Jaci, dea della Luna, vaga sola sulla Terra finché Guaraci, dio del Sole, non appare e la salva dall’attacco di un giaguaro. I due splendenti dei si incontrano e iniziano un’avventura attraverso l’Amazzonia, mostrando la bellezza dei loro poteri nella vastità della foresta tropicale. Col passare dei secoli, il loro legame si rafforza e si innamorano. Tuttavia, il loro amore e la loro potenza sono così intensi da turbare gli altri dei: Sumé, dio degli Oceani, e Tupã, dio del Tuono e creatore di tutto.
Temendo che la loro unione porti alla fine del mondo, Tupã li imprigiona. Rimasta sola, Jaci piange, inondando la terra, mentre Guaraci implora Tupã di avere pietà e concede solo un momento per potersi riunire con la sua amata. Le lacrime di Jaci danno origine al fiume Amazzoni e ai suoi affluenti, che Sumé, assetato e ammaliato dalla potenza di quel dolore, inghiotte e trattiene sul fondo dell’Atlantico.
Jaci e Guaraci restano così condannati a incontrarsi solo una volta: nel momento in cui il sole tramonta e la luna sorge.
Diogo Aurich è un regista e animatore brasiliano, originario della terra di Glauber Rocha, appassionato nel raccontare storie nazionali in modo visivamente coinvolgente. Si è laureato in animazione alla FAAP di San Paolo e, durante gli anni universitari, ha co-diretto il cortometraggio Rosas Brancas, selezionato in oltre 20 festival nazionali e internazionali.
Diogo ha inoltre avuto l’opportunità di dirigere e curare la concezione visiva dell’episodio pilota della serie Legado, un progetto che gli ha permesso di affinare le sue capacità di lavoro in team e di applicare il suo linguaggio visivo. Oltre al cinema, Diogo mette le sue competenze nelle arti visive al servizio di diversi settori: lavora come artista concettuale e animatore in corti educativi nel campo della salute, sviluppa stand per eventi come festival musicali e contribuisce alla creazione di articoli di moda.
Nelle strade devastate dalla guerra di Gaza, Khaled, un ragazzo palestinese di 16 anni, assiste inorridito mentre caccia israeliani bombardano un ospedale pieno di bambini innocenti. Le grida dei feriti risuonano nella sua mente, i corpi senza vita lasciano una cicatrice indelebile nella sua anima.
Perseguitato dal dolore e spinto da un senso di giustizia, Khaled fracassa il suo vecchio salvadanaio d'infanzia—l'ultimo residuo del suo futuro rubato. Con i suoi magri risparmi, si rivolge a Jalal, un oscuro mercante d'armi, e compra una sola granata. Il peso che sente in mano è pesante, ma la sua determinazione lo è ancora di più.
Con dita tremanti ma con un cuore incrollabile, mette in atto il suo piano—distruggendo un veicolo militare israeliano in un atto di ribellione. Ma quando il fumo si dirada, una sconvolgente verità si abbatte su di lui: il denaro che ha usato per acquistare la granata è finito proprio nelle tasche di un produttore statunitense di armi—lo stesso che fornisce le bombe per annientare il suo popolo.
Regista: Hassan Alizadehghadikolaei
Hassan ha avviato la sua carriera artistica nel 1995 come assistente alla regia nel gruppo teatrale dell’Università Shahid Beheshti. All’epoca era studente di Ingegneria del Software, ma coltivava parallelamente una forte passione per l’arte, dove ha appreso le basi della drammaturgia e della regia. In quei primi anni si avvicinò al cinema studiando manuali e recensioni: fra questi, Basics of Screenwriting di Syd Field lo ispirò a scrivere il suo primo soggetto, intitolato Date on the Beach.
Ha poi seguito un corso completo di filmmaking presso l’Art Center e uno specifico di documentario alla Documentary House. Ha frequentato diverse masterclass con registi e sceneggiatori come Farshad Fadayian, Mehrdad Oskoui, Mohammadreza Vatandoost e Mehdi Zamanpour.
La sua filmografia include:
The Sound of Water Footsteps (2011): il suo primo cortometraggio da regista.
Original Identity (2013): primo documentario lungometraggio scritto e diretto, nato come esercizio formativo.
College of Girls (2018): cortometraggio documentario sperimentale incentrato sui diritti delle donne, selezionato in vari festival internazionali.
Aghajan Cinema Actor (2021): documentario sperimentale semi‑professionale, presentato in festival esteri.
Inoltre, Hassan ha ideato e realizzato numerosi video educativi, animazioni, teaser promozionali e trailer. È stato anche supervisore in progetti studenteschi in ambito multimediale, animazione e game design.
Abbandonata da Giasone, uomo per cui ha sacrificato tutto, Medea si confronta con il mondo che l’ha giudicata folle. La sua voce si fonde con quella del coro, in un crescendo che la porterà a compiere l’estremo gesto: annientare la stirpe di Giasone.
