felìz, 2014
Esther Who Played the Accordion in the Auschwitz Orchestra, Edizioni Seb2, 2013
Dr Karanka prints extravagance, Felìz, FDS, 2012
The river below the house, Felìz-Municipality of Cuneo, 2010
The Alps, the Resistance, the landscapes, ISTORETO, Ed. SEB 27, 2007
Chivasso 19 December 1943, ISTORETO, 2003
Un adolescente orfano è costretto a lasciare l'orfanotrofio.
Dal suo fascicolo, scopre che la sua famiglia lo aveva perso e parte alla loro ricerca con speranza, inconsapevole che questo viaggio diventerà il percorso attraverso cui crescerà.
Mahmoud Karimi
Max, un ragazzo di diciannove anni proveniente da un piccolo paese veneto, si ritrova a vivere l’estate che segue la maturità, quel periodo di libertà tanto atteso ma anche segnato dalla necessità di prendere decisioni importanti per il futuro. Insieme ai suoi amici, Filippo e Anna, ha pianificato un viaggio in Spagna per celebrare la fine della scuola, ma tutto cambia quando riceve una proposta inaspettata: Robert Price, un imprenditore nel campo delle startup, è interessato a sviluppare l’app che ha creato per aiutare i suoi coetanei a scegliere la facoltà universitaria.
Senza rendersene conto si trova su un treno verso la Capitale, dove dovrà confrontarsi con un mondo competitivo e un’opportunità che potrebbe cambiare il suo destino. Mentre gli amici si godono un’estate spensierata, Max è costretto a fare i conti con le proprie paure, con l’incertezza di non sapere quale strada intraprendere, e con il desiderio di non rimanere immobile in un mondo che sembra muoversi troppo velocemente.
In un viaggio che lo porterà a capire cosa vuole veramente dalla vita, si troverà a dover scegliere quale strada intraprendere, quale sarà il suo futuro?
Daniele Barbiero esordisce nel cortometraggio con “Mirror”, vincitore di più di 30 premi ai festival di cortometraggi nazionali e internazionali, seguito dai corti “Radice di 9“ (con Matilde Gioli, Francesco Montanari e Matilda De Angelis), “The Colorful Life of Jenny P.” e “The Essence of Everything”.
Dopo aver diretto la prima stagione della serie tv “Clan”, disponibile su Netflix e RaiPlay, ha ultimato la sua opera prima “Squali”: film in uscita il 16 ottobre con Eagle Pictures con James Franco, Lorenzo Zurzolo, Francesco Gheghi, Ginevra Francesconi e Francesco Centorame.
Negli ultimi anni ha inoltre diretto molteplici videoclip (Ultimo, Aiello, Ana Mena, ecc.), gli spot Coca-Cola, Autogrill e Affari tuoi oltre ad alcune campagne per Netflix Italia.
Manuel Falco è un giovane attore emergente e di successo che, per colpa della sua irriverenza e a seguito di battute scomode contro il potere, viene denunciato, isolato ed estromesso da ogni ambito lavorativo nel settore dello spettacolo. Anziché abbattersi e chiedere perdono, decide umilmente di ricominciare da capo con piccoli lavori e finisce per fare il badante di Vittorio, un anziano malato di Alzheimer, padre di una sua amica attrice.
Una sera Vittorio esce di casa di notte sfuggendo al controllo di Manuel e, per questo motivo, la figlia decide di ricoverarlo in una residenza per anziani affinché possano meglio accudirlo. Manuel, non arrendendosi alla nuova situazione, si reca nella struttura dove conoscerà l’affa- scinante dottoressa De Blasi e, con un espediente, si farà integrare come volontario per stare al fianco del suo nuovo e unico amico Vittorio. La situazione critica di queste persone malate cono- sciute in clinica induce l’indomito Manuel a studiare, informarsi e cercare il modo di risolvere i loro problemi attraverso l’arte, chiedendo il consenso alla dottoressa, che si renderà disponibile.
Nel gruppo dei degenti spiccano Mario e Anna, marito e moglie: lei, ammalatasi probabilmente a seguito della morte del figlio, e lui, che, fingendosi nella stessa condizione, fa di tutto pur di starle accanto nella speranza di far riaffiorare i ricordi e riconquistarla.
Manuel decide di mettere in scena uno spettacolo utilizzando come attori queste persone, proiettando immagini evocative per agevolare la memoria a breve termine e sfruttando la straordinaria capacità di Vittorio di ri- cordare cose passate, come parte della Divina Commedia a memoria. Vittorio, a seguito di un malore in camerino, perderà la vita proprio in occasione di una replica a teatro.
La notizia farà il giro del web e delle radio. Lo spettacolo e la morte di Vittorio, visualizzati online da migliaia di persone, faranno sì che Manuel venga richiamato in televisione per essere riabilitato a seguito di questo nuovo successo. Incalzato dal presentatore e messo al bivio, il giovane attore dovrà ora scegliere se cambiare rotta e adeguarsi alle regole dello show business o mantenere il suo spirito libero e combattivo.
Sandro Torella
Attore e regista, classe 1975 laureato in Economia, direttore artistico del Teatro allo Scalo e del Teatro Duse a Roma dal 2009.
Ha diretto, oltre a vari spettacoli teatrali, quattro cortometraggi tra cui Hardwork, girato nel 2019, e Shakespeare, nel 2024, entrambi selezionati in numerosi festival nazionali e internazionali. Ha lavorato come attore in numerosi spettacoli, film, trasmissioni televisive e radiofoniche, ed è autore di numerosi video social con un seguito importante su temi di attualità in veste satirica.
Autore di vari spettacoli teatrali e di tre libri: Essere attori, È assurdo ma è così e Nuovo disordine mentale.
Nel 2024 ha scritto, prodotto e diretto il suo primo lungometraggio Discesa libera.
Durante una pandemia causata da un virus che trasforma gli esseri umani in tacchini, due coppie rimangono intrappolate nel corridoio del palazzo in cui abitano.
Il conflitto tra Andrea, che vuole andare a correre, e Marco, che cerca di fermarlo, si intensifica e coinvolge le rispettive compagne, Giulia e Anna, i corrieri che consegnano i pacchi e un medico di ritorno dall'ospedale, sfociando in uno scontro radicale che mette alla prova le loro relazioni e le loro visioni del mondo.
Emanuele Aldrovandi (Reggio Emilia, 1985) è scrittore e regista attivo nel teatro, nella letteratura e nel cinema.
Dopo la laurea in Filosofia e il diploma alla Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano, si è affermato in ambito teatrale, scrivendo a partire dal 2010 una quindicina di opere che hanno ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Riccione/Tondelli, il Premio Hystrio e il Premio Pirandello.
I suoi testi sono stati messi in scena nei principali teatri italiani e tradotti, pubblicati e rappresentati in inglese, tedesco, francese, spagnolo, polacco, sloveno, ceco, croato, rumeno, catalano e arabo.
Nel 2020 ha fondato l'Associazione Teatrale Autori Vivi, con la quale ha firmato la regia di diverse sue opere, coprodotte con teatri nazionali quali ERT – Emilia Romagna Teatro Fondazione e Teatro Stabile di Torino.
Dal teatro è poi passato al cinema, dirigendo tre cortometraggi: Il progresso (2018), Un tipico nome da bambino povero (2019), vincitore del Premio UNICEF, e Bataclan (2020), che ha ottenuto diversi riconoscimenti, tra cui il Premio Rai Cinema alla Festa del Cinema di Roma 2020 e un Nastro d'Argento nel 2021, uno dei più prestigiosi premi cinematografici italiani.
Nel 2024 ha fondato la casa di produzione cinematografica Sisifo Production, con cui ha prodotto il suo lungometraggio d'esordio The Extinction of the Human Race (2025).
Nel frattempo ha pubblicato anche un romanzo, Il nostro grande niente (Einaudi, 2024), vincitore del Premio John Fante e del Premio per l'Opera Prima Severino Cesari.
Dal 2025 è direttore artistico del Teatro del Fiume di Boretto (Reggio Emilia). Insegna presso la Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano e alla Scuola Holden di Torino.
Costrette dalla mafia a recuperare tritolo da una nave sommersa, Ludovica e Sabrina, due donne molto diverse, scoprono un legame profondo che le spinge a ribellarsi e cercare libertà.
Regista e autore, Stefano Lorenzi ha diretto numerosi documentari a carattere sociale, affrontando tematiche ambientali, artistiche e storiche, con distribuzione cinematografica, televisiva ed editoriale.
