Tutti gli eventi saranno seguiti da Radio Castell’Umberto
(FM 90.20 – 99.70 – 106.00)
Sarà presente l’autore
Aperta tutti i giorni
– dalle ore 10:00 alle ore 12:00
– dalle ore 16:00 alle ore 19:30
realizzato grazie al Premio Gal Nebrodi Plus 2024
di Ludovica Fales
Aperta tutti i giorni
– dalle ore 10:00 alle ore 12:00
– dalle ore 16:00 alle ore 19:30
Aperta tutti i giorni
– dalle ore 10:00 alle ore 12:00
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(ingresso prioritario per i registi in concorso e per i soci URIOS)
Aperta tutti i giorni
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Aperta tutti i giorni
– dalle ore 10:00 alle ore 12:00
– dalle ore 16:00 alle ore 19:30
Partenza ore 09:00.
Il percorso è adatto a tutti, non ci sono particolari difficoltà. Si consiglia abbigliamento sportivo leggero con giacca a vento o felpa di emergenza.
Ore 10:30: Visita al sito dei Megaliti dell’Argimusco, al confine tra i monti Nebrodi e i Monti Peloritani. Dall’altopiano è possibile osservare, a nord, il paesaggio suggestivo delle Isole Eolie sulla linea dell’orizzonte, mentre a sud la maestosità dell’Etna. Gli imponenti megaliti, formati da rocce arenarie, nel corso dei secoli hanno assunto forme suggestive che hanno alimentato favole e leggende.
Ore 12:30: pranzo al sacco in prossimità dei Megaliti con prodotti tipici del Nebrodi
Ore 13:30: partenza per rientrare a Naso
Partenza ore 9:00.
Il percorso è adatto a tutti, non ci sono particolari difficoltà. Si consiglia abbigliamento sportivo leggero con giacca a vento o felpa di emergenza.
L’escursione si svolgerà in due momenti:
Ore 10:00: Visita al sito archeologico di Tindari
Il parco archeologico di Tindari, sorge nell’omonima citta antica. Fondata nel 396 a.C., aveva un impianto urbano regolare con ampie strade parallele (decumani) intersecate da strade più strette (cardines).
Ore 14:00: Visita al Santuario della Madonna Nera
La Basilica Santuario di Maria Santissima del Tindari o santuario della Madonna Nera, si trova a Tindari, frazione di Patti. Sorge sulla sommità del colle omonimo e domina i laghetti di Marinello inseriti nell’omonima riserva naturale orientata. L’edificio attuale identifica e ricopre l’area dove esisteva la primitiva fortezza o castello di Tindari.
Pranzo non incluso; presso l’area archeologica e il santuario troverete numerosi locali e ristoranti ove poter pranzare secondo le preferenze di ognuno.
Chiusura del Festiival e Saluti
“San Giacomo: la tradizione che vive” è un documentario di 20 minuti ambientato nella cittadina di Capizzi, in Sicilia, dove la festa di San Giacomo il Maggiore rappresenta ancora oggi una tradizione profondamente radicata e vibrante.
Alternando narrazione, interviste e i suoni solenni della banda musicale locale, il film accompagna gli spettatori in un viaggio all’interno di una delle celebrazioni religiose più sentite e durature della regione. Dagli anziani che tramandano questi riti da generazioni ai giovani che li accolgono con orgoglio, il documentario mostra come la fede e lo spirito di comunità continuino a mantenere viva questa tradizione.
Un omaggio alla devozione, all’identità e alla continuità, questo film invita grandi e piccoli a riscoprire l’anima di un paese attraverso il culto del suo santo patrono.
Giuseppe Iraci Gambazza (Capizzi, Italia, 2008)
Attualmente frequenta il Liceo Classico “Fratelli Testa” di Nicosia. Nel 2024 ha realizzato il suo primo lavoro audiovisivo, il cortometraggio documentario San Giacomo: la tradizione che vive, sviluppato nell’ambito di un progetto di formazione cinematografica condotto da Giulia Di Maggio e Debora Leonardi.
Il film offre uno sguardo intimo sulla festa di San Giacomo nel suo paese natale di Capizzi, mettendo in luce il profondo legame tra tradizione, fede e comunità. Attualmente prosegue i suoi studi con l’intento di approfondire ulteriormente il campo del cinema.
Sei studenti, per partecipare a un evento sulla legalità, si affidano all’intelligenza artificiale, ma il risultato è una sfilata di immagini e testi imbarazzanti.
Una satira del kitsch istituzionale e della retorica scolastica.
Registi:
- Ciro Ascione
- Luigi Gargiulo
- Gennaro Vitiello
Nella nazione dell’Africa occidentale della Guinea-Bissau, le donne lavorano spesso fuori casa e sono le principali sostenitrici economiche della famiglia, molte delle quali impegnate nella coltivazione e nella promozione dell’agroecologia. Tuttavia, si trovano spesso anche a dover gestire da sole il carico domestico, poiché gli uomini si aspettano che si occupino della maggior parte delle faccende domestiche e della cura dei figli.
"Unite for Bissau" esplora come le donne di diverse comunità della Guinea-Bissau — dai villaggi matriarcali dell’arcipelago delle Bijagós alle comunità musulmane, cristiane e animiste dell’entroterra — stiano affrontando il patriarcato, protestando contro le mutilazioni genitali femminili, rivendicando il proprio ruolo nella tutela dell’agricoltura tradizionale e costruendo istituzioni per promuovere l’autosufficienza.
Portando avanti l’eredità di Amílcar Cabral, leader dell’indipendenza bissau-guineana che aveva posto i diritti delle donne e l’agronomia al centro della lotta di liberazione, le donne della nuova generazione stanno riprendendo in mano il proprio potere.
Iara Lee (Ponta Grossa, Brazil, 1966) is a Brazilian film producer, director and activist of Korean descent who works mainly in the Middle East and Africa.
Her recent projects include From Trash to Treasure: Turning Negatives into Positives (2020) and Stalking Chernobyl: Exploration After Apocalypse (2020). Her other documentaries include Wantoks: Dance of Resilience in Melanesia (2019), Burkinabè Rising: The Art of Resistance in Burkina Faso (2018), Burkinabè Bounty: Agroecology in Burkina Faso (2018), Life Is Waiting: Referendum and Resistance in Western Sahara (2015), K2 and the Invisible Footmen[8] (2015), The Kalasha and the Crescent (2013), The Suffering Grasses (2012), Cultures of Resistance (2010), Beneath the Borqa in Afghanistan (2002), Architettura (1999), Modulations: Cinema for the Ear (1998), Synthetic Pleasures (1995), and An Autumn Wind (1994).
In 2010, Lee was involved in the "Gaza Freedom Flotilla," where nine pro-Palestinian activists were killed by Israeli naval forces and many were injured.
Ilaria è una ragazza come tante ma con un segreto che rischia di metterla in pericolo. Qualcuno conosce (o ha intuito) e continua a ripeterle, senza mai svelarsi, una sola cosa: «mangia!».
Una storia di dolore e riscatto, tra i banchi di scuola, contro il nemico invisibile dell’anoressia.
Regista: Raffaele Patti
Cortometraggio liberamente ispirato al romanzo di Luigi Pirandello. Siamo negli anni ’60 e il nostro protagonista è alle prese con una serie di omicidi da risolvere insieme al suo fedele compagno Calvetti.
L’assassino uccide con un soffio, pronunciando una frase agghiacciante: “Cos’è la vita? Basta un soffio per portarla via.”
Regista: Giorgio Bonsignore
La creatività come strumento di resilienza e le forme d’arte come mezzi per affrontare le sfide legate alla salute mentale: sono questi i temi al centro di DEEP BLACK, il nuovo progetto del regista sardo Roberto Pili. Il film racconta come l’arte possa diventare una forma di terapia e di espressione personale attraverso la storia toccante di Davide Lai, storico scrittore sardo conosciuto nel mondo dell’arte urbana come NERO.
Il brano inedito PROFONDO NERO, intenso e introspettivo, è scritto da Danno, membro dello storico gruppo Colle Der Fomento, e prodotto dal maestro DJ Ice One. Questa composizione rappresenta un’esplorazione profonda del disagio mentale, con versi incisivi e sonorità oscure che catturano l’essenza del “deep black”, simbolo del dolore psicologico e dell’angoscia interiore.
La loro partecipazione arricchisce il progetto, offrendo prospettive uniche su come l’espressione artistica possa diventare uno strumento potente per migliorare il benessere mentale e affrontare traumi e difficoltà, offrendo un barlume di luce nel buio.
Regista: Roberto Pili
Regista documentarista, fotoreporter e videomaker cagliaritano con una solida carriera e un’esperienza vasta nel campo del giornalismo visivo.
Nato a Cagliari, dopo aver completato gli studi artistici, ha trasformato la sua passione per la fotografia in un lavoro professionale, collaborando con numerose testate giornalistiche sia regionali che nazionali.
Le sue aree di specializzazione includono cronaca, attualità, politica, cultura, sport e reportage, evidenziando la sua versatilità e capacità di affrontare diverse tematiche con professionalità.
Le sue foto sono state pubblicate nei più importanti quotidiani regionali sardi, in diversi periodici sardi, nazionali e internazionali. Oltre al lavoro di reportage, si dedica anche all'insegnamento, ricoprendo il ruolo di docente di fotogiornalismo e street photography. Infine, ha collaborato come videomaker con diversi artisti, contribuendo alla creazione di contenuti multimediali e promuovendo l'arte attraverso la sua opera. La sua carriera dimostra un impegno profondo nell'ambito del fotogiornalismo e della promozione culturale in Sardegna e oltre.