Da sempre appassionato di cinema d'animazione e composizione musicale, inizia a realizzare cortometraggi animati dall'età di 14 anni, sperimentando diverse tecniche come l'animazione tradizionale, la stop motion e il rotoscoping. Nel 2014 vince il premio nazionale di composizione musicale “Indicibili (in)canti” indetto dal MIUR. Frequenta a Roma il liceo artistico Confalonieri De Chirico, durante il quale realizza il cortometraggio di animazione “Antigone”.
Dopo il diploma, nel 2021, consegue il master in “3D digital production” presso la Rainbow Academy, dove si specializza come modellatore CGI. L'anno successivo inizia a lavorare alla Rainbow CGI come modellatore, contribuendo alla realizzazione delle serie Disney junior “Pupstruction” e “Superkitties”.
Contemporaneamente inizia a lavorare alla parte visiva e musicale del cortometraggio animato “Orfeo ed Euridice”.
Regista: NORA
Istituto Comprensivo Pace del Mela,
coordinamento del Prof. Pizzurro Salvatore
Il film racconta la storia di una classe di scuola elementare durante il tempo di guerra, mostrando due ambienti contrastanti: uno pieno di gioia e giochi, l’altro carico di ansia e tensione.
Tra le sirene bianche e rosse, l’insegnante inizia a correggere i compiti degli studenti. In quel momento, uno degli alunni si trova ad affrontare una difficoltà che lo mette in una situazione delicata.
Minoo Taheri
Nata nel 1968 a Isfahan, è una stimata educatrice, scrittrice, ricercatrice e accademica interdisciplinare, specializzata in letteratura per l’infanzia e scienze dell’apprendimento. È laureata in Scienze dell’Educazione e ha conseguito un master in Linguistica. Il suo percorso artistico ha preso avvio durante l’infanzia presso l’Istituto per lo Sviluppo Intellettivo di Bambini e Giovani e la Youth Cinema Society di Isfahan, dove ha coltivato i suoi talenti creativi. Da adolescente, Taheri ha dimostrato una versatilità eccezionale in diversi ambiti artistici—fotografia, scrittura, recitazione e regia—ricevendo riconoscimenti e premi in festival nazionali. Pur classificandosi terza nell’esame nazionale di ammissione alle arti, vincoli familiari le hanno impedito di intraprendere studi formali in cinema. Dal 1989, Taheri ha dedicato la sua carriera all’insegnamento della lingua persiana ai bambini iraniani, lavorando come educatrice e formatrice curriculare. Ha sviluppato risorse educative innovative e progettato ambienti di apprendimento collaborativi e dinamici per coinvolgere i giovani studenti. Dopo una pausa di tre decenni dalla regia, le sue aspirazioni cinematografiche si sono riaccese grazie a una collaborazione significativa con suo figlio Pouya. Il suo soggetto del 1988, Code Red, è stato finalmente realizzato come film nel 2024 con il sostegno di Majid Azizi, segnando un trionfale ritorno al cinema e completando un cerchio creativo iniziato molti anni prima.
Majid Azizi
Nato nel 1983, è un affermato documentarista, sceneggiatore e produttore televisivo iraniano con oltre vent’anni di esperienza in produzioni artistiche, documentari, film narrativi e programmi televisivi. Nel corso della sua carriera ha realizzato numerosi documentari, cortometraggi e produzioni televisive di grande rilievo. Il suo documentario Beigdar gli è valso l’American International Film Festival Award nel 2018, mentre è noto anche per la regia del film Date of Issue.
Negli ultimi anni si è distinto come produttore televisivo, in particolare con programmi reality come Influence, Green House e Let’s Build. Negli ultimi quattro anni ha dedicato il suo impegno al documentario di ricerca più ambizioso: Iranzad, un lavoro approfondito basato su interviste a oltre mille persone, destinato a diventare una delle più vaste narrazioni audiovisive sul popolo iraniano. Il film è in uscita a breve.
Oltre al cinema, Azizi ha una vasta esperienza come giornalista, fotografo e videomaker. È stato anche docente in università e istituzioni artistiche. Fluente in arabo e inglese, ha viaggiato in più di trenta paesi nel mondo, arricchendo la sua visione con una profonda comprensione interculturale.
Cristina Furlan, una funzionaria statale appena trasferita nell’Italia meridionale, si trova ad affrontare un caso complesso tra migliaia di richieste d’asilo.
Un giovane libico si presenta come naufrago sopravvissuto e ex-soldato, sostenendo di temere per la propria vita se venisse rimpatriato.
Nonostante appaia sincero, il sospetto di crimini di guerra getta ombre sulla sua storia.
Con il tempo che stringe e le pratiche che si accumulano, Cristina deve decidere se è innocente o colpevole, con delle vite in gioco.