Esordisce al cinema nel 2002 con Genova senza risposte, documentario sui fatti del G8, seguito nel 2003 da Nunca máis - La marea nera, dedicato al disastro ambientale in Galizia, premiato al festival Cinema Ambiente di Torino.
Nel 2007 co-sceneggia la serie I Liceali e realizza in seguito documentari per la RAI su eventi come il terremoto dell’Aquila, l’evoluzione del paesaggio italiano e l’arte. Ha diretto cortometraggi, videoclip e spot per brand come Roberto Cavalli.
Nel 2011 firma The Cricket, con Birol Unel ed Edoardo Gabbriellini, in concorso alla 68ª Mostra del Cinema di Venezia.
Nel 2012 scrive e dirige I Calcianti, presentato nel 2015 al Moscow International Film Festival, successivamente riceve il premio come miglior regista al Bridge of Arts - IMFF.
Nel 2021 è executive producer, ideatore e co-regista della serie L’Ora con Claudio Santamaria, prodotta da Indiana Production e distribuita da Mediaset, Sky Germania e Disney+ nel resto d’Europa.
Nel 2023 scrive il film Aditi con Ugo Chiti, grazie a un finanziamento Media. Nel 2024 ha completato Afrodite, prodotto da Rai Cinema, Dakota Film Lab e la Greenboo di Marco Belardi, e il cortometraggio d’animazione Spring Waltz, vincitore di numerosi premi in Italia e all’estero.
Una coppia sposata, insieme da diversi anni e con un figlio di 18 mesi, scopre che il bambino è affetto da una malattia rara.
Dopo aver effettuato degli esami medici, si rendono conto che il sangue del padre non è compatibile con quello del figlio, facendo emergere una verità sconvolgente sul loro passato…
Mohammad Reza Rahmani
Nato nel 1350 (1971)
Laurea in Lettere
Sceneggiatore, regista e produttore
Ha all'attivo la realizzazione di quaranta cortometraggi e cinque lungometraggi.
Ha ricevuto circa quaranta premi nazionali e internazionali
Sceneggiatore e regista dei lungometraggi:
1- Parisa (2020)
2- They Loved Me (2024)
Zar Bagheri è nata il 30 settembre 2003 in Iran.
Ha conseguito il diploma in Cinematografia e attualmente studia Cinema presso l'Università Pars di Architettura e Arte.
Ha iniziato la sua carriera professionale nel cinema nel 2018 come assistente alla fotografia. Volat segna il suo esordio alla regia e la sua prima esperienza come regista cinematografica nel suo percorso artistico di studentessa cineasta.
Nel cuore dell'Avana, il compositore vincitore di un Grammy Award, Ted Nash, invita giovani musicisti cubani a cercare ispirazione nei colori e nelle forme dei dipinti di un museo.
Quello che inizia come una ricerca di melodia si trasforma in un risveglio, in cui gli studenti scoprono voci nascoste dentro di sé, trovando passione, coraggio e una creatività inesplorata.
La loro settimana di esplorazione sboccia in un concerto radioso davanti a oltre mille spettatori, dove arte e musica si fondono in un inno alla scoperta di sé e all'illimitato potere dell'espressione.
Un appello all'azione, che nasce dalle prime linee della sopravvivenza ecologica e culturale. La "Super Natural" British Columbia ospita alcune delle foreste più ricche di biodiversità e di carbonio sulla Terra.
La gente viaggia fin qui per trovarsi tra giganti viventi, cattedrali – foreste più antiche delle antiche cattedrali d'Europa. Per millenni, i Popoli Indigeni hanno custodito questi ecosistemi sacri, sapendo intuitivamente che l'essere umano non è separato dal mondo naturale, ma è intessuto nel suo stesso battito cardiaco. Eppure, nell'ultimo secolo, il disboscamento industriale a raso ha devastato queste foreste millenarie, minacciando l'ecologia e l'identità culturale.
Oggi è in corso una battaglia per decidere il destino degli ultimi resti di queste foreste antiche e delle comunità che da esse dipendono. Attraverso immagini evocative e una narrazione profonda, il film segue una coalizione di leader indigeni, scienziati e taglialegna alla ricerca di un nuovo percorso: un cammino radicato nel rispetto per il sapere tradizionale e illuminato dalle intuizioni della scienza occidentale. La loro visione collettiva è intrisa di speranza: un futuro in cui il ripristino ecologico e il rinnovamento culturale sono indissolubilmente legati, dove curare la terra diventa un percorso per curare noi stessi.
Falldown ci ricorda ciò che i Primi Popoli hanno sempre saputo: che i nostri destini sono intrecciati con la salute della terra e che la vera resilienza risiede nella nostra unità con la natura. Visivamente mozzafiato e profondamente risonante, questo testamento cinematografico ci implora di reinventare il nostro rapporto con il mondo naturale — prima che queste foreste millenarie vengano messe a tacere per sempre — chiamandoci a ricordare, a rigenerare e ad ascoltare il battito cardiaco della terra.
Bill Heath
Da quando ha impugnato per la prima volta una cinepresa Bolex a molla, il regista pluripremiato Bill Heath non ha mai smesso di girare, vantando oltre 40 anni di carriera.
A 22 anni, Heath ha ottenuto il suo primo lavoro retribuito come regista e direttore della fotografia per la Warren Miller Productions, con sede negli Stati Uniti. Era un'epoca in cui gli "sport estremi" non erano ancora un fenomeno di massa. Bill ha viaggiato per il mondo per oltre 10 anni riprendendo sport d'avventura come sci, surf e arrampicata.
Poco dopo, le case di produzione commerciale hanno notato la capacità di Heath di raccontare storie attraverso la macchina da presa, lanciandolo in nuove avventure nel campo della produzione pubblicitaria. Clienti come BC Tourism, Mercedes Benz, Wrigley's e la Heart & Stroke Foundation lo assumevano per girare e dirigere spot pubblicitari.
L'esperienza nella produzione pubblicitaria di alto livello ha permesso a Heath di entrare a far parte della Directors Guild e della International Cinematographers Guild.
Queste affiliazioni gli hanno aperto le porte di un settore molto ambito della produzione cinematografica degli Studios. Come regista della seconda unità, Bill ha contribuito a film per i principali studi, come MGM, Disney e Lionsgate. Si trattava per lo più di scene d'azione pericolose e basate sulle controfigure, così Bill è tornato alla produzione documentaristica, dove ha iniziato a lavorare con la dottoressa Suzanne Simard e il suo Mother Tree Project.
Negli ultimi dieci anni, Bill ha collaborato con la Simard e il suo team, realizzando film che documentano l'importante lavoro di conoscenza e protezione delle nostre foreste e della natura. Bill vive a Nelson, nella Columbia Britannica, con la sua compagna da 40 anni, uno scoiattolo e tre ghiandaie azzurre.
Nello Stretto di Sicilia, tra l'Italia e la Tunisia, i percorsi di pescatori, ricercatori e subacquei si incrociano alla ricerca degli ultimi rifugi per squali e razze nel Mediterraneo.
Un incontro tra la scienza e le memorie del mare, nato da un impegno condiviso per proteggere creature fragili e in via di estinzione, silenziose sentinelle di un mare che cambia e si trasforma.
Mathia Coco è un fotografo e videomaker che concentra il suo lavoro su storie legate alla natura, alla fauna selvatica e alla conservazione.
Da oltre 15 anni documenta la Sicilia principalmente attraverso la fotografia e, più recentemente, il video, raccontando storie di fauna, progetti di conservazione e rinaturalizzazione, e organizzazioni impegnate nella protezione della natura.
La sua profonda conoscenza della regione e delle sue sfide lo ha portato a documentare tematiche che spaziano dall'ambiente marino a quello terrestre, dalla tutela delle specie in pericolo alla pressione sempre crescente delle specie aliene.
EveryDay in Gaza offre un ritratto intimo della vita nella Striscia di Gaza attraverso le sfide quotidiane della famiglia Farra e di Wafa, una donna che si prende cura di bambini vulnerabili.
Senza narrazione, il film cattura dignità e resilienza di fronte a sfide impossibili.
Omar Rammal
Durante l'occupazione nazifascista di Roma (1943-1944), le donne costituirono la colonna portante della Resistenza. Superando la segregazione imposta dal regime, operarono sia sul fronte civile che su quello militare.
All'interno delle reti clandestine, figure come Carla Capponi combatterono nei GAP (Gruppi di Azione Patriottica), mentre centinaia di staffette partigiane facilitarono le comunicazioni e trasportarono armi e materiale antifascista, rischiando la tortura a Via Tasso.