2023 » doc Lucy - Un Destino da Pioniera: regia, montaggio, fotografia, Riprese
2021 » doc Bboy Fiero: la Passione e' la mia Forza: regia, montaggio
2012 » doc CA4arts- 4 Arti una sola Strada: regia, soggetto, sceneggiatura, montaggio, fotografia
"Paper Flowers" racconta la storia di una scrittrice di successo che, dopo il fallimento di una delle sue opere, cade in una profonda tristezza. Per affrontare questo momento difficile, si rifugia in una villa abbandonata, isolandosi temporaneamente dalla città e dalla propria famiglia. In solitudine, cerca di creare un nuovo capolavoro.
Il suo percorso si sviluppa seguendo il mutare delle stagioni, che influenzano sia il suo ambiente che il suo stato creativo. Inizialmente, si lascia consumare dalla scrittura, mentre la natura fuori dalla sua finestra appassisce e svanisce. Ma dopo aver affrontato una tempesta emotiva, avviene una trasformazione: la donna, ora vestita con una camicia bianca decorata da parole e motivi colorati, ritorna nel giardino.
La connessione con la natura si riaccende, e con essa la sua ispirazione. Circondata da colombe e farfalle, e con il giardino ora rigoglioso, riprende a scrivere. Il film è una riflessione sul ritrovare l’equilibrio tra il mondo interiore ed esteriore della protagonista e sulla rinascita del suo spirito creativo.
Ramak Amin Kazemi è un’artista dell’animazione e direttrice artistica pubblicitaria, nata a Tabriz, in Iran, nel giugno 1973. Il suo percorso artistico è iniziato con una forte passione per il racconto visivo, che l’ha portata a dedicare la sua formazione e carriera professionale alla padronanza dell’arte dell’animazione. Il suo lavoro spazia tra produzioni animate e film pubblicitari, fondendo creatività e competenze tecniche.
Formazione:
- Master in Regia d’Animazione, Facoltà di Belle Arti, Iran (2000–2004)
- Laurea in Graphic Design, Università Alzahra, Teheran (1995–1999)
"Paper Flowers"
Stop-motion con pupazzi, 15 min, 2024
Premi (2025):
Kamikia e Lewaiki, appartenenti al popolo Khĩsêdjê, sono costretti ad abbandonare il loro villaggio più grande dopo aver rilevato una contaminazione da pesticidi che avvelena la loro terra, i fiumi e il cibo.
Circondati da monocolture di soia, lottano per proteggere la loro cultura, le loro famiglie e il loro territorio, affrontando un nemico invisibile che minaccia la loro stessa esistenza.
Kamikia Kisedje è un regista e fotografo indigeno, formatosi con l’ONG Vídeo nas Aldeias. Si dedica alla documentazione audiovisiva come strumento di rafforzamento culturale, difesa territoriale e mobilitazione politica dei popoli indigeni, in particolare del proprio popolo Kisêdjê, nella Terra Indigena Wawi. Il suo lavoro parte da una prospettiva interna e mira a rappresentare le realtà indigene attraverso le voci dei loro veri protagonisti.
Fin dagli anni 2000, Kamikia documenta assemblee, eventi culturali e mobilitazioni indigene a Brasília e in varie regioni del Brasile. Insegna anche in laboratori di audiovisivo presso diversi villaggi. Ha diretto e collaborato a numerosi progetti cinematografici, utilizzando la videocamera come strumento di resistenza e denuncia.
Nel 2018 ha diretto il cortometraggio Kubeí, che racconta il momento in cui suo figlio, Kubeí Kisêdjê, viene adottato nel villaggio Kayapó di Pykararakre, durante un rituale di accoglienza e appartenenza. Il film è un ritratto toccante della cura, dell’affetto e della solidarietà indigena, e mette in luce la forza dei legami comunitari e della trasmissione culturale tra generazioni.
Kamikia è un autore audiovisivo impegnato a preservare la memoria, denunciare le minacce e rafforzare le lotte indigene. Il suo lavoro va oltre il cinema, con la diffusione di contenuti legati a questioni indigene e ambientali su diverse piattaforme.
Fred Rahal è un regista documentarista formatosi nel cinema guerriglia, specializzato nella realizzazione di film non fiction con focus socio-ambientale. Lavora sempre in armonia con la diversità sociale e biologica dei territori, credendo che i mezzi audiovisivi siano uno strumento potente di ascolto, scambio e resistenza.
Ha lavorato al montaggio del documentario Grazing the Amazon (2019) di Marcio Isensee e ha diretto opere come Silence is Prayer (2020), BR Above All (2021), Forest Partners (2022), Listen: the land was torn (2023) e Sukande Kasáká | Ailing Land (2025). Ha inoltre partecipato a numerosi altri progetti audiovisivi, tra cui corti, podcast e reportage fotografici.
Fred non si limita a raccontare storie: cerca di imparare da chi si mette in gioco davanti alla videocamera. Il suo approccio cinematografico si fonda sull’incontro, sul rispetto delle modalità espressive di ogni comunità e su un impegno a far emergere uno sguardo interno, senza imporre una visione esterna. Più che dirigere in senso classico, Fred si lascia guidare dalla realtà, diventando il tramite attraverso cui i protagonisti danno forma alle proprie narrazioni.
Hai mai immaginato un mondo senza pesci negli oceani? Senza la bellezza variopinta delle barriere coralline? Questa è la minaccia reale che stiamo affrontando. L’aumento delle temperature oceaniche, causato dalle nostre azioni, sta lentamente uccidendo il cuore degli ecosistemi marini. Le barriere coralline sono la linfa vitale per un quarto degli abitanti dell’oceano e sostengono il sostentamento di molte comunità costiere.
Cosa possiamo fare per prevenire questo disastro? Come possono le nostre piccole azioni di oggi determinare un futuro più luminoso per l’oceano? Immergiamoci più a fondo per trovare le risposte.
Intje Hajri è una documentarista con base a Luwuk, in Indonesia. Il suo amore per la natura e per la comunità si riflette nel suo lavoro, dove utilizza le sue competenze nella ripresa delle immagini per raccontare storie ispiratrici e documentare la bellezza che merita di essere preservata. Come regista, ha un talento particolare nel catturare momenti significativi e trasformarli in potenti narrazioni visive.
In quanto narratrice visiva originaria di Banggai, Intje Hajri possiede una prospettiva unica sulla ricchezza naturale e culturale della sua regione. Attraverso i documentari, ha la capacità di portare alla luce tematiche legate all’ambiente costiero, alla saggezza locale e a storie di cambiamento positivo. La sua dedizione alla videografia e al cinema documentario non solo documenta la realtà, ma contribuisce anche alla conservazione e alla comprensione più profonda dell’ambiente e delle comunità che la circondano.
Tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX, l’Italia fu testimone di un vasto esodo: migliaia di suoi cittadini lasciarono la patria con la speranza di costruire una vita migliore all’estero. Molti non vi fecero mai ritorno, ma le storie delle terre d’origine restarono vive nella memoria, tramandate di generazione in generazione.
Il regista Antonio Turco ha affrontato questo profondo tema nel suo docufilm BringMeHome, girato prevalentemente a Mistretta. Il film accompagna il viaggio interiore di Marie Anne, un’anziana che, non avendo mai visto né l’Europa né l’Italia, sente un ardente desiderio di riconnettersi alle proprie radici prima della fine della sua vita.
Antonio Turco è nato a Palermo nel 1997. Fin dall’adolescenza si appassiona al reportage, realizzando inchieste per alcune emittenti locali. A soli 16 anni, dopo un periodo di studio all’estero, produce il suo primo documentario, intitolato "La Festa di S. Sebastiano a Mistretta". Grazie a questo lavoro viene ammesso al corso di reportage audiovisivo presso il Centro Sperimentale di Cinematografia, sede dell’Abruzzo, dove si diploma nel 2019.
Ha realizzato reportage per il programma radiofonico "Tre Soldi" di Radio 3. Il suo ultimo lavoro, "Il Francesco di Palermo", ha vinto il premio University Award per il miglior cortometraggio al Foggia Film Festival.
Un uomo disciplinato e severo, incaricato delle pulizie in ospedale durante le proteste del 1401, scopre che una ragazza dichiarata morta in strada è in realtà viva nel frigorifero dell'obitorio.
Decide così di avvisare il personale medico per salvarla. Tuttavia, di fronte alla loro reazione, smette di rispettare le regole dell'ospedale.
Amir Ali Masoumifar è nato il 3 dicembre 1999 a Teheran, Iran.
Ha conseguito una laurea in regia cinematografica presso la Sooreh University di Teheran e attualmente è studente di letteratura drammatica presso la Tehran University of Art.
In un piccolo villaggio, un ragazzo, preoccupato per l'affitto, decide di lasciare la scuola per cercare un lavoro e aiutare la sua famiglia.
Ha intenzione di tenere questa decisione nascosta alla madre, ma quando confida le sue preoccupazioni all'insegnante, quest’ultimo lo convince a non abbandonare gli studi.
Regista: Saeed Shaabani
Nato nel 1988 a Teheran, Iran
DBA in Philosophy of Art / MBA in Art Research, Cinema Expert
Dialogo intimo con una donna cieca che ci rivela il suo sorprendente modo di “vedere” la vita.
Regista: Umberto Vescera
Villaggio di Lukwambe, Tanzania, regione di Morogoro. Non si trova su Google Maps, troppo piccolo e rurale, ma è reale, pieno di vita, speranza, futuro.
Il documentario dà voce agli insegnanti del villaggio e alle loro sfide educative. Racconta la quotidianità, attraversa le generazioni, esplora le difficoltà e gli imprevisti con uno spirito positivo e determinato, carico di dignità.
Un racconto coinvolgente ed emozionante, che illumina una realtà lontana ma incredibilmente vicina.
Registi: Michele Raggio e Vanda Elisa Gatti
È il 3 dicembre 2022 quando, a soli 20 anni, Jean Paul Sofia muore travolto dalle macerie di un cantiere a Kordin, a Malta. Sua madre, Isabelle Bonnici, inizia una lunga lotta per la giustizia dando vita alla seconda inchiesta pubblica nella storia della repubblica maltese.