Valerio Vittorio Garaffa è uno scrittore e regista teatrale attivo a livello internazionale.
Ha ottenuto riconoscimento nell’ambiente Off-Off Broadway (New York) con la sua produzione di “Marathon”, spettacolo per il quale ha vinto il premio come Miglior Regista nel 2023 a Orlando, Florida.
“REFUGIUM” è il suo primo film, da lui scritto e diretto.
La sceneggiatura del film ha vinto il “Bando Cortometraggi 2023” indetto da Nuovo Imaie (Italia).
Kamikia e Lewaiki, appartenenti al popolo Khĩsêdjê, sono costretti ad abbandonare il loro villaggio più grande dopo aver rilevato una contaminazione da pesticidi che avvelena la loro terra, i fiumi e il cibo.
Circondati da monocolture di soia, lottano per proteggere la loro cultura, le loro famiglie e il loro territorio, affrontando un nemico invisibile che minaccia la loro stessa esistenza.
Kamikia Kisedje è un regista e fotografo indigeno, formatosi con l’ONG Vídeo nas Aldeias. Si dedica alla documentazione audiovisiva come strumento di rafforzamento culturale, difesa territoriale e mobilitazione politica dei popoli indigeni, in particolare del proprio popolo Kisêdjê, nella Terra Indigena Wawi. Il suo lavoro parte da una prospettiva interna e mira a rappresentare le realtà indigene attraverso le voci dei loro veri protagonisti.
Fin dagli anni 2000, Kamikia documenta assemblee, eventi culturali e mobilitazioni indigene a Brasília e in varie regioni del Brasile. Insegna anche in laboratori di audiovisivo presso diversi villaggi. Ha diretto e collaborato a numerosi progetti cinematografici, utilizzando la videocamera come strumento di resistenza e denuncia.
Nel 2018 ha diretto il cortometraggio Kubeí, che racconta il momento in cui suo figlio, Kubeí Kisêdjê, viene adottato nel villaggio Kayapó di Pykararakre, durante un rituale di accoglienza e appartenenza. Il film è un ritratto toccante della cura, dell’affetto e della solidarietà indigena, e mette in luce la forza dei legami comunitari e della trasmissione culturale tra generazioni.
Kamikia è un autore audiovisivo impegnato a preservare la memoria, denunciare le minacce e rafforzare le lotte indigene. Il suo lavoro va oltre il cinema, con la diffusione di contenuti legati a questioni indigene e ambientali su diverse piattaforme.
Fred Rahal è un regista documentarista formatosi nel cinema guerriglia, specializzato nella realizzazione di film non fiction con focus socio-ambientale. Lavora sempre in armonia con la diversità sociale e biologica dei territori, credendo che i mezzi audiovisivi siano uno strumento potente di ascolto, scambio e resistenza.
Ha lavorato al montaggio del documentario Grazing the Amazon (2019) di Marcio Isensee e ha diretto opere come Silence is Prayer (2020), BR Above All (2021), Forest Partners (2022), Listen: the land was torn (2023) e Sukande Kasáká | Ailing Land (2025). Ha inoltre partecipato a numerosi altri progetti audiovisivi, tra cui corti, podcast e reportage fotografici.
Fred non si limita a raccontare storie: cerca di imparare da chi si mette in gioco davanti alla videocamera. Il suo approccio cinematografico si fonda sull’incontro, sul rispetto delle modalità espressive di ogni comunità e su un impegno a far emergere uno sguardo interno, senza imporre una visione esterna. Più che dirigere in senso classico, Fred si lascia guidare dalla realtà, diventando il tramite attraverso cui i protagonisti danno forma alle proprie narrazioni.
Villaggio di Lukwambe, Tanzania, regione di Morogoro. Non si trova su Google Maps, troppo piccolo e rurale, ma è reale, pieno di vita, speranza, futuro.
Il documentario dà voce agli insegnanti del villaggio e alle loro sfide educative. Racconta la quotidianità, attraversa le generazioni, esplora le difficoltà e gli imprevisti con uno spirito positivo e determinato, carico di dignità.
Un racconto coinvolgente ed emozionante, che illumina una realtà lontana ma incredibilmente vicina.
Registi: Michele Raggio e Vanda Elisa Gatti
Questa è la storia di due sorelle che hanno deciso di lottare contro il tragico destino che le ha colpite in Afghanistan.
Protestano contro la perdita dei diritti fondamentali: il diritto all’istruzione, al lavoro, a vestirsi liberamente, e perfino a camminare da sole.
Oggi, queste due sorelle cercano di far sentire la propria voce al mondo e di difendere i loro diritti contro il regime talebano.
Regista: Zainab Entezar
Ramiro Lezcano è un insegnante di musica in una scuola rurale dell’Argentina più remota, che decide di intraprendere una campagna per denunciare la tragedia degli agrotossici che stanno facendo ammalare gli alunni del suo istituto.