Questa mobilitazione non fu un mero atto patriottico, ma una rivendicazione fondamentale e radicale di natura politica e sociale...
Francesco Piccirillo
I fiumi sono ecosistemi viventi e complessi, fondamentali per la biodiversità e per la relazione tra la natura e le comunità umane.
Dighe, traverse e alterazioni morfologiche interrompono la continuità ecologica, frammentando gli habitat e mettendo in pericolo le specie che popolano le acque interne. In questo contesto, l'anguilla, specie in pericolo critico, simboleggia le conseguenze della frammentazione fluviale.
Le barriere artificiali sono una delle cause principali della perdita degli ecosistemi. Ripensare la gestione fluviale e investire nel ripristino ecologico è essenziale per restituire vitalità ai corsi d'acqua e ai paesaggi che attraversano.
Mathia Coco è un fotografo e videomaker che concentra il suo lavoro su storie legate alla natura, alla fauna selvatica e alla conservazione.
Da oltre 15 anni documenta la Sicilia principalmente attraverso la fotografia e, più recentemente, il video, raccontando storie di fauna, progetti di conservazione e rinaturalizzazione, e organizzazioni impegnate nella protezione della natura.
La sua profonda conoscenza della regione e delle sue sfide lo ha portato a documentare tematiche che spaziano dall'ambiente marino a quello terrestre, dalla tutela delle specie in pericolo alla pressione sempre crescente delle specie aliene.
Un weekend in montagna diventa un'occasione di incontro, relazione e confronto tra un uomo non vedente e un gruppo di giovani con disabilità. Per noi "supereroi"... "è molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi".
È il 3 dicembre 2022 quando, a soli 20 anni, Jean Paul Sofia muore travolto dalle macerie di un cantiere a Kordin, a Malta. Sua madre, Isabelle Bonnici, inizia una lunga lotta per la giustizia dando vita alla seconda inchiesta pubblica nella storia della repubblica maltese.
Teresa, artista e attivista, arriva a Malta per la prima edizione della biennale di arte contemporanea dell’isola. Da uno striscione esposto davanti al parlamento maltese viene a conoscenza della storia di Jean Paul Sofia e di sua madre Isabelle Bonnici a cui decide di dedicare la sua opera.
Isabelle vuole rendere incisiva la sua testimonianza decidendo di posare per Martyrion, un progetto fotografico tuttora in corso che denuncia gli scempi ambientali e gli abusi territoriali attraverso il corpo e l’iconografia religiosa.
Il luogo della posa è il cantiere dove suo figlio Jean Paul è morto a soli 20 anni. Isabelle a distanza di due anni non vi era mai tornata prima di regalarci questo altissimo momento di intimità che diventa pubblico e dunque politico.
La storia di Isabelle è la storia di una madre del Mediterraneo che fa del dolore più grande la sua forza per cambiare un pezzo di società e dare vita alla seconda inchiesta pubblica della storia della Repubblica maltese, per avere giustizia, ma anche per cambiare le leggi che regolano le costruzioni a Malta e tutelare i lavoratori.
Quello dove ha perso la vita Jean Paul non sarà l’unico cantiere a essere visitato: Teresa assieme alla fotografa Sara Terracciano, e ad Andre Callus, attivista maltese esponente del Moviment Graffiti, attraversano l’intera Isola di Malta, dal profondo Sud all’estremo Nord per percorrere i luoghi della depredazione e della speculazione edilizia denunciata dai movimenti ambientalisti dell’isola e che fanno di Malta uno dei primi luoghi in Europa per consumo di suolo.
Un intreccio di vite in cui attivismo, denuncia, abusi territoriali e morti sul lavoro si incontrano per dare vita a un’opera d’arte.
Teresa Antignani (Presenzano, 1991) è artista, ricercatrice e attivista. Nel 2020 ha iniziato un percorso di attivismo che abbraccia la visione eco-femminista dei movimenti territoriali di lotta in difesa dell’ambiente, tradotta in un progetto itinerante e comunitario tuttora in progress: Martyrion.
La ricerca di Teresa procede con eclettismo attraverso una commistione di pratiche e linguaggi che richiamano la dimensione rituale e i codici estetici della tradizione meridionale e interpellano corporeità e presenza. Il suo lavoro si inserisce in un discorso globale capace di fornire una lettura critica di alcune delle questioni più drammatiche della nostra contemporaneità, dal ruolo della donna nella difesa dell’ambiente, al sostegno alle realtà di lotta nella denuncia dei colossi energetici, alla riflessione sulla dimensione etica e politica dell’arte.
Laureata in pittura, si specializza in Sociologia, presenta la sua ricerca indipendente presso il Trinity College, Manhattan; presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università degli Studi di Macerata; presso University of Houston, Texas & Universitat de Valencia, presso l’Università degli Studi Federico II di Napoli, presso il dipartimento di Psicologia dell’Università di Vienna; scrive per Cultweek; è parte del Matri Archivio del Mediterraneo (Studi Post-coloniali e di genere dell’Orientale di Napoli); è vincitrice della Biennale di Malta 2024.
Luca Ciriello (Napoli, 1988) è un documentarista, regista e produttore cinematografico italiano, membro dell’EFA (European Film Academy), borsista di ricerca etnografico-visiva presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca (Antropologia).
Laureato in Filologia Moderna, ha completato il Master in Cinema presso la Scuola di Cinema di Napoli "Pigrecoemme" e ha studiato cinema documentario presso l’Atelier di Cinema del Reale “FilmAp”. Nel 2018 ha fondato la società cinematografica Lunia Film Srl. Ha lavorato come documentarista in: Europa, Tanzania, Colombia, Senegal, Sri Lanka, Indonesia, India.
Nel 2018 vince la Menzione Speciale al Lucania Film Festival e al Festival dell’Isola di Roma con il suo primo documentario “Racconti dal Palavesuvio”.
Nel 2020 partecipa alle Giornate degli Autori (nell’ambito della 77°Mostra del Cinema di Venezia) con il documentario “Quaranta cavalli”, prodotto da Lunia Film e ZaLab (Vincitore del Premio Laguna Sud), presentato e premiato in circa 80 festival italiani e internazionali. Nello stesso anno partecipa, con il suo documentario “L’armée rouge” (prodotto da Parallelo 41 e Lunia Film), al Festival dei Popoli (Firenze) e al Fescaaal (Milano), vincitore di vari premi (Miglior regista al Festival Tulipani di Seta Nera, Roma e Miglior Documentario al Film Festival Mario Puzo Corto e a Capo, Avellino). Vince il Premio del Pubblico Miglior Documentario al Laceno D’oro (Avellino) con il film “Ponticelli Terra Buona” (2020). Nel 2023 esce il suo film documentario “API”, prodotto da Lunia Film e L’Eubage, presentato in anteprima al Filmmaker Fest (Milano) e in altri 50 festival nel mondo. Nel 2024 dirige “Oltre Ischia”, documentario nato da un laboratorio partecipativo realizzato con due scuole dell’isola di Ischia (Premio del Pubblico al Festival Laceno d’Oro). È in produzione (Dugong, Samarcanda, L’Eubage) il suo prossimo film “Wasantha”, le cui riprese sono in corso in Sri Lanka.
Villaggio di Lukwambe, Tanzania, regione di Morogoro. Non si trova su Google Maps, troppo piccolo e rurale, ma è reale, pieno di vita, speranza, futuro.
Il documentario dà voce agli insegnanti del villaggio e alle loro sfide educative. Racconta la quotidianità, attraversa le generazioni, esplora le difficoltà e gli imprevisti con uno spirito positivo e determinato, carico di dignità.
Un racconto coinvolgente ed emozionante, che illumina una realtà lontana ma incredibilmente vicina.
Registi: Michele Raggio e Vanda Elisa Gatti
Dopo la morte della moglie, un padre si trova ad affrontare alcune difficoltà con il suo unico figlio e cerca di crescerlo a modo suo.
Anni '30, URSS
Kolja Zvanskij è un normale scolaretto di Mosca, che vive un'infanzia ordinaria. All'improvviso, suo padre viene arrestato come "nemico del popolo" e gradualmente tutti coloro che lo circondavano si allontanano dal ragazzo per paura.
L'insegnante di musica si rifiuta di continuare le lezioni, gli ex amici non solo smettono di parlargli, ma iniziano anche a picchiarlo. Solo la ragazza di cui è innamorato rimane vicina a lui, ma anche a lei viene vietato di vederlo.