Teresa, artista e attivista, arriva a Malta per la prima edizione della biennale di arte contemporanea dell’isola. Da uno striscione esposto davanti al parlamento maltese viene a conoscenza della storia di Jean Paul Sofia e di sua madre Isabelle Bonnici a cui decide di dedicare la sua opera.
Isabelle vuole rendere incisiva la sua testimonianza decidendo di posare per Martyrion, un progetto fotografico tuttora in corso che denuncia gli scempi ambientali e gli abusi territoriali attraverso il corpo e l’iconografia religiosa.
Il luogo della posa è il cantiere dove suo figlio Jean Paul è morto a soli 20 anni. Isabelle a distanza di due anni non vi era mai tornata prima di regalarci questo altissimo momento di intimità che diventa pubblico e dunque politico.
La storia di Isabelle è la storia di una madre del Mediterraneo che fa del dolore più grande la sua forza per cambiare un pezzo di società e dare vita alla seconda inchiesta pubblica della storia della Repubblica maltese, per avere giustizia, ma anche per cambiare le leggi che regolano le costruzioni a Malta e tutelare i lavoratori.
Quello dove ha perso la vita Jean Paul non sarà l’unico cantiere a essere visitato: Teresa assieme alla fotografa Sara Terracciano, e ad Andre Callus, attivista maltese esponente del Moviment Graffiti, attraversano l’intera Isola di Malta, dal profondo Sud all’estremo Nord per percorrere i luoghi della depredazione e della speculazione edilizia denunciata dai movimenti ambientalisti dell’isola e che fanno di Malta uno dei primi luoghi in Europa per consumo di suolo.
Un intreccio di vite in cui attivismo, denuncia, abusi territoriali e morti sul lavoro si incontrano per dare vita a un’opera d’arte.
Teresa Antignani (Presenzano, 1991) è artista, ricercatrice e attivista. Nel 2020 ha iniziato un percorso di attivismo che abbraccia la visione eco-femminista dei movimenti territoriali di lotta in difesa dell’ambiente, tradotta in un progetto itinerante e comunitario tuttora in progress: Martyrion.
La ricerca di Teresa procede con eclettismo attraverso una commistione di pratiche e linguaggi che richiamano la dimensione rituale e i codici estetici della tradizione meridionale e interpellano corporeità e presenza. Il suo lavoro si inserisce in un discorso globale capace di fornire una lettura critica di alcune delle questioni più drammatiche della nostra contemporaneità, dal ruolo della donna nella difesa dell’ambiente, al sostegno alle realtà di lotta nella denuncia dei colossi energetici, alla riflessione sulla dimensione etica e politica dell’arte.
Laureata in pittura, si specializza in Sociologia, presenta la sua ricerca indipendente presso il Trinity College, Manhattan; presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università degli Studi di Macerata; presso University of Houston, Texas & Universitat de Valencia, presso l’Università degli Studi Federico II di Napoli, presso il dipartimento di Psicologia dell’Università di Vienna; scrive per Cultweek; è parte del Matri Archivio del Mediterraneo (Studi Post-coloniali e di genere dell’Orientale di Napoli); è vincitrice della Biennale di Malta 2024.
Luca Ciriello (Napoli, 1988) è un documentarista, regista e produttore cinematografico italiano, membro dell’EFA (European Film Academy), borsista di ricerca etnografico-visiva presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca (Antropologia).
Laureato in Filologia Moderna, ha completato il Master in Cinema presso la Scuola di Cinema di Napoli "Pigrecoemme" e ha studiato cinema documentario presso l’Atelier di Cinema del Reale “FilmAp”. Nel 2018 ha fondato la società cinematografica Lunia Film Srl. Ha lavorato come documentarista in: Europa, Tanzania, Colombia, Senegal, Sri Lanka, Indonesia, India.
Nel 2018 vince la Menzione Speciale al Lucania Film Festival e al Festival dell’Isola di Roma con il suo primo documentario “Racconti dal Palavesuvio”.
Nel 2020 partecipa alle Giornate degli Autori (nell’ambito della 77°Mostra del Cinema di Venezia) con il documentario “Quaranta cavalli”, prodotto da Lunia Film e ZaLab (Vincitore del Premio Laguna Sud), presentato e premiato in circa 80 festival italiani e internazionali. Nello stesso anno partecipa, con il suo documentario “L’armée rouge” (prodotto da Parallelo 41 e Lunia Film), al Festival dei Popoli (Firenze) e al Fescaaal (Milano), vincitore di vari premi (Miglior regista al Festival Tulipani di Seta Nera, Roma e Miglior Documentario al Film Festival Mario Puzo Corto e a Capo, Avellino). Vince il Premio del Pubblico Miglior Documentario al Laceno D’oro (Avellino) con il film “Ponticelli Terra Buona” (2020). Nel 2023 esce il suo film documentario “API”, prodotto da Lunia Film e L’Eubage, presentato in anteprima al Filmmaker Fest (Milano) e in altri 50 festival nel mondo. Nel 2024 dirige “Oltre Ischia”, documentario nato da un laboratorio partecipativo realizzato con due scuole dell’isola di Ischia (Premio del Pubblico al Festival Laceno d’Oro). È in produzione (Dugong, Samarcanda, L’Eubage) il suo prossimo film “Wasantha”, le cui riprese sono in corso in Sri Lanka.
È notte fonda. Una macchina rossa sfreccia nel buio nulla della provinciale. Al suo interno, Caterina e Diego. Si conoscono per caso, e solo da pochi minuti, ma una strana sintonia sembra legarli da sempre. Hanno la stessa età, e lo stesso impulso di mollare tutto e farsi un giro, per dimenticare quella vita così dolorosamente vera, che nessuno dei due sa come affrontare.
Entrambi hanno voglia di ridere e giocare e tornare magicamente bambini. Sparire in una notte eterna, senza ricordi e senza futuro, protetti da una nube colorata di bolle di sapone. Nella speranza che sia per sempre, che domani mattina non arrivi mai.
Fabiana Russo nasce ad Avellino, in provincia di Salerno, nel 2000. Passa l’infanzia ad Agropoli, appassionandosi alla scrittura e al cinema fin dalla tenera età. Frequenta il liceo classico e segue, in parallelo, numerosi corsi di scrittura, più volte presso la scuola Holden di Torino. Nel 2019 viene ammessa con borsa di studio per merito alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano (NABA). Qui si laurea, tre anni più tardi, con una tesi sullo sceneggiatore Cesare Zavattini, ottenendo 110 e lode e una menzione speciale. Conclude il percorso di studi realizzando due cortometraggi di finzione: "Kore" (Torino Film Festival 2023), da lei scritto e diretto, e "ALPHA" (Alice nella Città 2023), di cui è sceneggiatrice.
Nicola Bisi nasce a Moncalieri (TO) nel 2000. Frequenta la facoltà di Filosofia all'Università di Torino, dove nel 2023 si laurea, a pieni voti, con una tesi di ricerca su Nietzsche. È attualmente iscritto alla magistrale di Filosofia presso l'Università Sapienza di Roma. Ha lavorato come fotografo backstage e di scena sul set di alcuni videoclip e cortometraggi indipendenti, tra cui "ALPHA" di Anteros Marra (Alice nella Città 2023), e "Almunìa" di Giovanni Petrigliano (Ischia Global Fest). "La notte giovane" è il suo esordio alla regia.
Tre vite, all’apparenza ordinarie, nascondono una tempesta silenziosa.
Gamblers esplora le storie vere di Anna, Gianni e Marco, tre persone finite intrappolate nella spirale inarrestabile della dipendenza dal gioco d’azzardo.
Questo cortometraggio svela il volto profondamente umano – e spesso invisibile – di una delle dipendenze più diffuse ma sottovalutate in Italia.
Con un forte impatto emotivo e sociale, Gamblers è stato realizzato per sensibilizzare, stimolare riflessione e accendere conversazioni significative. Dà voce a chi ogni giorno combatte contro il gioco patologico, spesso nel silenzio e nella solitudine.
Più che un progetto artistico, Gamblers è uno strumento di cambiamento, pensato per raggiungere e coinvolgere un pubblico eterogeneo: studenti, famiglie, educatori, operatori sociali e amministratori pubblici.
Ettore Zito è un regista e direttore della fotografia nato a Ravenna e residente a Forlì, con una formazione internazionale. Laureato negli Stati Uniti alla Middle Tennessee State University nel 2015 in International Studies e Business Administration, ha avviato la sua carriera nel cinema specializzandosi come Director of Photography e regista, ed è membro dell’associazione A.I.C.–IMAGO.
Negli ultimi anni ha realizzato progetti che coniugano attenzione sociale, qualità visiva e radicamento territoriale. Con Anime nel fango, documentario sull’alluvione in Romagna, ha ottenuto oltre cinquanta premi in festival internazionali, tra cui Caravan International, London IFA e Impact DOCS, con una proiezione anche al Bardolino Film Festival nel 2024.
Nel maggio 2025 è uscito Gamblers, cortometraggio dedicato al tema del gioco d’azzardo. Tra i progetti più recenti figura anche Altrove, dedicato al velista ravennate Michele Piancastelli, le cui riprese sono iniziate nel 2024, mentre per l’estate 2025 è prevista l’uscita di Cambia Vita, film narrativo girato in Romagna che affronta le scelte di una famiglia in cerca di un nuovo inizio.
La regia di Ettore Zito si distingue per uno sguardo attento al rapporto tra individuo e comunità, con un interesse costante verso temi di resilienza e storie che valorizzano la dimensione umana e sociale del racconto audiovisivo.
Cleaning & Cleansing accompagna lo spettatore in un viaggio evocativo attraverso le molteplici sfaccettature della pulizia: dall’igiene personale alla purificazione psicologica, dalla sanificazione di oggetti e spazi fino a sfiorare più oscure connotazioni storiche, come la pulizia etnica e l’igiene razziale.