Il suo percorso lo porterà a incontrare sostenitori inaspettati e potenti oppositori.
Mauricio Albornoz Iniesta, laureato in Design dell’Immagine e del Suono presso l’Università di Buenos Aires, ha ricoperto ruoli chiave nel settore audiovisivo. La sua esperienza spazia dalla regia alla produzione esecutiva, dal montaggio alla sceneggiatura, fino all’assistenza alla regia. Insegna anche presso l’Universidad Abierta Interamericana.
Tra i suoi lavori più recenti come regista spicca la serie documentaria Ara San Juan, il sottomarino scomparso, distribuita a livello mondiale su Netflix. Ha diretto anche diverse serie documentarie trasmesse da Red Bull TV e altre emittenti televisive, tra cui Profiles, De cerca, La Gallera, Argentina tiene magia, Orgullo + e Bestiario.
Ha inoltre collaborato come sceneggiatore, assistente alla regia e montatore in film premiati a livello internazionale, come Sangre en la boca, El tango de mi vida, El camino del vino, El duelo del vino, El mejor sommelier del mundo e Panash, tutti distribuiti nei cinema di tutto il mondo.
Attualmente è impegnato nella post-produzione del suo documentario di lungometraggio Yogacharini. La sua carriera riflette un costante impegno per la qualità e il racconto d’impatto nel mondo del documentario.
Il set del film L’ordine del tempo, trasformato in un'Arca di Noè, accoglie cast e troupe isolati per cinque settimane tra riflessioni sul clima, le guerre e il futuro.
Il meteorite della storia diventa nel documentario una potente metafora della crisi reale vissuta dai protagonisti.
Sabrina Iannucci (Roma, 1989) è una regista e autrice. Dopo la laurea in Lingue, si forma con Claire Simon e Leonardo Di Costanzo.
Nel 2019 scrive e dirige Non può essere sempre estate, documentario premiato alla Festa del Cinema di Roma e selezionato in numerosi festival nazionali e internazionali.
Nel 2023 dirige Oltre il tempo, l’amore, con Alessandro Gassman e altri volti noti, presentato al Festival dei Popoli e distribuito da Pathos Film. Nel 2024 realizza il cortometraggio Amarena, selezionato a Filming Italy Los Angeles, Female Characters Film Fest, I-Fest, e vince a Ravenna il Premio Marescotti per la migliore interpretazione in un cortometraggio italiano. Attualmente sta sviluppando il suo primo lungometraggio di finzione, 7 anniversari, e il documentario Giulia - Ciò che accade non si ripeterà mai più.
Parallelamente lavora a commercial per Bvlgari, Brunello Cucinelli, Montblanc e realizza contenuti BTS sui set cinematografici.
La complessa crisi nella vita di Kimia e Farid, sposati da dodici anni, distrugge il mondo sereno dei loro figli, bambini che conoscono solo la semplicità e la gentilezza della vita.
Regista: Babak Khajehpasha
Mentre le persone non avevano ancora seppellito i propri cari, ad Hatay, dopo il terremoto, si sono ritrovate catapultate nell’ansia degli esami. Per gli studenti, l’esame universitario rappresenta una via di fuga da una città in cui hanno perso ogni ricordo. I docenti, inconsapevolmente, costruiscono una propria utopia. In questo tempo sospeso, segnato da un’attenzione civile vacillante, gli studenti cercano non solo di memorizzare i contenuti delle prove, ma anche di scacciare dalla mente le immagini della loro città distrutta.
Ma ogni domanda d’esame riporta qualcosa alla memoria: per alcuni, le distanze; per altri, lo Stato; per altri ancora, una pila di macerie affacciata sul mare. Se la memoria di una città resta imprigionata in quelle rovine, allora la lotta per costruire un futuro non è altro che un esame sul limite del tempo.
Nato a Ereğli nel 1976, İlkay Nişancı ha completato gli studi primari e secondari nella sua città natale, per poi iscriversi alla Facoltà di Comunicazione dell’Università di Istanbul, nel dipartimento di Radio-TV e Cinema. Ha conseguito un master in Giornalismo e un dottorato nello stesso dipartimento.
Durante il suo percorso accademico ha arricchito le conoscenze teoriche con l’esperienza pratica, lavorando come regista, direttore della fotografia e montatore in numerosi cortometraggi di fiction e documentari. Entrato nel corpo docente della Facoltà di Comunicazione, ha insegnato regia, cinematografia e montaggio nel Dipartimento di Cinema, coordinando anche i laboratori cinematografici della facoltà. I film realizzati con i suoi studenti sono stati selezionati in festival internazionali di documentario, ottenendo diversi riconoscimenti.
Oltre all’attività accademica, Nişancı ha collaborato con il settore cinematografico e televisivo, lavorando come regista e montatore in documentari, film di fiction, videoclip musicali, spot pubblicitari e programmi TV. Musicista appassionato, fin dai tempi dell’università ha composto musiche per documentari televisivi e prosegue attivamente la carriera musicale: è autore, compositore e chitarrista solista del gruppo rock ELA, con cui ha pubblicato due album.