Inoltre, sua madre e suo fratello sono minacciati di arresto, ma soprattutto, a scuola viene convinto che debba rinnegare suo padre...
Il padre di famiglia intende sostenere economicamente il nucleo familiare affittando l'utero delle figlie per farle diventare madri surrogate. Tuttavia, la figlia più giovane della famiglia...
Quando un aggiornamento di intelligenza artificiale «Dal Testo alla Realtà» gli conferisce un potere divino dalla sua camera da letto, gli scherzosi esperimenti di un adolescente sfociano in qualcosa di irreversibile.
Tra la folla del bazar di Teheran, una bambina vede il mondo come un luogo gioioso, bellissimo e pieno di colori — ma per sua madre, è amaro, freddo e buio.
Mohammad Reza Rahmani
Dopo aver udito una profezia, Saeedeh si trova a fronteggiare presagi sempre più intensi, che la trascinano verso un destino incerto.
Hello Anna racconta la storia di Maryam Mirzakhani, che anni fa è emigrata e ha raggiunto numerosi successi sulla scena mondiale.
D'altro canto, ascoltiamo la storia di Raha, emigrata molti anni fa, che ha però vissuto giorni duri e amari, e i cui sogni non si sono realizzati. Sormeh ascolta la loro storia, mentre Rasha immortala ogni momento con la sua macchina fotografica. Rasha e Sormeh si conoscono fin dall'infanzia; ultimamente Sormeh è molto cambiata, è uscita da una relazione importante e ha deciso di emigrare per inseguire i suoi sogni da sola.
Nessuno sa quale sarà il suo destino, ma Rasha...
Mohammad Hossein Soleimani Fard
Nato il 23 agosto 1988.
Formazione:
Diploma in Grafica. 15 anni di attività nei settori della fotografia, del montaggio, delle riprese, della grafica e della regia in progetti cinematografici e pubblicitari.
Fotografo e montatore del talk show televisivo Dorehami
Fotografo sul set del film The Crab Fotografo sul set del film Gholhak
Fotografo e autore della locandina per The Ear
Autore del making of e del trailer di lancio della serie TV Dracula
Autore del making of di Shabgard
Autore del making of di Maybe Somewhere Else
In un mondo in cui l’IA dirige ogni gesto e gli “esperti” dettano le regole, un adolescente cerca una via di fuga.
Forse l’occasione arriva da qualcosa che nessun algoritmo aveva previsto.
Aleandro Tubaldi, Fabrizio Cantatore
Stefano Monti
In un futuro arido, l’acqua è solo un ricordo. Un gruppo di ragazzi si ritrova per condividerne frammenti, come in una terapia collettiva.
Ricordare è tutto ciò che resta.
Diego Monfredini
Katharsis è il processo di liberazione da un pesante fardello che Diego, il protagonista, porta con sé dalla prima adolescenza.
La storia racconta un periodo in cui il suo unico sostegno era un gruppo ristretto di amici con cui condivideva problemi familiari e frustrazioni. Oltre ad ascoltarsi a vicenda, spesso sfogavano la propria rabbia — iniziando con le tipiche bravate adolescenziali per poi, con il crescere dell'età, sfociare in vere e proprie attività criminali. Ciò ha portato a diversi arresti, alla depressione tra i membri del gruppo e alla tossicodipendenza, che ha peggiorato la situazione fino a concludersi tragicamente con il suicidio di uno di loro in carcere.
Era il migliore amico di Diego, e la sua morte lo ha profondamente segnato, spingendolo a prendere consapevolezza della necessità di cambiare percorso. Nel corso degli anni, Diego è riuscito a spezzare questo circolo vizioso grazie a un trattamento psichiatrico. Sebbene molta rabbia bruci ancora dentro di lui, la incanala attraverso la boxe e il rap, condividendo le parti più crude di sé per far sentire la propria voce.
In seguito, è tornato a frequentare le scuole superiori, dove ha incontrato qualcuno di cui potersi fidare e con cui condividere apertamente il proprio passato.
Il film affronta un tema tanto attuale quanto trascurato: l'angoscia silenziosa dei giovani di oggi che, schiacciati dall'aridità di una società costantemente in corsa verso l'efficienza e i risultati, finiscono spesso per simulare una serenità e una sicurezza inesistenti, con il rischio che questo fardello psicologico, prima o poi, imploda in modo catastrofico, lasciando dietro di sé, come anime di vetro compresse dal cemento, le schegge di un dolore silenzioso che grida un "perché".
Enrico Francese è un musicista professionista e regista con 15 anni di esperienza in eventi culturali e di arti performative.
Ha iniziato la sua carriera in Italia organizzando per dieci anni il Festival of European Students Theatre che nel 2002 ha vinto il premio “Culture 2000” della Comunità Europea per i risultati culturali, artistici, di integrazione europea e nuovi media.
Nel 2004 ha registrato il suo primo album in cui la poesia romantica di William Wordsworth incontra la musica blues. Durante il suo tour in Canada nel 2012 ha studiato con il cantautore blues Eric Bibb, vincitore del Grammy, e con il bassista pluripremiato Victor Wooten. Come regista ha lavorato con produzioni internazionali (Canada, Israele, Russia, Germania, Regno Unito, Italia) acquisendo una solida conoscenza del processo di realizzazione di un film.
Nel 2015 il suo cortometraggio “A love separate” è stato candidato al BAFTA e ha vinto il premio Best Young Film Award al Destfest. Dopo aver conseguito una laurea in filosofia ha iniziato gli studi in Bio-Psico-Genealogia e Psicodramma basandosi sulle lezioni rivoluzionarie di Jung, Jodorowsky e Schutzenberger.
Al momento i suoi progetti sono focalizzati sull'integrazione della nuova tecnologia dei Media con paesaggi sonori e psicologia.
Partecipanti al laboratorio di videomaking "Immagini Parlanti" ARTISTICA-MENTE 2.0: IIS PRIMO LEVI E CREATIVITÀ”, grazie ai finanziamenti ottenuti tramite il “Programma Nazionale “Scuola e competenze” 2021-2027 – Fondo sociale europeo plus (FSE+)
The One and Only Grandpa è una commedia familiare che racconta di un nipote e suo nonno che si ritrovano in un viaggio inaspettato organizzato dalla madre, così che lei possa avere l'appartamento tutto per sé.
Sebbene entrambi abbiano programmi più importanti, un improvviso guasto all'auto li avvicina e li porta a scoprire il suo vero motivo nascosto: un appuntamento che sta avendo luogo a casa.
Quello che inizia come un fastidio indesiderato si trasforma in una storia calorosa sull'avvicinamento tra generazioni, sulla formazione di nuovi legami e su una notte indimenticabile che culmina in una festa scatenata nella casa di riposo.
Ivana Gregurić (1994) è una regista e artista multidisciplinare con base in Croazia, il cui lavoro spazia dal cinema alla coreografia, dalla fotografia alla produzione audiovisiva.
È laureata in Coreografia e Danza Contemporanea e possiede un Master in Regia e Produzione Cinematografica e Televisiva presso l'Università VERN'.
Gregurić ha diretto e prodotto il cortometraggio comico The One and Only Grandpa e il documentario Hunting License, e ha collaborato a una serie di progetti studenteschi e professionali con realtà come RTL, HRT e Antitalent.
È inoltre la fondatrice di Unity of Colors, un'organizzazione focalizzata sulla produzione mediatica e su progetti culturali. Oltre al suo lavoro nel cinema, continua ad approfondire la sua pratica fotografica e ha esposto in gallerie in tutta la Croazia.
Quando un rumore misterioso irrompe nell'aula di un insegnante molto severo, egli manda fuori gli alunni uno a uno alla ricerca del colpevole — solo per scoprire che l'origine del suono si trova in un luogo del tutto inaspettato.
Una bambina è sola a casa con il suo uccellino, all'improvviso entrambi vedono qualcosa e chiamano i servizi di emergenza sociale, segnalando che la bambina è stata ferita...
Amir Hossein Keshmiri
La ragazza vive nella sua piccola bolla, che si scontra con il lato aspro e tagliente della realtà.
La regista segue la quotidianità del proprio nonno, immaginando che ad accompagnarlo ci sia la nonna appena scomparsa.
Viene a crearsi uno spazio familiare in cui la realtà della vita e della morte non hanno distinzione. Un racconto che parla di perdita, di sogni e desideri non realizzati e che diventa un confronto generazionale e una riflessione sulla condizione femminile.