Senza interviste né voice-over esplicativi, il film esplora le dimensioni mediche, estetiche, spirituali e (bio)politiche del concetto di pulizia, rivelando i legami profondi e spesso invisibili tra queste sfere apparentemente distanti. Con uno stile minimalista ma sensoriale, Cleaning & Cleansing illumina un tema tanto intimo quanto centrale nella società contemporanea: la costante ricerca di ottimizzazione e miglioramento – un’aspirazione che, facilmente, può sfociare nel suo opposto.
“Per nulla privo di personalità, o persino di radicalità: riesce a creare una propria realtà e temporalità.” — Cineuropa
“Uno dei finali più potenti che abbiamo visto da molto tempo.” — Le Polyester
Thomas Fürhapter è nato a Vienna, in Austria. Ha studiato filosofia all’Università di Vienna e lavora come regista, autore e produttore. È fondatore della casa di produzione Electric Shadows Films.
Dopo aver realizzato diversi cortometraggi selezionati da festival come FID Marseille, DOK Leipzig e RIDM Montreal, ha diretto il suo primo lungometraggio, The Third Option, presentato in concorso principale al CPH:DOX nel 2017. Il suo secondo film, Living Together (2022), ha vinto il VIKTOR DOK.deutsch Award al DOK.fest München.
Il suo terzo documentario, Cleaning & Cleansing (2024), ha avuto la sua prima mondiale al Ji.hlava IDFF, dove ha ricevuto il premio per l’Approccio Originale. Le sue opere sono state proiettate in numerosi festival internazionali, tra cui Sarajevo Film Festival, Viennale, Zurich FF, Sheffield DocFest, FIPADOC, Anthology Film Archives di New York, DOXA Vancouver, e DokuFest Prizren.
Figli di Haiti, diretto da Alessandro Galassi, racconta la complessità e le contraddizioni di Haiti, un Paese segnato dal peso di un debito imposto dalla Francia 200 anni fa, con conseguenze devastanti.
Attraverso immagini forti e coinvolgenti, il documentario invita gli spettatori a confrontarsi con una realtà drammatica, ma profondamente significativa.
Il film fa parte anche della campagna omonima promossa da Avvenire, che unisce una narrazione multipiattaforma su Haiti a un progetto di solidarietà della Fondazione Avvenire, volto a sostenere l’orfanotrofio Maison Des Anges.
Regista: Alessandro Galassi
Nel vasto oceano Atlantico galleggia e prospera un ecosistema misterioso e vitale: il Sargasso, un'alga marina essenziale in mare, ma disastrosa sulla terraferma.
Sargassum è un documentario di 90 minuti visivamente affascinante, che svela il ruolo ecologico fondamentale di questa alga e le complesse relazioni che intreccia con la vita marina e con l’umanità. Gli esperti illustrano l’importanza cruciale del Sargasso per la biodiversità marina: una vera nursery e un rifugio in pieno oceano.
Il film assume però una svolta toccante quando indaga sulla proliferazione allarmante del Sargasso, in particolare nei Caraibi e nel sud degli Stati Uniti. Un tempo simbolo di equilibrio ecologico, questa alga è oggi diventata una minaccia ambientale, che soffoca le coste e mette in crisi le economie locali.
Scienziati e ambientalisti analizzano i fattori alla base di questa emergenza, tra cui il cambiamento climatico e l’inquinamento da nutrienti, che ne hanno accelerato la crescita. Il documentario esplora anche soluzioni innovative e gli sforzi in corso per contenere il fenomeno, evidenziando la resilienza e l’ingegno delle comunità colpite nei Caraibi e in Messico.
Regista: Claude Barnes
Nella campagna siciliana, tra il mare e l’Etna, prende vita un progetto folle: la creazione di un ecovillaggio su un terreno attraversato da un’autostrada, chiamato “Il giardino della biodiversità”. L’artefice di questa iniziativa è Roberto Li Calzi, umanista, utopista e visionario.
In questo campo abbandonato da dieci anni, Roberto sogna di costruire un esempio concreto di cambiamento sociale, lottare contro il destino e dimostrare la forza della natura, della solidarietà e dell’integrazione intelligente dei migranti.
Olivia Bernholc (1980) lavora come montatrice dal 2000 nei settori dell’animazione, della pubblicità, del documentario e dell’informazione televisiva.
Ha realizzato piccoli film per la musica e il teatro. Planter des hommes è il suo primo documentario di lungometraggio.
Nel cuore del Carso sopra Trieste, esiste un luogo avvolto dal mistero, dove natura, storia e leggenda si intrecciano. Si tratta della Dolina dei Druidi, conosciuta anche come la Valle della Luna, una profonda dolina caratterizzata da una serie di antiche costruzioni in pietra, oggi in rovina. Queste strutture, nel corso degli anni, hanno alimentato l’immaginario collettivo della regione, dando origine a numerose leggende sul loro scopo e sulla loro origine.
Attraverso le interviste al ricercatore Dante Cannarella e all’appassionato di carsismo Paolo Del Core, il documentario esplora le radici storiche e culturali della dolina, cercando di svelarne i segreti tra le rocce e la vegetazione circostante. Un’indagine che vuole anche riflettere sull’influenza che la natura esercita sull’uomo e su come cerchiamo costantemente di mitizzarla.
Andrea Cerovac è un regista freelance di Trieste, Italia.
Appassionato di cinema fin dall’infanzia, ha avuto la sua prima esperienza su un set con il cortometraggio Dirty Tony, prodotto dall’associazione culturale Mattador. Ha esordito alla regia nel 2012 con il cortometraggio Communicate, realizzato in collaborazione con il gruppo di YouTuber FalCrow Production.
Negli anni successivi ha realizzato diversi cortometraggi, tutti autoprodotti, spaziando tra vari generi: dal drammatico alla commedia, dal documentario al cinema sperimentale.
Con questi lavori ha partecipato a numerosi festival cinematografici, tra cui il Seeyousound Music Film Festival di Torino, il Festival Pasinetti di Venezia, il K3 Film Festival di Udine e l’Etna Comics di Catania. Con il cortometraggio The Editing ha vinto il Premio Speciale “Finestra sul Cinema FVG” al Cervignano Film Festival.
Un gruppo di ragazzi all’uscita dal liceo a bordo delle loro biciclette si ritrovano a vivere una vera e propria avventura, scopriranno luoghi e storie sconosciute andando alla ricerca
di un tesoro che si rivelerà diverso ma sicuramente più importante di quello che si aspettavano di trovare.
Questo piccolo film punta a valorizzare le lingua minori: il griko e le loro comunità di riferimento avendo come filo conduttore di racconto il rapporto generazionale tra i ragazzi adolescenti e gli anziani, memoria vivente delle lingue minori, mettendo l’accento si quanto sia importante tener vivo l’interesse nelle nuove generazioni.
Il cortometraggio è prodotto da APULIA FILM COMMISSION ed è uno dei risultati del progetto “Matria. Le lingue di ieri, di oggi e di domani”, programma regionale per la valorizzazione delle minoranze linguistiche pugliesi che ha coinvolto complessivamente quasi cento ragazzi tra attività laboratoriali e coinvolgimento attivo nelle riprese, tutte realizzate in luoghi di interesse fortemente legati alla memoria grica e grecanica.
Regista: Vincenzo Ardito
Nato a Bari, il 22 aprile 1986, diplomato presso l’Accademia del Cinema Ragazzi di Enziteto(Bari) nel 2010, scuola di cinema non convenzionale che ha fatto dell’arte lo strumento per valorizzare la periferia in cui è situata, questo tipo di formazione ha influenzato la sua carriera registica portandolo a crescere soprattutto nell’ambito sociale sperimentando processi di creazione filmica innovativi.
Nel 2013, ha fondato Sinapsi Produzioni Partecipate, grazie alla vittoria del bando per start-up innovativi, “Principi attivi 2012” realizzando il film lungometraggio “Quello che conta”, risultato di Sinapsi Film. Progetto di produzione filmica innovativo, che si è proposto di far provare l’esperienza della produzione “partecipata” di un film a sessanta cittadini che vivono la città di Bari. Un gruppo di persone selezionate in diversi contesti, come diversi sono i vissuti e le professioni che svolgono abitualmente, si sono trovate per la prima volta insieme a conoscere i mestieri del set e a sperimentarli con professionisti pugliesi del settore.
L’esperienza del film partecipato ha rafforzato la sua idea di cinema: raccontare delle storie ma soprattutto vivere esperienze uniche e irrepetibili quando si affronta il processo creativo di qualsiasi opera audiovisiva, per questo mi sono specializzato nella realizzazione di laboratori di video partecipativo in cui la rappresentazione filmica diviene strumento di inclusione sociale.
Per questo ha sviluppato la sua carriera registica soprattutto nell’ambito sociale sperimentando processi di creazione filmica innovativi lavorando in diversi contesti: minori a rischio di devianza, immigrati di seconda generazione, dispersione scolastica, istituti di detenzione minorile, diversamente abili, ragazzi con autismo.
Ha diretto cortometraggi, documentari, spot e web series, collezionando diversi riconoscimenti importanti a livello nazionale e internazionale, si citano alcuni:
finalista “New York Independent Film Festival 2017”,
finalista “La bottega delle web series – 1 edizione” Premio Solinas e Rai Fiction, finalista “Sottodiciotto Film Festival di Torino – XVII edizione”.
Tra le numerose collaborazioni con enti e istituzioni, si citano:
Istitut-Francais, Save the Children Italia, Ministero della pubblica istruzione, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Presidenza del Consiglio - Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica, Associazione Nazionale Giovani- Dipartimento per le Politiche Giovanili-Presidenza del Consiglio dei Ministri, Confcommercio Italia.