İlkay Nişancı continua la sua attività accademica come professore associato presso la Facoltà di Comunicazione dell’Università di Istanbul.
A mi padre è un ritratto cinematografico intimo e luminoso di León, un adolescente che esprime il desiderio di emanciparsi dal padre, nel momento in cui si avvicina ai diciott’anni.
Nel villaggio messicano in cui è nato, León si sintonizza con il ritmo della natura e con la voglia di costruire il proprio cammino nel mondo, ricordandoci che la felicità risiede nei momenti più semplici. In questo processo, León assimila una parte della propria identità biculturale e delle proprie radici, risvegliando in sé un profondo senso di comprensione, accettazione e libertà.
León incarna la dualità: il contrasto tra luce e ombra, tra nord e sud, tra adolescenza ed età adulta.
Il secondo lungometraggio di Pablo Diconca è un’immersione delicata e sensibile, codiretto con suo figlio León. Il film si muove ai confini tra cinéma vérité, documentario d’archivio e narrazione personale, intrecciando sequenze poetiche e intime che conferiscono all’opera una dimensione onirica e astratta.
León ci invita a essere testimoni della storia della sua famiglia, divisa e sradicata. In questo racconto incentrato sul rapporto padre-figlio, egli riflette la dualità: tra adolescenza ed età adulta, luce e oscurità, nord e sud, vita e morte.
Pablo Diconca dirige documentari, videoarte e film di fiction dal 1997. Le sue opere sono state presentate in festival internazionali e trasmesse da emittenti come Canal+ Francia, ARTV e Bravo! Si definisce un creatore indipendente e da questa prospettiva esplora il cinema d’autore.
Dopo aver realizzato oltre quindici cortometraggi, nel 2012 il suo lungometraggio Dos días y medio ha ricevuto il premio come Miglior Film al 25° Rencontres Cinéma Nature in Francia. Il cortometraggio Abismo ha ottenuto il Premio del Pubblico in quattro paesi (Barcellona, Montevideo, Colombia e Italia) e il premio come Miglior Film di Danza al Festival Internazionale del Cinema di Verona e al Manhattan Independent Film Festival.
Nel 2016, Abismo è stato riconosciuto come il cortometraggio di danza più premiato al mondo, con oltre venti riconoscimenti internazionali.
A Lopera, un piccolo paese della provincia di Jaén, la promessa della transizione ecologica si trasforma in un incubo: gli uliveti secolari, testimoni della fatica e della dedizione di generazioni di agricoltori, vengono sradicati per fare spazio a giganteschi impianti fotovoltaici. È una battaglia iniqua tra potenti corporazioni e una comunità decisa a difendere la propria terra.
Attraverso testimonianze dirette, immagini suggestive e un’analisi approfondita del modello energetico attuale, Forced Renewables mette in luce come il progresso, quando mal pianificato e alienato dalla vita rurale, possa generare un disastro ecologico, sociale ed economico senza precedenti.
Scopri il lato oscuro delle energie rinnovabili in Spagna. Con Forced Renewables si rivelano gli impatti ambientali e sociali di progetti implementati senza una vera pianificazione e rispetto per le comunità rurali.
Francisco Javier Fernández Bordonada lavora da anni come guida turistica e fotografo di paesaggi. Specializzato in fotografia aerea per i settori agroalimentare e turistico, negli ultimi anni ha raccolto un ampio archivio dedicato ai cambiamenti climatici e allo spopolamento.
Attualmente vive tra l’Aragona e Malaga, sulla Costa del Sol in Andalusia, e ha esordito come documentarista con El paisaje del Olivar (2021), il suo primo lungometraggio documentario, con il quale ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti internazionali (25).
El Caballo Español: El Origen (2023), il suo ultimo documentario, racconta la storia del cavallo spagnolo attraverso i secoli, grazie alle testimonianze di alcuni tra i massimi esperti del settore equestre. Questo documentario, attualmente distribuito a livello mondiale dalla casa di distribuzione X4 Pictures di Los Angeles, ha già ottenuto oltre trenta selezioni, premi e nomination nei primi sei mesi di circuitazione nei festival internazionali di cinema indipendente.
Mountains in Harmony (2024), premiato più recentemente, affronta le controversie legate agli interessi economici sulle risorse ambientali nei paesaggi rurali. Attualmente, attraverso la sua casa di produzione indipendente BordonadaFilms, è impegnato nella realizzazione di contenuti informativi e divulgativi.
Si è formato presso l’Istituto RTVE, dove ha seguito corsi di specializzazione in Direzione di Produzione e Coordinamento della Post-produzione, Documentario Creativo e Cinema di Non-fiction, e piattaforme OTT.