Affrontare il dolore della propria morte si rivela del tutto simile al percorso sofferto e complesso del diventare adulti.
Mi chiamo Eva Demattè, ho 26 anni e sono laureata in Lettere Moderne. Attualmente frequento il terzo anno di Cinema presso la Nuova Accademia di Belle Arti di Roma (NABA).
Insieme al poeta e regista Vittorio Parpaglioni Barbieri sono autrice del cortometraggio La parola amore non esisteva, ora distribuito da Prem1ere, ha avuto la sua anteprima al Bellaria Film Festival. Nel 2024 ho vinto la menzione speciale della giuria al concorso “Carolina Herrera” con il cortometraggio Navigatrici e il primo premio al Phone Video Festival con il cortometraggio I Baffi.
Nel 2022 ho vinto il concorso WORD-FRAME TRENTINO, ottenendo la possibilità di partecipare al Talents and Short Film Market di Torino con il mio progetto La casa delle favole, ora in fase di produzione.
Un ragazzo viene ucciso in un sogno e, a partire dalla mattina successiva, inizia a notare che tutti lo guardano in modo strano, assumendo atteggiamenti piuttosto insoliti nei suoi confronti.
I suoi genitori si rendono conto che qualcosa non va e decidono di affidarlo alle cure di uno psichiatra. Durante le sedute, il ragazzo rivela di essere afflitto da una profonda crisi d'identità, che degenera del tutto quando, una notte, si ritrova a parlare con una figura allo specchio che sostiene di essere suo fratello. È così che il mistero viene svelato: a morire in quella fatidica notte non è stato lui, ma il suo gemello.
L'immenso dolore per questa perdita ha frammentato la sua mente al punto da fargli credere che il fratello fosse ancora vivo dentro di lui. Il ragazzo giungerà infine a questa consapevolezza, attraverso una vicenda delicata e un controverso processo di elaborazione del lutto...
Alessandro Alicata è un giovane attore italiano, nato a Milano il 19/12/2005. Poco dopo essere nato, si è trasferito con tutta la sua famiglia a Palermo dove ha vissuto la sua infanzia e i primi anni di adolescenza.
Palermo è stata la città che gli ha fatto scoprire la recitazione, nel 2014 ha iniziato a studiare al Teatro Cristal diretto da Mario Pupella per poi studiare recitazione presso l'accademia di Lollo Franco. Sin da subito ha iniziato a prendere parte a svariati cortometraggi, come “The Trainer L'Addestratore” esordio sul grande schermo che è stato premiato anche dalla RAI Sicilia.
Entra nel cast di diversi spettacoli nei teatri più importanti della città: Teatro Biondo, Teatro Politeama, Teatro della Verdura e tanti altri...
Nel 2018 fa un piccolo ruolo nel film “La via per Parigi (Walking to Paris)” del pluripremiato regista Peter Greenaway, 2019 ha partecipato al film "Il Colore del Dolore" con la regia di Francesco Benigno. Nello stesso anno, la famiglia ha decido di trasferirsi a Roma per le aspirazioni di Alessandro.
Ha iniziato nella capitale, frequentando diverse scuole di teatro al Sistina, Teatro Marconi, Teatro Vittoria e alla Tiziana Tozzi Academy per poi continuare i studi a Laboratorio di Arti Sceniche di Massimiliano Bruno.
Alessandro decide di frequentare il Cine Tv Roberto Rossellini, scuola superiore che forma tecnici per il cinema e per la televisione, per conoscere a 360 gradi il mondo del cinema.
A Roma Alessandro, continua a prendere parte a diversi cortometraggi e inizia a fare esibizioni di monologhi in Tv, serate, eventi cittadini e teatri. Nel 2022, solamente all’età di 16 anni realizza un cortometraggio da regista dal titolo "Era Ora" distribuito per un’anno dalla RAI, nel cast Giulia Salemi, Salvatore Striano e anche la presenza del regista, cortometraggio che lo rende Regista Più giovane in Italia.
Dopo questo super successo Alessandro firma tre importanti video clip, tra cui uno con la Showgirl Maria Monsè e altri con influencer importanti.
Il 17 Marzo 2024 alla Casa del Cinema di Roma, è stato presentato il secondo cortometraggio del giovanissimo regista realizzato all’età di 17 anni, “Gli Spari di Mezzanotte” con l’eccelsa presenza nel cast di Jonis Bascir, Paolo Gasparini, Laura Marafioti, Maurizio Tesori e anche Alessandro con un ruolo all’interno del cortometraggio.
Kumari, una venditrice di biglietti della lotteria, perde sua figlia Muni e la cerca per le strade in preda al panico.
Sentendo la risata di un bambino, si precipita in una casa, ma viene accusata di voler rapire il figlio di qualcun altro e cacciata via. Rimane ad aspettare fuori, convinta che sua figlia sia lì dentro.
Un giorno scompare, per poi riapparire in circostanze tragiche.
Baldassare Caradonna è un filmmaker indipendente nato nel 2001 in Sicilia.
Attualmente studia Arti Cinematografiche presso la Rome University of Fine Arts (RUFA). Dal 2020 lavora come regista, direttore della fotografia e operatore di macchina in diversi progetti audiovisivi, tra cui spot pubblicitari, cortometraggi e documentari.
Ha fatto parte del reparto fotografia della serie TV Hype, trasmessa su Rai nel settembre 2025. Nel 2024, il suo cortometraggio d'esordio The House of the Monkeys è stato selezionato in numerosi festival cinematografici nazionali e internazionali e ha vinto il Premio del Pubblico al Believe Film Festival 2024.
In un bosco, due fratelli raccolgono legna. Il loro scambio di provocazioni rivela gradualmente un rapporto segnato da umiliazione e dinamiche di potere.
Quando un coltello entra in scena, la tensione sale. Il fratello più giovane cerca di affermare la propria posizione, ma così facendo rischia di riprodurre lo stesso modello di dominazione che odia e rifiuta.
Il suo bisogno di essere rispettato lo avvicina sempre di più a un atto irreversibile.
Giovanni Cerisara è un filmmaker italiano di 27 anni con base a Berlino.
È cresciuto in un piccolo villaggio ai piedi delle montagne, ai margini di un bosco. Il suo lavoro si muove tra la vita rurale, la memoria e l'infanzia, concentrandosi su ciò che emerge dalle situazioni semplici, dove i piccoli gesti acquistano peso e le cose ordinarie rivelano qualcosa di più profondo.
Andrea è la storia di un viaggio e di una battaglia condivisa con sua madre per conquistare una vita indipendente.
Angelo Cretella
Nato nel 1979 a Succivo (Caserta), si è laureato in Filosofia presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Ha iniziato a realizzare cortometraggi a vent'anni e non ha mai smesso, spinto da una profonda passione per il cinema.
Nel 2015 ha intrapreso la carriera di insegnante nelle scuole superiori; da allora insegna linguaggio cinematografico in un contesto di periferia. Ha tenuto diversi workshop e collabora con l'Università di Torino e l'Università di Napoli. Dall'anno scorso realizza contenuti corporate per la casa editrice Bompiani.
L'intelligenza artificiale rappresenta un cambiamento epocale per il mondo del lavoro e per la società nel suo complesso. Molti esperti paragonano il suo impatto a quello di internet e dei social network.
Attraverso le testimonianze di alcuni dei migliori artigiani di Catania, *New dawn* esplora le prospettive e i rischi, le potenzialità e i possibili conflitti tra l'intelligenza artificiale, le nuove tecnologie e il mondo dell'artigianato.
Adriano Cutraro
Un viaggio poetico e sensoriale nell'essenza dell'acqua — una forza primordiale che modella la Terra e dà forma alla vita. Dalle sorgenti montane nascoste ai grandi fiumi che scorrono nelle valli, l'acqua si fa voce e memoria, rivelando il legame indissolubile tra l'umanità e la natura.
Attraverso immagini evocative e una narrazione intima, Where Life Flow celebra l'acqua come anima del mondo, simbolo di rinascita e continuità.
Due ragazzi attraversano una terra devastata dalla guerra. Tra macerie, silenzi e orizzonti infranti, il loro viaggio diventa un atto di resistenza: un'ostinata ricerca di un segno di speranza, capace di sopravvivere anche dove tutto sembra perduto.
Mentre le cronache nazionali continuano a riportare un'inarrestabile ondata di femminicidi, questo documentario indaga a fondo per comprendere le cause del fenomeno.