Dal 2015 è formatore e creatore di contenuti didattici per : Cined – EUROPEAN CINEMA FOR YOUTH- è un progetto di cooperazione europeo dedicato all'educazione al cinema, che mira a consentire ai giovani d’Europa di età compresa tra 6 e 19 di scoprire la ricchezza e la diversità del cinema europeo che vede come capofila l’Istitut Francais e una rete di 10 partner europei.
Nel cuore di una società spesso segnata dalla solitudine, un gruppo di volontari dedica il proprio tempo a prendersi cura di chi è stato dimenticato dal mondo.
Ci accompagnano nel loro quotidiano, condividendo storie personali, momenti di dubbio, scintille di speranza e la gioia inattesa – e persino la guarigione – che scoprono nel servizio.
È un viaggio di trasformazione, che tocca non solo le vite di coloro che assistono, ma anche le loro.
Shady è un regista egiziano. La sua esperienza nel campo del cinema comprende lo sviluppo di diversi cortometraggi, oltre alla regia, riprese, montaggio e color correction di una vasta gamma di progetti audiovisivi.
Ha iniziato il suo percorso nel cinema all’inizio del 2023 e da allora ha partecipato a numerosi workshop e masterclass in sceneggiatura, cinematografia, produzione cinematografica, recitazione e regia presso diversi istituti culturali.
Attualmente è iscritto alla Scuola araba di cinema e televisione, affiliata all’Accademia delle Arti del Ministero della Cultura egiziano.
Può la memoria del passato agire sulle scelte del presente? Pare proprio di sì. L'esemplare storia di Padre Enzo Quaglia, creatore a Salerno dell'Opera "Ragazzi Nostri", e un misterioso incontro all'interno di una mostra storica consentono al giovane protagonista di questo corto di riflettere e risolvere il suo rapporto conflittuale col padre.
Enrico Francese è un musicista professionista e regista con 15 anni di esperienza in eventi culturali e di arti performative.
Ha iniziato la sua carriera in Italia organizzando per dieci anni il Festival of European Students Theatre che nel 2002 ha vinto il premio “Culture 2000” della Comunità Europea per i risultati culturali, artistici, di integrazione europea e nuovi media.
Nel 2004 ha registrato il suo primo album in cui la poesia romantica di William Wordsworth incontra la musica blues. Durante il suo tour in Canada nel 2012 ha studiato con il cantautore blues Eric Bibb, vincitore del Grammy, e con il bassista pluripremiato Victor Wooten. Come regista ha lavorato con produzioni internazionali (Canada, Israele, Russia, Germania, Regno Unito, Italia) acquisendo una solida conoscenza del processo di realizzazione di un film. Nel 2015 il suo cortometraggio “A love separated” è stato candidato al BAFTA e ha vinto il premio Best Young Film Award al Destfest.
Dopo aver conseguito una laurea in filosofia ha iniziato gli studi in Bio-Psico-Genealogia e Psicodramma basandosi sulle lezioni rivoluzionarie di Jung, Jodorowsky e Schutzenberger. Al momento i suoi progetti sono focalizzati sull'integrazione della nuova tecnologia dei Media con paesaggi sonori e psicologia.
E’ stato chiesto a un gruppo eterogeneo di ragazzi di scrivere in forma anonima quella lettera che non avevano mai scritto, quel messaggio mai inviato, quelle parole mai espresse.
Le immagini e i suoni cercano di dar vita a queste lettere, in un percorso sonoro e visivo che attraversa l’arco di un’intera giornata.
Emanuele Sicignano nasce a Roma nel 2003. Frequenta il liceo classico presso l'Istituto Ginnasio Statale Virgilio, diplomandosi nel 2022. Si appassiona alla regia già in adolescenza e nel 2023 viene selezionato tra i sette allievi del corso triennale di regia presso la “Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté” a Roma.
Nell’estate del 2023 viene poi selezionato per partecipare a un workshop di fotografia con Sven Creutzmann presso il Locarno Film Festival. Anche esternamente alla Scuola Volonté, continua ad approfondire la regia cinematografica e anche teatrale frequentando workshop con autori quali Eugenio Barba, Julia Varley e Fabiana Iacozzilli. Ha lavorato come assistente alla regia sul film "I limoni d’inverno" di Caterina Carone e sulla serie tv "Call My Agent Italia 2" di Luca Ribuoli, oltre che come assistente casting per il film “Ammazzare stanca” di Daniele Vicari e per la serie tv “Imma Tataranni – Sostituto Procuratore – Stagione 4” di Francesco Amato.
Jaci, dea della Luna, vaga sola sulla Terra finché Guaraci, dio del Sole, non appare e la salva dall’attacco di un giaguaro. I due splendenti dei si incontrano e iniziano un’avventura attraverso l’Amazzonia, mostrando la bellezza dei loro poteri nella vastità della foresta tropicale. Col passare dei secoli, il loro legame si rafforza e si innamorano. Tuttavia, il loro amore e la loro potenza sono così intensi da turbare gli altri dei: Sumé, dio degli Oceani, e Tupã, dio del Tuono e creatore di tutto.
Temendo che la loro unione porti alla fine del mondo, Tupã li imprigiona. Rimasta sola, Jaci piange, inondando la terra, mentre Guaraci implora Tupã di avere pietà e concede solo un momento per potersi riunire con la sua amata. Le lacrime di Jaci danno origine al fiume Amazzoni e ai suoi affluenti, che Sumé, assetato e ammaliato dalla potenza di quel dolore, inghiotte e trattiene sul fondo dell’Atlantico.
Jaci e Guaraci restano così condannati a incontrarsi solo una volta: nel momento in cui il sole tramonta e la luna sorge.
Diogo Aurich è un regista e animatore brasiliano, originario della terra di Glauber Rocha, appassionato nel raccontare storie nazionali in modo visivamente coinvolgente. Si è laureato in animazione alla FAAP di San Paolo e, durante gli anni universitari, ha co-diretto il cortometraggio Rosas Brancas, selezionato in oltre 20 festival nazionali e internazionali.
Diogo ha inoltre avuto l’opportunità di dirigere e curare la concezione visiva dell’episodio pilota della serie Legado, un progetto che gli ha permesso di affinare le sue capacità di lavoro in team e di applicare il suo linguaggio visivo. Oltre al cinema, Diogo mette le sue competenze nelle arti visive al servizio di diversi settori: lavora come artista concettuale e animatore in corti educativi nel campo della salute, sviluppa stand per eventi come festival musicali e contribuisce alla creazione di articoli di moda.
A poche centinaia di metri dai crateri sommitali dell’Etna, in una valle di lava nera, si ergono due cupole bianche: è l’Osservatorio Vulcanologico dell’INGV, il più alto d’Europa. Un’architettura pensata per resistere a condizioni estreme e per ospitare tecnologie che, dalla fine degli anni ’70 a oggi, raccolgono dati fondamentali per raccontare la vita del vulcano. Un laboratorio permanente, in continuo aggiornamento e proiettato verso il futuro, concepito, costruito e vissuto da uomini profondamente legati ai paesaggi dell’Etna.
Il documentario ripercorre – attraverso fotografie, filmati d’archivio e le testimonianze dei protagonisti – la complessa costruzione dell’Osservatorio di Pizzi Deneri, realizzato sul versante settentrionale dell’Etna a 2818 metri di altitudine. Un patrimonio architettonico e scientifico peculiare: la struttura fu costruita tra il 1975 e il 1978 grazie alla tecnica Binishell, ideata dall’architetto Dante Bini, un metodo innovativo che consente di sollevare cupole in cemento armato in tempi rapidi, utilizzando esclusivamente la forza dell’aria.
L’Osservatorio è il punto di riferimento del complesso sistema di monitoraggio e sorveglianza dell’Etna, gestito dall’Osservatorio Etneo, sezione di Catania dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). La costruzione e la manutenzione delle due cupole pneumatiche rappresentano il tentativo umano e scientifico di trovare una stabilità in un contesto naturale dove tutto è in costante movimento.
Il documentario è stato realizzato con il finanziamento del progetto MEET – Monitoring Earth’s Evolution and Tectonics, coordinato dall’INGV nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – Missione 4 “Istruzione e Ricerca” – Componente 2 “Dalla ricerca all’impresa” – Linea di investimento 3.1 “Fondo per la realizzazione del sistema integrato di infrastrutture di ricerca e innovazione”.
Regista: Pasquale Marino
Qual è il ruolo di un regista etnografico in quanto esterno e studente di una cultura? Si tratta di rappresentare, dimostrare e riflettere, oppure di esporre, partecipare e trasporre? Sebbene questi non siano termini opposti nelle discussioni storiche dell’antropologia, offrono molte possibilità da esplorare attraverso la cine-antropologia condivisa e l’etnografia multimodale sensoriale.
Regista: Yusuf Ölmez
Si è laureato alla Boğaziçi University, dove ha conseguito una laurea in Management e un minor in Film Studies. Dopo aver realizzato il suo primo cortometraggio, Venus in the Fog, ha iniziato a studiare Narrative Filmmaking presso la Prague Film School, diplomandosi nel 2020 con il film di laurea A Glass of Desire.
Durante gli studi magistrali alla Boğaziçi University, ha approfondito temi legati all’economia dei media, all’economia politica e al cinema turco, conseguendo la laurea nel 2021.
Attualmente prosegue il suo lavoro nel campo del cinema etnografico e della fotografia, nell’ambito dei suoi studi in antropologia visiva a Berlino, accanto allo sviluppo di nuovi progetti sia di fiction sia documentari, in qualità di regista, sceneggiatore e produttore.
“Come ogni mattina” è una storia tenera e delicata ambientata nel mondo della panificazione con la sua storia e il suo fascino.
Teresa (Vanessa Gravina) passa tutte le mattine dal suo panificatore del cuore (Leandro Amato) e insieme riflettono sulla vita e le sue mille declinazioni.
Nel panificio alcuni avventori mattutini, tra cui una
simpatica guardia notturna (Federico Perrotta), offrono agli spettatori spaccati di vita tra i più disparati. La lentezza e la godibilità dell’arte del pane diventano un ambiente unico e privilegiato per scambiare sentimenti, valori e tanta umanità.