Sara, nota climatologa e divulgatrice, lavora per una commissione ambientale che approva la costruzione di un piccolo B&B in una pineta in riva al mare.
Un politico corrotto modifica il piano regolatore per effettuare una speculazione edilizia che raderà al suolo la pineta. Sara, aiutata da una misteriosa ragazza, farà di tutto per impedirlo.
Mauro Perazzi è un film-maker, fotografo e compositore italiano.
Su Apple Books pubblica un'opera multimediale intitolata “Orizzonti degli eventi”, una raccolta di poesie, fotografie e musiche dedicate alle suggestioni generate dai riflessi delle acque del Garda e proiettata al Vittoriale degli Italiani.
Dopo aver realizzato cortometraggi e colonne sonore, nel 2019 realizza il suo primo lungometraggio intitolato “Blue Water”, genere drammatico/sportivo distribuito negli USA da Indieflix e in Italia da Prime Video; la tematica affronta il senso di colpa e la redenzione, nonché l'ambiguità e le contraddizioni del comportamento umano. Nel 2021 realizza un documentario lirico sulla vita di un fiume intitolato “River Symphony”, un'opera visivo-musicale che affronta l'attesa dell'acqua da parte degli elementi naturali. Nel 2024 è finalista al RIFF di Roma con un soggetto cinematografico e sempre nel 2024 è finalista in diversi Festival con il cortometraggio SETE, prima parte di una trilogia sulle conseguenze dei cambiamenti climatici. SUOLO rappresenta il secondo atto.
Simone, ragazzo in preda all’esaurimento nervoso e di ritorno da un lavoro non andato a buon fine, rimane senza benzina in una strada sperduta vicino al mare. Qui incontra Zoe, ragazza misteriosa e in equilibrio con la natura, la quale lo convincerà a rimanere con lei per qualche giorno. Durante la sua permanenza, Simone riscoprirà quali sono le cose davvero importanti della vita, di cosa lui abbia realmente bisogno e anche qualcosa di inaspettato.
Andrea Colussi è un regista italiano nato nel 1996 a Milano. Ha frequentato l’accademia “Duse Studio” a Roma e seguito diversi workshop di regia e sceneggiatura in presenza e online tra il 2015 e il 2022. Nel 2022 ha scritto e diretto il suo primo cortometraggio “Oltre le Pagine” con il quale ha riscosso diversi premi e selezioni nel circuito dei festival di cortometraggi. Nel 2023 ha scritto, diretto e prodotto il suo secondo cortometraggio “FEA”, ancora in distribuzione con “Siberia Distribution” e con il quale ha vinto il premio “Miglior Regia” all’ ”Arcicorto Film Festival 2024”, insieme ad altri premi e selezioni ufficiali. Infine, nel 2024 ha scritto diretto e prodotto il suo terzo cortometraggio “Reset” in distribuzione con “Siberia Distribution”.
Nino è un ragazzo di circa dodici anni; non ha un padre, sua madre è assente per gran parte della giornata perché lavora, e lui deve prendersi cura del fratellino Marco, un bambino con sindrome di Down e disturbo dello spettro autistico. A scuola è vittima di bullismo da parte di alcuni compagni, finché un giorno l’insegnante scopre qualcosa che li costringerà a fare i conti con la propria coscienza.
Regista: Regista/Attore Michele Li Volsi nato a Palermo
- 2018: vincitore del premio migliore regista/ attore al festival cinema latinos di Marbella Spagna con mediometraggio Il professore e La ballerina.
- 2018: vincitore di vari festival migliore regia, sceneggiatura, fotografia
- 2019 vincitore del premio Rai cinema al festival internazionale tulipani di seta nera Roma con il cortometraggio Addio Clochard
- 2019 vincitore varie nicosia festival, Cefalù festival,
- 2020: vincitore del premio Rai cinema al festival internazionale tulipani di seta nera Roma per il secondo posto
- 2023: vincitore del premio Rai cinema nella piatta forma al festival internazionale tulipani di seta nera Roma il cortometraggio God's Forgiveness
Food for Profit è il primo documentario che mostra il filo che lega l’industria della carne, le lobby e il potere politico. Al centro ci sono i miliardi di euro che l’Europa destina agli allevamenti intensivi, che maltrattano gli animali, inquinano l’ambiente e rappresentano un pericolo per future pandemie.
In questo documentario investigativo con approccio cinematografico, Giulia Innocenzi e Pablo D’Ambrosi ci guidano in un viaggio illuminante e scioccante in giro per l’Europa, dove si confronteranno con allevatori, multinazionali e politici.