Attraverso il dialogo con sociologi, psicologi ed esperti, il film intraprende un viaggio nel cuore di una realtà spesso taciuta, con l'obiettivo di farne emergere le radici ed esplorare strategie concrete per contrastare questa violenza strutturale.
Stefania Cugia è una regista e filmmaker che nasce a Cagliari. Laureata in Scienze della Comunicazione, si perfeziona in regia e montaggio presso il CELCAM. Frequenta il Conservatorio di Musica di Cagliari studiando musica elettronica e basso elettrico. Si specializza in multimedialità, trasformando la passione per il linguaggio audiovisivo in lavoro poliedrico.
Dal 2014 dirige ogni processo creativo della videoproduzione, dalla scrittura alla post, realizzando reportage, spot pubblicitari, videoclip musicali, esperienze immersive e virtual tour 360° per diverse agenzie di comunicazione.
La regista cerca di osservare l'animo umano attraverso l'obiettivo della cinepresa, esplorando emozioni, culture, spaccati di vita e punti di vista della nostra società.
Nel nord-ovest del Kenya, a North Horr, Hervé Barmasse — alpinista e narratore — viaggia attraverso una terra in cui la crisi climatica e la scarsità d'acqua stanno rimodellando ogni equilibrio.
Il viaggio ritrae la vita delle comunità pastorali, il loro legame vitale con gli animali e un ambiente sempre più fragile, in cui la salute e la sopravvivenza umana sono messe alla prova ogni giorno.
Offre una prospettiva reale e autentica, diventando anche un atto di restituzione verso queste terre aride e le persone che le abitano, dove Amref Health Africa lavora ogni giorno per portare salute e speranza.
Johann Wilhelm Trollmann diventa campione dei pesi medi nella Germania nazista. È il primo sinto, o “zingaro” , a vincere questo titolo nella boxe mondiale. È famoso per il suo stile di combattimento, che assomiglia a una danza.
Con la promulgazione delle leggi razziali, viene privato del titolo, separato dalla moglie e dalla figlia, sottoposto a castrazione chimica e imprigionato nei campi di concentramento di Wittenberge e Neuengamme, dove morirà a 37 anni. Prima di morire, ridotto a uno scheletro, combatte per l'ultima volta con un kapò nazista che lo riconosce e lo sfida. Contro ogni previsione, Rukeli, che in lingua sinti significa albero, lo zingaro, mette al tappeto il nazista e con lui l'intero apparato di potere che rappresenta. Il giorno dopo verrà punito e ucciso per questo, ma Rukeli aveva deciso di morire da campione.
Alessandro Rak vive e lavora ai Quartieri Spagnoli di Napoli; ha studiato presso il Centro sperimentale di cinematografia.
Insieme con Andrea Scoppetta, Alessandro Rak ha formato lo studio di animazione Rak&Scop nel 2001, creando un proficuo sodalizio artistico che in pochi anni ha prodotto non solo animazioni ma anche fumetti, studi, demo e character designing per varie case di produzione. Ha realizzato il video Looking Death Window (10') vincitore del CYLECT International Price e del primo premio al 6° International Festival of Film Schools di Città del Messico (1999), il video per Kanzone su Londra dei 24 Grana (2001), il video per La paura dei Bisca (2004) e il cortometraggio Va' per il Med Video Festival di Paestum (2005). Tra i suoi fumetti: Ark per Grifo edizioni (2004); Zero or One (2005) e Bye bye jazz (2006) per Lavieri edizioni, A Skeleton Story per GG Studio edizioni (2007).
Nel 2013 Alessandro Rak ha diretto il film d'animazione L'arte della felicità, interpretato da Lucio Allocca, Leandro Amato, Silvia Baritzka, Francesca Romana Bergamo, Antonio Brachi, e co-sceneggiato e prodotto da Luciano Stella per BIG SUR in collaborazione con Mad Entertainment, Rai Cinema e Cinecittà Luce. Il film, presentato in anteprima al pubblico di Lucca Comics & Games 2013, è risultato vincitore del Premio Arca Cinema Giovane, Premio Fedic e Premio Miglior Opera Prima al Raindance Festival di Londra. Inoltre ha ricevuto il premio "Miglior Film d'Animazione" agli European Film Awards nel 2014. Nel 2017 ha girato il film d'animazione Gatta Cenerentola in collaborazione con Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone.
Attraverso la tecnica dello stop motion i bambini della Scuola dell'Infanzia del IV Istituto Comprensivo "D. Costa", raccontano le vicende storiche di un territorio della Sicilia orientale, quello di Augusta, dai primi insediamenti umani in epoca preistorica, all'estrazione del sale in epoca moderna con la creazione delle saline, passando per le due Guerre Mondiali e la successiva industrializzazione che ha portato ricchezza, ma anche inquinamento.
Il messaggio finale, tuttavia, è di grande speranza.
Si è formato professionalmente presso produzioni seriali televisive Rai e Mediaset, prima nel campo della direzione della fotografia, poi in quello della regia.
Ha collaborato come regista e autore televisivo per i canali satellitari Sky “Sicilia International” e “Set”. Nel 2004 crea “Fine Art Produzioni”, una impresa cinematografica che si specializza nella produzione di documentari a tema archeologico, storico-artistico e biografici, collaborando con Università, Soprintendenze, enti pubblici e privati impegnati nella valorizzazione dei Beni Culturali. Ha diretto numerosi audiovisivi, molti dei quali hanno ottenuto riconoscimenti e premi in festival e rassegne internazionali.
Svolge attività di docenza nell’ambito del “Piano Nazionale Cinema e immagini per la Scuola”, promosso dai Ministeri della Cultura e dell’Istruzione. È co-direttore artistico del “Festival del Documentario e della Comunicazione Archeologica” di Licodia Eubea.
Like Friend, Like Deer racconta la storia di una guardia faunistica che, trovandosi in una situazione critica, uccide un bracconiere durante uno scontro. Questo cortometraggio esplora la profonda connessione e le somiglianze nascoste tra gli esseri umani, gli animali e l'ambiente che condividono.
In un uliveto, una famiglia di ricci segue sentieri invisibili, trovando sempre la via dell'acqua e la strada di casa.
Attraverso lo sguardo innocente di Mario, un bambino che osserva in silenzio il loro mondo, l'equilibrio quotidiano del giardino viene gradualmente turbato da suoni sconosciuti, assenze inspiegabili e sottili mutamenti che nessuno riesce a spiegarsi.
Narrato come una favola animata e plasmato attraverso le metafore e la logica dell'infanzia, il film conduce con delicatezza lo spettatore fino al punto in cui il confine tra finzione e realtà inizia a dissolversi. Perché alcune favole, anche quelle sui ricci, nascono da eventi reali.
Michele Giardullo
Zivar, una donna di mezza età, è la responsabile di una residenza studentesca.
Reagisce duramente quando una studentessa rientra tardi nello studentato.
Nella sua solitudine, si sente in colpa e cerca di migliorare la situazione.
Sabah Mohammadi
Nata in Iran, Kurdistan, il 17 dicembre 1988
Laurea in Regia presso la Soure University di Teheran
Just Maria
Documenta le tracce di cultura, usanze, popoli e religione nella più antica capitale abitata ininterrottamente al mondo. Damasco è una città caratterizzata da una splendida fusione culturale tra Occidente e Oriente, e questo stile di fotografia e montaggio offre allo spettatore un assaggio breve ma intenso di tale cultura.
Meysam Babaei
Nato nel 1991
Archer, cortometraggio documentario, Regia, 2018
Throw, cortometraggio documentario, Regia, 2018
Baluchestan tourism, video musicale, 2019, selezionato ufficialmente in:
- Independent Days International Film Festival (USA)
- Evolution! Mallorca International Film Festival (Spagna)
- Sapporo International Short Film Festival and Market (Giappone)
- Carpathian Mountain International Film Festival (CMIFF)
- Amarcort Film Festival (Italia)
MIGLIOR FILM – Carpathian Mountain International Film Festival, Ucraina
Autore e Filmmaker. Nel 2005 è ideatore e fondatore di ARTIGIANI DIGITALI – COMUNICAZIONE SENSIBILE, un progetto di editoria sociale nato dall’incontro di professionisti provenienti da diversi settori lavorativi (audiovisivo, musica, fotografia, grafica, web, cooperazione internazionale), con in comune l'esperienza partecipata sul campo.
L'intento principale è quello di creare la possibilità di tenere insieme passioni professionali e impegno personale, creando un gruppo di lavoro e condivisione sui temi della solidarietà e dell'inclusione sociale.