Claudio Rossi Massimi (Roma 22/3/1950) è un autore, sceneggiatore e regista.
Dopo aver lavorato negli anni ’70 in varie emittenti radio-televisive private, nel 1978 inizia a collaborare con la Rai - Radiotelevisione Italiana come presentatore, autore e regista.
Durante la sua collaborazione professionale con la Rai, durata per più di trent’anni, ha partecipato a numerose produzioni radio-televisive soprattutto nell’ambito dello spettacolo dal vivo.
Nel 2000 fonda, insieme ad altri professionisti del settore, la IMAGO Film Videoproduzioni e successivamente l’Associazione Culturale IMAGO.
Nel corso degli anni per il gruppo IMAGO realizza come autore e regista più di 50 documentari principalmente dedicati alla cultura, al turismo, alla
storia, all’archeologia, all’ambiente e alle tradizioni popolari.
Con il gruppo IMAGO è fornitore della Rai - Radio Televisione Italiana dal 2000. Nel corso degli anni, IMAGO ha collaborato con Il Messaggero,
A.C.L.I. - Associazione cristiana dei lavoratori italiani, UNICEF, Banca d'Italia, Università Cattolica del Sacro Cuore, Policlinico Agostino
Gemelli.
La sua opera "Un grande compito" è stata proiettata in Vaticano, nella Sala Nervi, alla presenza del Santo Padre Giovanni Paolo II.
Nel 2011 il suo documentario dedicato a Vincenzo Tiberio, vero padre della penicillina, è stato inserito nella programmazione di RAI 150 per le celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia.
Nel dicembre 2011, il suo film documentario "Per un'Europa libera e unita" è stato proiettato in prima assoluta al Parlamento Europeo a Bruxelles.
Nel 2015 per la IMAGO Film Claudio Rossi Massimi realizza come autore, sceneggiatore e regista, il lungometraggio "La sindrome di Antonio" che
viene selezionato e proiettato in prima mondiale nella sezione KINO del Festival del Cinema di Roma. L’opera è stata inoltre selezionata tra i sei
film italiani per N.I.C.E. Festival internazionale del cinema di Mosca e San Pietroburgo, ed è stata finalista all'OIFF Turin Cinefest. Nell'aprile del 2017 ha vinto il Festival Internazionale del Cinema di Imperia come miglior film. “La sindrome di Antonio" ha inoltre ricevuto una menzione
speciale all'Ariano Film Festival per i dialoghi e la sceneggiatura.
Nel giugno 2017 realizza il docufilm "Papa Francesco - La mia idea di arte", un itinerario del Santo Padre nei Musei Vaticani e prima opera
audiovisiva scritta da un Pontefice.
Nel 2021, sempre come autore, sceneggiatore e regista, realizza il film “Il diritto alla felicità”. Il film è dedicato a UNICEF e vanta il partenariato di
Federfarma. Ad oggi il film “Il diritto alla felicità” ha ottenuto 44 premi in festival italiani e internazionali.
Da 5 anni è direttore artistico dell’Italian Film Days, festival di cinema italiano itinerante nel mondo. Da 3 anni è direttore artistico dell’International Imago Film Festival riconosciuto dal Ministero della Cultura.
Teheran ti fa innamorare.
Sevda Ghazanfarian è una giovane regista di 21 anni, laureata in cinema presso l’Università d’Arte di Teheran.
Negli ultimi due anni ha acquisito una solida esperienza nel mondo del cinema ricoprendo diversi ruoli chiave, tra cui:
- Assistente alla regia
- Programmatrice
- Script supervisor
Una ragazza, sull'orlo del tetto, sta per togliersi la vita, quando un ragazzo entra sul tetto e si ferma di fronte a lei, sull’altro lato del precipizio.
Regista: Farziv Bakhtiari
Nato nel 1995 a Tehran, Iran
Questa è la storia di due sorelle che hanno deciso di lottare contro il tragico destino che le ha colpite in Afghanistan.
Protestano contro la perdita dei diritti fondamentali: il diritto all’istruzione, al lavoro, a vestirsi liberamente, e perfino a camminare da sole.
Oggi, queste due sorelle cercano di far sentire la propria voce al mondo e di difendere i loro diritti contro il regime talebano.
Regista: Zainab Entezar
Esiste un punto tra le montagne dove appare Dio. In tanti hanno provato a cercarlo, in pochi sono tornati. Maria vuole salvare sua sorella, che la madre e il prete considerano già morta.
Quando in un’osteria incontra Toni, un vecchio bevitore che le racconta la storia della “Zima del Signor”, Maria vede una speranza.
Insieme affronteranno un viaggio tra le montagne, alla ricerca di Dio.
Alessandro Padovani (1993, Italia) è sceneggiatore e regista, diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia e selezionato da Biennale College Cinema e Berlinale Talents.
Ha scritto Brotherhood, Pardo d’Oro a Locarno 2021 (Cineasti del Presente), e ha diretto Movida, documentario presentato alla Festa del Cinema di Roma. Dal 2024 è membro dell’EFA.
Carla Chambel, a Portuguese actress and mum, takes us on a journey about the relationship with water and action with our freshwater resources. From her childhood memories, she embarks on a journey to delve deeper and find answers to her social and ecological concerns.
As she investigates her doubts, listening to local communities, scientists and farmers, she is confronted with the growing expansion of intensive irrigated monocropping in the Alentejo region, the disruption of freshwater ecosystems, the loss of biodiversity and the encouragement of the construction of more dams for irrigation purposes in Portugal.
Could it be that using more ecological, sustainable and less water-dependent agricultural practices, in addition to efficient water management, is not a alternative to dealing with water scarcity?
“Up to the last drop" proposes to rethink the way we produce and consume, respecting the natural cycles of soil and water as essential measures to preserve rivers and overcome the effects of climate change.
Regista: Ricardo Guerreiro
Mentre lo smog soffoca Lahore, due giovani innovatori lottano per dimostrare che l’energia pulita può salvare vite.
Ma anche i più istruiti restano ciechi, dando valore ai profitti immediati più che a un futuro vivibile.
Le loro voci riusciranno a farsi strada attraverso la foschia prima che sia troppo tardi?
Registi:
Suhail Ahmad
Sheryar Ali
Cristina Furlan, una funzionaria statale appena trasferita nell’Italia meridionale, si trova ad affrontare un caso complesso tra migliaia di richieste d’asilo.
Un giovane libico si presenta come naufrago sopravvissuto e ex-soldato, sostenendo di temere per la propria vita se venisse rimpatriato.
Nonostante appaia sincero, il sospetto di crimini di guerra getta ombre sulla sua storia.
Con il tempo che stringe e le pratiche che si accumulano, Cristina deve decidere se è innocente o colpevole, con delle vite in gioco.
Valerio Vittorio Garaffa è uno scrittore e regista teatrale attivo a livello internazionale.
Ha ottenuto riconoscimento nell’ambiente Off-Off Broadway (New York) con la sua produzione di “Marathon”, spettacolo per il quale ha vinto il premio come Miglior Regista nel 2023 a Orlando, Florida.
“REFUGIUM” è il suo primo film, da lui scritto e diretto.
La sceneggiatura del film ha vinto il “Bando Cortometraggi 2023” indetto da Nuovo Imaie (Italia).
Pochi elementi al mondo sono più importanti dell’acqua. Ovunque c’è acqua, la vita prospera. Eppure, sono in pochi a conoscere le straordinarie creature che abitano quotidianamente i suoi ambienti naturali. Lontano dai nostri occhi, ogni giorno si consumano veri drammi e si celebrano glorie invisibili: storie che quasi nessuno ha mai visto, fatte di avventura, tragedia, umorismo e persino amore.
Per oltre quattro anni abbiamo seguito alcune delle creature più rare e iconiche nei pochi habitat selvaggi e incontaminati rimasti, catturando immagini spettacolari e documentando le loro storie più affascinanti.
A differenza di altri film, Raindrop non si concentra sulla geografia dell’acqua, ma sui suoi protagonisti più straordinari e sulla loro casa: un habitat come dovrebbe essere, e che purtroppo sta scomparendo.
Marco Dominik Graf è nato a Sciaffusa (Svizzera), figlio unico. Fin da piccolo ha coltivato una forte passione per il cinema. Acquariofilo entusiasta, ha iniziato a documentare con la sua prima videocamera la biologia riproduttiva dei suoi pesci.
Dopo aver completato la formazione come macellaio, ha lavorato per diversi anni nel settore. In questo periodo ha debuttato con il suo primo lungometraggio, Der Hochrhein, presentato con successo in un piccolo cinema comunitario nel 2018.
Successivamente ha fondato la casa di produzione Graf Media Productions GmbH, specializzata in lavori multimediali su commissione e nella produzione indipendente di documentari per il cinema e la televisione. Graf ne è anche direttore generale.
Ha inoltre completato una formazione in recitazione a Zurigo e un corso di dizione presso la Speech Academy Switzerland.
La sua opera più conosciuta è il documentario Feld, Acker, Wiese – Freiflächen der Nordschweiz (2021), che esplora l’interazione tra esseri umani, natura e agricoltura nel nord della Svizzera, sottolineando l’importanza degli spazi aperti per l’equilibrio ecologico e sociale.
Lo stile narrativo di Graf è documentaristico ma con un taglio spesso filosofico; affronta temi locali offrendo spunti di riflessione su natura ed ecologia. I suoi film uniscono un linguaggio visivo suggestivo a una narrazione profonda, con l’obiettivo di ispirare il pubblico a guardare il mondo con nuovi occhi.
Con la fine del mondo alle porte, due giovani amanti, smarriti in un passato sospeso, si ritrovano a mettere in discussione i propri sentimenti.