Pablo D'Ambrosi (Milano 28-09-1981) è un film-maker italo britannico. E’ impegnato nei film documentari dal 2008. Ha lavorato per i documentari musicali per artisti del calibro dei Rolling Stones, Paul McCartney e Adele. Ha una lunga esperienza anche nei documentari investigativi, avendo lavorato per diverse inchieste di BBC Panorama e This World vincendo anche il Prix Europa come Miglior Documentario di Attualità per Gypsy Child Thieves
Giulia Innocenzi (Rimini 13-02-1984) è giornalista e conduttrice, conosciuta soprattutto per le sue indagini all’interno degli allevamenti intensivi. Attualmente lavora per Report (Rai3), dove ha mandato in onda inchieste su importanti marchi della zootecnia italiana. Recentemente è riuscita a entrare nell’allevamento grattacielo di maiali in Cina, un’indagine sotto copertura ripresa da diverse testate internazionali. Il suo libro “Tritacarne” (Rizzoli), che svela la realtà dell’industria della carne e del formaggio in Italia, è diventato un bestseller.
Tre fratelli, costretti a trascorrere un fine settimana con il nonno, temono di dover lavorare nell’orto come al solito.
Una volta arrivati, scoprono che l’anziano ha deciso di vendere il terreno a un costruttore, essendo ormai troppo vecchio per prendersene cura.
Decisi a salvare un luogo ricco di ricordi, i ragazzi elaborano un piano per far riinnamorare il nonno della sua terra e fargli cambiare idea prima che sia troppo tardi.
Alessandro Alicata è un giovane attore e regista italiano, nato a Milano il 19 dicembre 2005. Cresciuto a Palermo, ha scoperto fin da piccolo la passione per la recitazione, studiando presso il Teatro Cristal con Mario Pupella e successivamente all’Accademia di Recitazione di Lollo Franco. Ha preso parte a diversi cortometraggi, tra cui The Trainer - L’Addestratore, premiato dalla RAI Sicilia, e ha calcato i palchi dei principali teatri palermitani.
Nel 2018 ha fatto una breve apparizione nel film Walking to Paris di Peter Greenaway e nel 2019 ha partecipato a Il Colore del Dolore di Francesco Benigno. Lo stesso anno si è trasferito a Roma per proseguire gli studi artistici, frequentando scuole prestigiose come il Teatro Sistina, il Teatro Marconi, il Laboratorio di Arti Sceniche di Massimiliano Bruno e il Cine Tv Roberto Rossellini.
A soli 16 anni ha esordito alla regia con Era Ora, cortometraggio distribuito dalla RAI, con Giulia Salemi e Salvatore Striano, che lo ha reso il più giovane regista d’Italia. A seguire ha diretto videoclip con volti noti come Maria Monsè e diversi influencer.
Nel 2024 ha presentato Gli Spari di Mezzanotte alla Casa del Cinema di Roma, con un cast di rilievo e red carpet al Festival del Cinema di Roma, riscuotendo grande successo.
Tra i suoi lavori più recenti figura anche La Magia della Terra, un cortometraggio dedicato alla sostenibilità e all’ambiente, che ha ricevuto una menzione speciale al Festival Internazionale Tulipani di Seta Nera come “Sorriso per l’Ambiente – Sicurezza Energetica”, premiato dall’ex Ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. Alessandro ha curato anche la co-regia del progetto.
In continua crescita artistica, Alessandro continua a realizzare videoclip, cortometraggi e progetti innovativi che uniscono talento, impegno sociale e passione per il cinema.
La creatività come strumento di resilienza e le forme d’arte come mezzi per affrontare le sfide legate alla salute mentale: sono questi i temi al centro di DEEP BLACK, il nuovo progetto del regista sardo Roberto Pili. Il film racconta come l’arte possa diventare una forma di terapia e di espressione personale attraverso la storia toccante di Davide Lai, storico scrittore sardo conosciuto nel mondo dell’arte urbana come NERO.
Il brano inedito PROFONDO NERO, intenso e introspettivo, è scritto da Danno, membro dello storico gruppo Colle Der Fomento, e prodotto dal maestro DJ Ice One. Questa composizione rappresenta un’esplorazione profonda del disagio mentale, con versi incisivi e sonorità oscure che catturano l’essenza del “deep black”, simbolo del dolore psicologico e dell’angoscia interiore.
La loro partecipazione arricchisce il progetto, offrendo prospettive uniche su come l’espressione artistica possa diventare uno strumento potente per migliorare il benessere mentale e affrontare traumi e difficoltà, offrendo un barlume di luce nel buio.
Regista: Roberto Pili
Regista documentarista, fotoreporter e videomaker cagliaritano con una solida carriera e un’esperienza vasta nel campo del giornalismo visivo.
Nato a Cagliari, dopo aver completato gli studi artistici, ha trasformato la sua passione per la fotografia in un lavoro professionale, collaborando con numerose testate giornalistiche sia regionali che nazionali.
Le sue aree di specializzazione includono cronaca, attualità, politica, cultura, sport e reportage, evidenziando la sua versatilità e capacità di affrontare diverse tematiche con professionalità.