Attraverso la realizzazione di campagne di comunicazione e la produzione di video, siti web e pubblicazioni, siamo impegnati in un lavoro di ricerca che definiamo Comunicazione Sensibile: un modo nuovo di comunicare che riunisca in sé il sentire e l’essere sentiti, per una comunicazione che percepisca come fortemente sue le tematiche che si trova di volta in volta ad affrontare. Ogni nuovo lavoro è per noi la possibilità di entrare in mondi spesso problematici e fuori dal comune che hanno bisogno di far sentire la propria voce.
Attività non marginale del gruppo è l'autoproduzione – specialmente video – di materiali che riguardano in particolare il tema delle migrazioni e più in generale l'attivismo politico e sociale nel quale siamo direttamente coinvolti e impegnati.
Per tutto il XX secolo, i corsi d'acqua del Portogallo erano sotto la stretta e costante sorveglianza dei 'guarda-rios', i guardiani dei fiumi: figure autoritarie che pattugliavano quotidianamente le sponde, mediavano le controversie e garantivano la preservazione del bene comune — chiamati, in portoghese, come il martin pescatore, l'uccello la cui presenza segnala la buona salute ecologica di un fiume.
La professione fu abolita nel 1995. Negli ultimi anni, nel tentativo di affrontare le sfide sempre più urgenti della conservazione delle risorse idriche, sono emersi in tutto il paese nuovi guardiani dei fiumi: chiamati simbolicamente come i loro predecessori, sono professionisti moderni dotati di strumenti tecnologici e conoscenze specialistiche che si prendono cura dei fiumi e sfidano le comunità locali a diventare custodi dei loro corsi d'acqua.
Vítor Martinho, Inês Loureiro Pinto
Uniti da un reciproco amore per la natura e per l'arte del racconto, Inês (giornalista) e Vítor (direttore della fotografia) si sono incontrati mentre lavoravano al programma ambientale più longevo della televisione pubblica portoghese, Biosfera.
Quella che era iniziata come una connessione professionale si è evoluta in una profonda amicizia e in un'alleanza creativa freelance. La loro prima collaborazione, "A Profissão Com Nome de Liberdade" (La professione con nome di libertà), è nata da una conversazione condivisa mentre filmavano sul campo — segnando il primo di molti progetti congiunti a venire.
Un viaggio nella nascita della barca a remi più grande d’Italia, frutto della volontà e della passione della comunità di Caorle, in provincia di Venezia. Un racconto corale che intreccia mani, voci e tradizioni, dove il legno prende forma e si trasforma in simbolo di identità, appartenenza e memoria condivisa.
La storia dell’imbarcazione simbolo della Città di Caorle nasce nel 1995, quando da Venezia non viene concessa la Bissona, l’imbarcazione storica che veniva prestata a Caorle in occasione della solenne processione della Madonna dell’Angelo, in quanto già impegnata in un altro evento nel miranese.
Nel 1995 per la processione venne quindi utilizzato un bragozzo, barca tipica della laguna veneta, e successivamente a Caorle si formò un comitato di persone che diede il via ad una raccolta fondi per la costruzione di un’imbarcazione che appartenesse alla città. In pochissimo tempo vennero raccolti i fondi necessari, ricevuti non solo dalla popolazione attuale, ma anche da caorlotti emigrati all’estero e da turisti, e subito dopo iniziarono i lavori di costruzione.
L’imbarcazione lunga 21 metri, con i suoi 24 remi, è la barca a remi più grande mai costruita in Italia e in Europa.
Una storia di unità della comunità di Caorle, di rispetto, emozione ed onore dei vogatori nel “portarla”, che viene raccontata nella sua interezza nel documentario “Il respiro del Mare - la storia della Gran Caorlina”.
Andrea Malpighi è regista, sceneggiatore e direttore artistico, attualmente alla guida del Caorle Independent Film Festival (CIFF), uno dei principali appuntamenti dedicati al cinema indipendente in Italia.
La sua formazione cinematografica è consolidata presso l’Accademia Nazionale del Cinema.
Negli anni ha firmato diversi progetti da regista, tra cui il documentario IL RESPIRO DEL MARE, una narrazione corale che racconta la storia della “Caorlina” — la grande barca a remi simbolo della comunità di Caorle — un lavoro che intreccia memoria, artigianato locale e identità collettiva.
Tra i suoi riconoscimenti più significativi, Andrea ha ricevuto il premio per la migliore regia al Los Angeles Web Festival 2013 con la sua web series PSM CONFIDENTIAL e Best Pilot agli America Movie Awards 2017 con INFERNO - LA SERIE.
In alto, sui placidi pendii delle Madonie siciliane, vive una figura eroica, custode di una sostanza mistica dai mille nomi.
Ex hippie, Giulio, con il suo sguardo penetrante e la folta barba cespugliosa, è oggi un agricoltore fedele alla sua eredità, un esempio vivente di come redimere il nostro rapporto con la natura e uno dei più affascinanti filosofi della natura che si possa sperare di incontrare.
È uno degli ultimi 30 raccoglitori di manna al mondo.
Nel cuore dell’Europa, le Alpi si stagliano imponenti all’orizzonte.
Dimore di numerosi animali, i cui destini si incrociano tra queste vette: dalle rane temporarie che intraprendono un lungo viaggio d’amore alle straordinarie coreografie del merlo acquaiolo per conquistare la compagna.
E poi, non possono mancare gli abitanti del bosco: lo scoiattolo trafuga le provviste della nocciolaia, il picchio è alle prese con la costruzione del nido e la formica rufa stringe alleanze con gli afidi.
Uno sguardo privilegiato e inedito sulla vita, gli amori, le difficoltà e le strategie messe in atto da questi animali e scoprire così che non è sempre il più forte a cavarsela, bensì coloro che si aiutano a vicenda.
E in questo, gli alberi e i funghi sono dei veri e propri maestri.
Una biodiversità e un patrimonio ambientale da preservare e mantenere vivi.
Daniel Gangemi
Autore e documentarista.
Inizia a collaborare come cameraman e montatore video per i principali broadcast nazionali (Sky, Mediaset e Rai) e realizza il suo primo documentario a tema sociale, Prima Donna, selezionato al Festival Internazionale del Documentario-Visioni dal Mondo.
Successivamente si dedica alla realizzazione di documentari inerenti al rapporto uomo-natura nel contesto prealpino-alpino, andati in onda su Rai Tre e selezionati in diversi festival: Orobie Film Festival, Festival Internazionale Documentari Cortintelvi, Sestriere Film Festival, Monza Film festival, Dolomiti Film Festival.
Nel 2025 realizza Le Orobie e i suoi abitanti, vincitore del Festival Cortomontagna 2025, Ecofestivalpesio 2026 e selezionato in oltre 20 festival nazionali e internazionali (Florida, Arizona, Messico ,India...).
Collabora come montatore al documentario Pestiferus Lupus, vincitore del Gedi Visual Award e del Premio Museo etnografico trentino San Michele al 74 Trento Film Festival 2026.
Sergio Nuzzo è uno stratega della comunicazione, produttore e direttore creativo italiano con una vasta esperienza nei settori audiovisivo e dei media.
Nel corso degli anni, è stato coinvolto nello sviluppo e nella produzione di progetti cinematografici, televisivi e digitali, unendo narrazione, visual design e comunicazione strategica. Il suo lavoro spazia dai documentari al branded content, fino ai formati multimediali, collaborando spesso con artisti, istituzioni culturali e partner internazionali.
Attraverso le sue attività di produzione e consulenza, si concentra sulla creazione di narrazioni coinvolgenti che connettono creatività, cultura e impatto sociale. Tra i progetti a cui ha lavorato figurano il cortometraggio Plague-spreader (2008), di cui ha curato il montaggio, e il lungometraggio L'imbroglio nel lenzuolo (2010), a cui ha collaborato in fase di produzione.
Queste esperienze hanno contribuito alla sua crescita professionale nell'industria cinematografica, permettendogli di lavorare a progetti di narrativa presentati in contesti di festival e cinema indipendente, dove la sperimentazione artistica e i talenti emergenti trovano spesso riconoscimento.
Luca Rizzi
Regista e produttore con oltre trent'anni di esperienza.
Un giovane attore è determinato a ottenere un ruolo di grande rilievo e a raggiungere la fama, ma ogni tentativo si conclude con un fallimento.
Questi ripetuti insuccessi lo spingono sull'orlo di un crollo psicologico, al punto da decidere di porre fine alla propria vita.