Nicola Sorcinelli è un regista italiano. Il suo percorso artistico inizia tra i banchi di scuola. Con i suoi lavori ha vinto numerosi premi e partecipato a festival di tutto il mondo.
Tra gli ultimi lavori “Moby Dick”, cortometraggio vincitore del nastro il Nastro D’argento, “Ape Regina”, la serie “Briganti” e “La Confessione”.
Al momento è impegnato nella pre-produzione della sua opera prima.
Golnoosh ha bisogno di una lettera di raccomandazione dal suo professore, Nima Edris, per candidarsi a un’università in Austria.
Quando si reca a casa sua per ritirare la lettera, Nima la molesta e lei esce senza averla ottenuta. Dopo un po’, Alireza, il fidanzato di Golnoosh, si presenta a casa del professore con l’intenzione di punire Nima…
Regista: Emad Hosseini
Il medico nota sintomi insoliti nell’uomo che si dice sia morto per un attacco di cuore, mentre esamina il cadavere. Decide quindi di inviarlo alla medicina legale.
A quel punto, la moglie dell’uomo confessa: ha avvelenato il marito, che la picchiava continuamente.
Ma una grande sorpresa attende il medico, che si troverà a dover prendere una decisione cruciale per il destino della donna.
Deniz Büyükkırlı: Sceneggiatrice e regista.
Ha scritto numerose sceneggiature per serie TV andate in onda in tutto il mondo tra il 2012 e il 2022.
Chicken Broth Soup è il suo primo cortometraggio, da lei scritto e diretto.
Mentre le persone non avevano ancora seppellito i propri cari, ad Hatay, dopo il terremoto, si sono ritrovate catapultate nell’ansia degli esami. Per gli studenti, l’esame universitario rappresenta una via di fuga da una città in cui hanno perso ogni ricordo. I docenti, inconsapevolmente, costruiscono una propria utopia. In questo tempo sospeso, segnato da un’attenzione civile vacillante, gli studenti cercano non solo di memorizzare i contenuti delle prove, ma anche di scacciare dalla mente le immagini della loro città distrutta.
Ma ogni domanda d’esame riporta qualcosa alla memoria: per alcuni, le distanze; per altri, lo Stato; per altri ancora, una pila di macerie affacciata sul mare. Se la memoria di una città resta imprigionata in quelle rovine, allora la lotta per costruire un futuro non è altro che un esame sul limite del tempo.
Nato a Ereğli nel 1976, İlkay Nişancı ha completato gli studi primari e secondari nella sua città natale, per poi iscriversi alla Facoltà di Comunicazione dell’Università di Istanbul, nel dipartimento di Radio-TV e Cinema. Ha conseguito un master in Giornalismo e un dottorato nello stesso dipartimento.
Durante il suo percorso accademico ha arricchito le conoscenze teoriche con l’esperienza pratica, lavorando come regista, direttore della fotografia e montatore in numerosi cortometraggi di fiction e documentari. Entrato nel corpo docente della Facoltà di Comunicazione, ha insegnato regia, cinematografia e montaggio nel Dipartimento di Cinema, coordinando anche i laboratori cinematografici della facoltà. I film realizzati con i suoi studenti sono stati selezionati in festival internazionali di documentario, ottenendo diversi riconoscimenti.
Oltre all’attività accademica, Nişancı ha collaborato con il settore cinematografico e televisivo, lavorando come regista e montatore in documentari, film di fiction, videoclip musicali, spot pubblicitari e programmi TV. Musicista appassionato, fin dai tempi dell’università ha composto musiche per documentari televisivi e prosegue attivamente la carriera musicale: è autore, compositore e chitarrista solista del gruppo rock ELA, con cui ha pubblicato due album.
İlkay Nişancı continua la sua attività accademica come professore associato presso la Facoltà di Comunicazione dell’Università di Istanbul.
Un giorno. Un uomo, Yonathan, prega disperatamente in ebraico. Sale in piedi sul parapetto in cemento della Promenade al Griffith che offre una vista mozzafiato di Los Angeles. Sta per saltare.
In quel momento la sua mente torna a quando ha scelto il nome della figlia insieme alla sua partner, ai litigi, alle differenze, a quando l'ha uccisa.
Un momento e poi... le lancette dell'orologio che corrono velocemente, improvvisamente, si fermano e iniziano a tornare indietro... nel tempo. Yonathan è ancora in tempo?
Giuseppe Alessio Nuzzo, classe 1989. Regista e autore cinematografico. Studia regia presso la National Film & Tv School di Londra, cinema ed organizzazione alla Scuola Nazionale di Cinema - Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, linguaggio cinematografico presso l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, produzione cinematografica ai Maia Workshops, inglese al British Council.
Ha conseguito due lauree, in Scienze e Tecnologie delle Arti, dello Spettacolo e del Cinema con una tesi sperimentale dal titolo "Innovazione e futuro del cinema: le nuove frontiere tecnologiche e la realtà virtuale" con relatore Paolo Del Brocco, ad di Rai Cinema, e con i massimi voti in Odontoiatria con una tesi sperimentale a Los Angeles dal titolo "L'odontoiatria nel cinema e lo spettacolo: nuove frontiere dell'odontoiatria estetica".
Nel 2017 ha esordito sul grande schermo con la regia del lungometraggio "Le verità", thriller psicologico con protagonista Francesco Montanari. Torna al cinema nel 2021 con "Quel Posto nel Tempo" con Leo Gullotta e la partecipazione di Tomas Arana; nel 2023 dirige per il grande schermo il film drammatico "Come Romeo e Giulietta".
Ha scritto e diretto numerosi short movie tra cui Il nome che mi hai sempre dato con Mariano Rigillo prima opera di Rai Cinema ad essere pubblicata sull’IGTV di Instagram, "La scelta" con Cristina Donadio presentato al Concorso Giovani Autori Italiani durante la 76° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, "Fame" coprodotto da Rai Cinema e riconosciuto di interesse culturale con il contributo economico della Direzione Generale Cinema del Ministero per i Beni e le attività culturali, "Lettere a mia figlia" sul tema dell’Alzheimer distribuito in tv dalla Universal e presentato al Parlamento Europeo di Bruxelles.
Dirige, inoltre, i progetti crossmediali in VR 3D 360° "La stanza" sul tema cyberbullismo con Michele Placido coprodotto da Rai Cinema e realizzato in collaborazione con Polizia di Stato e SIAE, "Interference" sulla dipendenza dai social network e "Il grande cinema" interamente girato in Cina agli Hengdian World Studios.
Ha diretto i documentari "Primitivamente", sul riscatto della Terra dei Fuochi, con Giancarlo Giannini e le musiche di Enzo Avitabile, "Il Santo di Carne" sulla vita di Alfonso Maria de’ Liguori con Enrico Lo Verso e Giovanna Sanino, "Mi chiamo Giancarlo Siani" con la voce narrante di Domenico Cuomo e la partecipazione di Marco Risi, "Farina, Acqua, Lievito" con i contributi storici di Rai Teche e la nove narrante di Marisa Laurito.
Per la TV dirige lo spot a tematica sociale "Corri" con Anna Falchi in onda sulle reti Rai e Mediaset.
Per le opere cinematografiche da lui dirette ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti tra cui la menzione speciale ai Nastri d'Argento del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani, il Primo Premio al Giffoni Film Festival, il Premio Ettore Scola alla Casa del Cinema di Roma e il Gran Premio della Giuria Critica al Siena Film Festival e i riconoscimenti dal Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano e dal Premio Nobel Rita Levi Montalcini, dall’Unione Europea e da Pubblicità Progresso.
Ha prodotto per O’ Groove, insieme con Edoardo De Angelis e Pierpaolo Verga, lo short movie "Guardami così" per la regia di Adriano Morelli sull’Italia post-pandemia, commissionato dal Ministero degli Esteri; per Paradise Pictures produce il cortometraggio "Insane Love" per la regia di Eitan Pitigliani con un cast internazionale tra cui Clara Alonso e Diego Dominguez Lllort.
Per Paradise Pictures distribuisce in sala i lungometraggi "Lovers" di Matteo Vicino, "Guarda in alto" di Fulvio Risuleo, "Napolitaners" di Gianluca Vitiello e "Rabbia Furiosa" di Sergio Stivaletti.
È esperto di cinema sociale, ideatore e attuale direttore generale del Social World Film Festival, la mostra internazionale del cinema sociale che annovera come presidente onorario l’attrice Claudia Cardinale.
Organizzatore di eventi cinematografici come il Premio Cinema Campania, il Festival della Commedia – Pulcinella FilmFest e il CineBus, primo festival del cinema itinerante al mondo, dal 2016 è curatore del Museo del Cinema e del Territorio della Penisola Sorrentina e fondatore del Monumento al Cinema di Vico Equense The Wall of Fame.
Dal 2020 è direttore della Casa del Cinema e delle Arti al Castello dei Conti di Acerra.
Cura l’antologia delle citazioni cinematografiche Cinema è sogno che lo storico presidente dei David Di Donatello, Gian Luigi Rondi, ha definito monumentale.
Nel 2018 scrive il suo primo romanzo, "Le verità", edito da Cinema Edizioni e successivamente il libro "Lettere a mia figlia: il percorso della malattia di Alzheimer".
Insegna regia all'Università del Cinema e per istituti formativi pubblici e privati, collabora con l’Università di Foggia, l’Accademia di Belle Arti di Napoli – Corso di Cinema e Audiovisivo, con il Master Comunicazione del patrimonio culturale dell’Università di Napoli Federico II e con il Master Cinema e Tv dell’Università degli Studi di Napoli Suor Orsola Benincasa.
Giornalista iscritto all’Ordine della Campania, scrive di critica cinematografica su vari periodici e partecipa come opinionista di cinema sociale in trasmissioni televisive nazionali.
Dal 2022 è co-fondatore e gestore della sala Aequa cineteatrospazioarte di Vico Equense.