Le sue foto sono state pubblicate nei più importanti quotidiani regionali sardi, in diversi periodici sardi, nazionali e internazionali. Oltre al lavoro di reportage, si dedica anche all'insegnamento, ricoprendo il ruolo di docente di fotogiornalismo e street photography. Infine, ha collaborato come videomaker con diversi artisti, contribuendo alla creazione di contenuti multimediali e promuovendo l'arte attraverso la sua opera. La sua carriera dimostra un impegno profondo nell'ambito del fotogiornalismo e della promozione culturale in Sardegna e oltre.
2023 » doc Lucy - Un Destino da Pioniera: regia, montaggio, fotografia, Riprese
2021 » doc Bboy Fiero: la Passione e' la mia Forza: regia, montaggio
2012 » doc CA4arts- 4 Arti una sola Strada: regia, soggetto, sceneggiatura, montaggio, fotografia
Un gruppo di ragazzi all’uscita dal liceo a bordo delle loro biciclette si ritrovano a vivere una vera e propria avventura, scopriranno luoghi e storie sconosciute andando alla ricerca
di un tesoro che si rivelerà diverso ma sicuramente più importante di quello che si aspettavano di trovare.
Questo piccolo film punta a valorizzare le lingua minori: il griko e le loro comunità di riferimento avendo come filo conduttore di racconto il rapporto generazionale tra i ragazzi adolescenti e gli anziani, memoria vivente delle lingue minori, mettendo l’accento si quanto sia importante tener vivo l’interesse nelle nuove generazioni.
Il cortometraggio è prodotto da APULIA FILM COMMISSION ed è uno dei risultati del progetto “Matria. Le lingue di ieri, di oggi e di domani”, programma regionale per la valorizzazione delle minoranze linguistiche pugliesi che ha coinvolto complessivamente quasi cento ragazzi tra attività laboratoriali e coinvolgimento attivo nelle riprese, tutte realizzate in luoghi di interesse fortemente legati alla memoria grica e grecanica.
Regista: Vincenzo Ardito
Nato a Bari, il 22 aprile 1986, diplomato presso l’Accademia del Cinema Ragazzi di Enziteto(Bari) nel 2010, scuola di cinema non convenzionale che ha fatto dell’arte lo strumento per valorizzare la periferia in cui è situata, questo tipo di formazione ha influenzato la sua carriera registica portandolo a crescere soprattutto nell’ambito sociale sperimentando processi di creazione filmica innovativi.
Nel 2013, ha fondato Sinapsi Produzioni Partecipate, grazie alla vittoria del bando per start-up innovativi, “Principi attivi 2012” realizzando il film lungometraggio “Quello che conta”, risultato di Sinapsi Film. Progetto di produzione filmica innovativo, che si è proposto di far provare l’esperienza della produzione “partecipata” di un film a sessanta cittadini che vivono la città di Bari. Un gruppo di persone selezionate in diversi contesti, come diversi sono i vissuti e le professioni che svolgono abitualmente, si sono trovate per la prima volta insieme a conoscere i mestieri del set e a sperimentarli con professionisti pugliesi del settore.
L’esperienza del film partecipato ha rafforzato la sua idea di cinema: raccontare delle storie ma soprattutto vivere esperienze uniche e irrepetibili quando si affronta il processo creativo di qualsiasi opera audiovisiva, per questo mi sono specializzato nella realizzazione di laboratori di video partecipativo in cui la rappresentazione filmica diviene strumento di inclusione sociale.
Per questo ha sviluppato la sua carriera registica soprattutto nell’ambito sociale sperimentando processi di creazione filmica innovativi lavorando in diversi contesti: minori a rischio di devianza, immigrati di seconda generazione, dispersione scolastica, istituti di detenzione minorile, diversamente abili, ragazzi con autismo.
Ha diretto cortometraggi, documentari, spot e web series, collezionando diversi riconoscimenti importanti a livello nazionale e internazionale, si citano alcuni:
finalista “New York Independent Film Festival 2017”,
finalista “La bottega delle web series – 1 edizione” Premio Solinas e Rai Fiction, finalista “Sottodiciotto Film Festival di Torino – XVII edizione”.
Tra le numerose collaborazioni con enti e istituzioni, si citano:
Istitut-Francais, Save the Children Italia, Ministero della pubblica istruzione, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Presidenza del Consiglio - Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica, Associazione Nazionale Giovani- Dipartimento per le Politiche Giovanili-Presidenza del Consiglio dei Ministri, Confcommercio Italia.
Dal 2015 è formatore e creatore di contenuti didattici per : Cined – EUROPEAN CINEMA FOR YOUTH- è un progetto di cooperazione europeo dedicato all'educazione al cinema, che mira a consentire ai giovani d’Europa di età compresa tra 6 e 19 di scoprire la ricchezza e la diversità del cinema europeo che vede come capofila l’Istitut Francais e una rete di 10 partner europei.
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