Adele è una catsitter che sfrutta le case altrui per incontrare Pietro, un suo amante. Tanto nessuno si accorgerà di nulla...
Letizia Zatti nasce a Monza nel 1997, ma cresce a Bergamo.
Nel 2019 si diploma in produzione cinematografica presso la Civica di Cinema Luchino Visconti, Milano.
Nel 2021 realizza il suo primo cortometraggio, dal titolo "Acqua che scorre non porta veleno".
Nello stesso anno viene ammessa al corso di Regia al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, dove realizza diversi cortometraggi, tra cui King Size e Dissidia, e altri attualmente in fase di distribuzione.
Dal thriller alla commedia romantica, la ricerca verte su temi di attualità raccontati attraverso una narrazione intimista; soffermandosi spesso sul concetto di “casa”, non tanto come luogo, ma come sentimento.
Il docufilm segue il percorso di individui straordinari e racconta come, attraverso l'arte, abbiano trovato non solo espressione creativa ma anche opportunità di lavoro.
Le loro vite, le passioni e le sfide quotidiane vengono narrate con sensibilità e autenticità, svelando la bellezza e la forza che risiedono nelle differenze.
Ideatrice e fondatrice de L’Arte nel Cuore Onlus.
Prima accademia di formazione nelle arti dello spettacolo per persone con e senza disabilità.
Ideatrice del soggetto del lungometraggio “Detective per caso” e del docu “La Compagnia”.
Ha prodotto diversi spettacoli teatrali, lungometraggi e cortometraggi. Nel 2024 il corto “Il taglio di Jonas” che ha ricevuto il premio come miglior corto al S. Diego Film Festival, miglior attore al Sulmona Film Festival e il premio RAI Cinema Channel al Sudestival.
Maryam Salehizadeh, atleta iraniano-canadese di goalball con una vista residua del cinque per cento, si vede proporre un intervento chirurgico che potrebbe ripristinarle parzialmente la vista.
Mentre contempla questa possibilità, riaffiorano ricordi e sogni, mettendo in discussione il suo senso di identità e ciò che realmente significa vedere.
Alireza Kazemipour è un filmmaker iraniano-canadese con oltre due decenni di esperienza come sceneggiatore in Iran.
Ha conseguito un Master in Studi Cinematografici e ha diretto diversi cortometraggi premiati, tra cui Hatch (2024), The Gold Teeth (2022), Split Ends (2022) e The Blue Bed (2020).
I suoi film hanno ricevuto riconoscimenti in oltre 250 festival cinematografici in tutto il mondo, totalizzando più di 60 premi e 35 nomination. Il suo lavoro esplora costantemente temi legati alla giustizia sociale, ai diritti delle donne e alle esperienze migratorie.
Il documentario vuole prendere come esempio il rapporto contraddittorio tra realtà e fantasia, tra credo religioso e spiritualismo, per sensibilizzare su quanto ormai l’essere umano stia dimenticando l’importanza di convivere con la propria immaginazione invece di dimenticarsene per vivere solo nella realtà oggettiva.
Andrea La Puca
Classe 2001, Andrea cresce nel dietro le quinte degli spettacoli di teatro di movimento della madre e nella azienda di personalizzazione del padre.
Dopo un’intera giovinezza passata a sperimentare l’arte nelle sue più diverse forme, A 16 anni scopre la sua predisposizione nella realizzazione di contenuti video e sceglie di lavorare per fare di questa arte la sua vita. Dopo alcuni anni di formazione sui set di diversi registi italiani, nel 2021 dirige il suo primo corto documentario sull'ospedale delle bambole di Napoli: “L’universo Delle Piccole Cose”.
Nel 2022 dirige diversi progetti pubblicitari e musicali per poi, all’inizio del 2023, aprire la Veevelo Production insieme al suo amico e socio Nicolò Opromolla. In contemporanea con il suo secondo Corto Documentario: Chiacchierià, Andrea decide di raccontare l'antica legenda del Munaciello attraverso le testimonianze della Napoli vera e sincera del rione Sanità e la voce narrante dell'attore Massimo De Matteo.
Pochi mesi dopo gli viene affidata la sceneggiatura di un fashion film ambientato nella città partenopea "i fiori sbocciano a Napoli" che co-diretto con la art director Vittoria Mengoni sarà in concorso al Capri Hollywood international film festival e vincitore del Hirpus d’Oro all’Ariano International Film Festival 2024.
Nel Gennaio 2024 Andrea dirige "Voce" il cortometraggio nel quale vede per la prima volta consolidarsi le influenze provenienti dall'esperienza teatrale vissuta con la madre. Il corto affronta il tema della violenza di genere attraverso la recitazione corporea immersa in un ambiente asettico e onirico.
Una storia d'amore in un mondo che non si può vedere.
Agata Majcherowicz
Patria o colonia, siguiendo el rastro del oro
Juan Pablo Lepore è nato a Buenos Aires, Argentina, il 10 aprile 1982.
Ha studiato Progettazione di Immagine e Suono presso l'Università di Buenos Aires. Lavora come produttore, sceneggiatore e regista dei suoi film.
Le sue opere distribuite commercialmente includono Sin patrón, una revolución permanente (2014), La Jugada del Peón, el agronegocio letal (2015) e Olvídalos y volverán por más, megaminería y neoliberalismo (2016), che ha gareggiato per il Miglior Lungometraggio Nazionale al Festival del Cinema Politico (FICIP) del 2017. Agroecología en Cuba (2017) è stato selezionato per competere in 10 festival cinematografici internazionali e proiettato 200 volte in tutta l'Argentina e il Cile.
The Return to the Countryside (2020) è il quinto lungometraggio di Lepore, distribuito in 20 paesi, e ha vinto numerosi premi in Spagna, Colombia, Italia ed Ecuador, oltre a essere stato selezione ufficiale in oltre 50 festival in tutto il mondo.
The Brigadistas (2024), sostenuto dall'INCAA (Istituto Nazionale del Cinema e delle Arti Audiovisive), ha debuttato in India vincendo il premio come miglior documentario, ha ricevuto una menzione d'onore alla sua première in Messico e il Premio SIGNIS come miglior lungometraggio in Argentina.
The Earth Explodes (La tierra explota), ancora in post-produzione, ha partecipato al laboratorio di sceneggiatura documentaria al 16° Festival del Cinema Atlantidoc in Uruguay. Ha vinto il primo premio nella categoria "Work in Progress" all'Isla Verde International Film and Environment Festival a Cuba, è stato selezione ufficiale al 19° Gibara International Poor Film Festival nella stessa categoria e ha vinto il premio WIP al Villa del Cine Festival 2025 in Colombia.
National Food Company (2025) è stato proiettato e ha generato dibattito in decine di cinema e spazi culturali, presentando il cibo come un diritto umano. NATION OR COLONY è il suo nono film come regista e sceneggiatore.
Dopo la morte del padre, consumato dai sensi di colpa per aver tradito i veri valori della Dieta Mediterranea commercializzando alimenti industrialmente trasformati sotto il marchio Mediterranean Diet Line, Edoardo perde l'appetito per il cibo e per la vita.
Solo quando comprende che la vera Dieta Mediterranea non è solo una questione di alimentazione sana, ma è fatta anche di memoria, tradizione e condivisione del pane e del dolore, ritrova il gusto della vita e la forza dei legami familiari.
Maria Grazia Pagano
Il breve video racconta la storia di un giovane che, frequentando cattive compagnie, abbandona il proprio sano stile di vita.
In seguito, si rende conto dell'impatto negativo sul proprio benessere mentale e fisico e, con la guida degli amici di sempre e di un nutrizionista, riesce a ritrovare "la strada giusta".
Classe 2aB
Scuola secondaria di primo grado "Cannizzaro-Galatti" - Messina
(D) istruzioni a Piccoli Passi è un cortometraggio realizzato dagli studenti dell'IIS A. Manzoni di Mistretta. Ambientato nell'ambiente scolastico, esplora il tema dell'educazione alimentare attraverso il linguaggio semplice e diretto dei suoi giovani protagonisti.
Attraverso momenti di condivisione, riflessione e vita quotidiana, il film invita gli spettatori a riscoprire il valore delle scelte consapevoli e dell'adozione di uno stile di vita equilibrato, evidenziando la connessione tra alimentazione, interazione sociale e benessere personale.
Febronia Scarcella
L'obiettivo è far conoscere il dolce tipico di Mistretta.
Daniela D'Andrea