È, inoltre, giurato a vari festival cinematografici internazionali tra cui la Festa del Cinema di Roma per il premio Marc’Aurelio Esordienti.
"Il futuro di un bambino è adesso" racconta le storie delle tante persone coinvolte in A.G.O.P. Onlus, un’associazione che offre sostegno ai bambini malati di cancro e alle loro famiglie.
È un racconto sull’energia della vita giovane, ma anche sulle difficoltà di un sistema sanitario che non sempre funziona come dovrebbe, ritardando interventi che invece richiederebbero tempestività assoluta.
E questo non è accettabile.
Perché il futuro di un bambino è adesso.
Matteo Nicoletta è un regista, autore e attore romano. Laureato in Scienze della Comunicazione, si diploma all’Accademia di Recitazione Clesis Arte nel 2005, e sin da subito prende parte a diverse produzioni sia per il cinema che per la TV, oltre a recitare e diverse pièces teatrali.
Scrive, dirige ed interpreta diverse opere teatrali e audiovisive, fra cui il cortometraggio Cani di Razza, vincitore del Nastro d’Argento nella sezione cortometraggi come Miglior Commedia nel 2018. Vicino alle tematiche sociali, scrive e dirige il corto documentario Il Futuro di Un Bambino è Adesso.
La scuola è quel luogo mitico in cui il tempo si dilata, i professori parlano in loop e gli studenti vagano come superstiti di un’apocalisse di verifiche. Ma non tutto è perduto. Da un angolo remoto dell’istituto, due figure leggendarie — gli Spacciatori di Saperi — elargiscono strategie borderline per chi ha ormai esaurito la voglia di vivere… e di studiare.
Consigli senza senso? Certo.
Opinioni profonde su libri mai letti? A volontà. Domande esistenziali per mettere in crisi i professori? Il loro marchio di fabbrica.
In questa guida alla sopravvivenza scolastica, ogni insufficienza diventa performance, ogni materia un campo di battaglia, ogni studente un eroe tragico.
Una guida semiseria, semiprofessionale e completamente inutile… e proprio per questo, indispensabile.
Regista: Giordana Oliva
Nino è un ragazzo di circa dodici anni; non ha un padre, sua madre è assente per gran parte della giornata perché lavora, e lui deve prendersi cura del fratellino Marco, un bambino con sindrome di Down e disturbo dello spettro autistico. A scuola è vittima di bullismo da parte di alcuni compagni, finché un giorno l’insegnante scopre qualcosa che li costringerà a fare i conti con la propria coscienza.
Regista: Regista/Attore Michele Li Volsi nato a Palermo
- 2018: vincitore del premio migliore regista/ attore al festival cinema latinos di Marbella Spagna con mediometraggio Il professore e La ballerina.
- 2018: vincitore di vari festival migliore regia, sceneggiatura, fotografia
- 2019 vincitore del premio Rai cinema al festival internazionale tulipani di seta nera Roma con il cortometraggio Addio Clochard
- 2019 vincitore varie nicosia festival, Cefalù festival,
- 2020: vincitore del premio Rai cinema al festival internazionale tulipani di seta nera Roma per il secondo posto
- 2023: vincitore del premio Rai cinema nella piatta forma al festival internazionale tulipani di seta nera Roma il cortometraggio God's Forgiveness
Questo film è il primo episodio della serie documentaria animata “Hedgehog Windows”, dedicata alle esperienze vissute da persone neurodivergenti. La serie colma un’importante lacuna tra la ricerca e le testimonianze dirette, offrendo alle persone neurodivergenti una “voce” — in senso sia metaforico che letterale — grazie all’uso delle loro registrazioni vocali come base per la narrazione.
Guidato da un curioso e gentile riccio intervistatore, lo spettatore entra nella storia di Gaura, un artista con tratti di ADHD. La sua voce diventa una finestra sulle esperienze personali e condivise, offrendo riflessioni autentiche su identità, creatività e consapevolezza di sé. Invece di inquadrare la neurodivergenza attraverso etichette mediche, il film invita lo spettatore a riconoscersi e relazionarsi a prescindere da qualsiasi diagnosi.
Olia Kolesnyk (il Riccio) è un’artista multimediale ucraina che lavora nel campo della narrazione visiva, attraverso animazione 2D e stop-motion, scultura e illustrazione. Recentemente diagnosticata con ASD e ADHD, il suo percorso personale e il profondo interesse per la psicologia l’hanno portata a esplorare e condividere esperienze neurodivergenti attraverso l’arte. In particolare, si dedica a indagare il legame tra creatività e neurodivergenza.
Il suo lavoro documentario animato si concentra su vulnerabilità emotiva, profondità e metafora visiva — creando mondi narrativi immersivi in cui lo spettatore può sentirsi visto e compreso. L’esperienza personale di vivere con la neurodivergenza ha portato alla creazione del suo alter ego artistico, il Riccio, che compare nel film come intervistatore curioso e guida.
L’obiettivo di Olia è creare opere emotivamente risonanti, che abbraccino l’imperfezione, generino un senso di appartenenza e stimolino la riflessione. Dedica particolare attenzione a luci, texture, atmosfere autentiche ed espressioni dei personaggi. Vive in Germania e ha completato il suo Master in Expanded Media con Hedgehog Windows, il suo primo documentario animato completo, come parte pratica della sua ricerca sul legame tra arte e neurodivergenza.
Il giovane Angelo diventa il regista di una piccola compagnia teatrale siciliana che mette in scena la Passione di Cristo durante la Settimana Santa.
Il nuovo regista si troverà a gestire le dinamiche comiche del gruppo, erede di una tradizione secolare profondamente radicata in molte parti del mondo.
Regista: Salvatore Riggi
Il film, composto da quattro episodi distinti, racconta storie di bellezza e trasformazione in Sicilia, una terra attraversata ogni anno da un esodo, soprattutto di giovani, alla ricerca di un futuro migliore. È un viaggio che sottrae “braccia e cervelli” all’isola, accentuando lo spopolamento e l’abbandono dei territori.
“Siciliani sognatori”, di Giuseppe De Michele, non ha pretese antropologiche: mira dritto al cuore. È la storia di siciliani comuni che hanno compiuto azioni straordinarie nella propria terra: hanno sognato.
Ne emergono, nella loro splendida e semplice grandezza, i volti e le storie di Antonio Pasqualino, Andrea Bartoli e Florinda Saieva, Antonio Presti e Maurizio Spinello.
Regista: Giuseppe De Michele
I cittadini verdi sono coloro le cui vite, fatte di ideali, sono dedicate alla lotta contro la crisi ambientale, allo sviluppo di una coscienza ecologica, a sostegno di un mondo che deve vivere e non può morire.
Tra pascoli, ambienti rurali, militanza urbana e associazioni ambientaliste, il documentario racconta le realtà delle comunità rurali dell’Appennino, che vivono condividendo beni comuni, per garantire a tutti l’accesso alle risorse naturali.
Regista: Sara Reginella
Nata ad Ancona (Italia) nel 1980, è una psicologa clinica e giuridica, nonché psicoterapeuta freelance.
Nel 2016 ha conseguito il diploma in Regia e Sceneggiatura presso l’Accademia Nazionale di Cinema di Bologna. Parallelamente alla sua attività di psicologa, ha sviluppato autonomamente un percorso formativo di specializzazione in produzione video, ripresa e montaggio.
Dal 2015 si reca personalmente in aree di conflitto, impegnandosi attivamente nel campo del documentario. Dal 2021 ha iniziato anche a scrivere libri.
Le sue opere sono il frutto di un impegno volto a sensibilizzare sull’emergenza delle condizioni di vita delle popolazioni colpite dai conflitti. In esse si integrano il suo interesse per le dinamiche psicologiche con un attento sguardo sugli eventi contemporanei.
Il set del film L’ordine del tempo, trasformato in un'Arca di Noè, accoglie cast e troupe isolati per cinque settimane tra riflessioni sul clima, le guerre e il futuro.
Il meteorite della storia diventa nel documentario una potente metafora della crisi reale vissuta dai protagonisti.
Sabrina Iannucci (Roma, 1989) è una regista e autrice. Dopo la laurea in Lingue, si forma con Claire Simon e Leonardo Di Costanzo.
Nel 2019 scrive e dirige Non può essere sempre estate, documentario premiato alla Festa del Cinema di Roma e selezionato in numerosi festival nazionali e internazionali.
Nel 2023 dirige Oltre il tempo, l’amore, con Alessandro Gassman e altri volti noti, presentato al Festival dei Popoli e distribuito da Pathos Film. Nel 2024 realizza il cortometraggio Amarena, selezionato a Filming Italy Los Angeles, Female Characters Film Fest, I-Fest, e vince a Ravenna il Premio Marescotti per la migliore interpretazione in un cortometraggio italiano. Attualmente sta sviluppando il suo primo lungometraggio di finzione, 7 anniversari, e il documentario Giulia - Ciò che accade non si ripeterà mai più.
Parallelamente lavora a commercial per Bvlgari, Brunello Cucinelli, Montblanc e realizza contenuti BTS sui set cinematografici.
Hannah, una giovane attrice, è costretta a competere per il ruolo di Lady Macbeth contro la sua amica, di cui è segretamente innamorata.
Regista: Doron Neeman
Il film racconta la storia di una classe di scuola elementare durante il tempo di guerra, mostrando due ambienti contrastanti: uno pieno di gioia e giochi, l’altro carico di ansia e tensione.
Tra le sirene bianche e rosse, l’insegnante inizia a correggere i compiti degli studenti. In quel momento, uno degli alunni si trova ad affrontare una difficoltà che lo mette in una situazione delicata.
Minoo Taheri
Nata nel 1968 a Isfahan, è una stimata educatrice, scrittrice, ricercatrice e accademica interdisciplinare, specializzata in letteratura per l’infanzia e scienze dell’apprendimento. È laureata in Scienze dell’Educazione e ha conseguito un master in Linguistica. Il suo percorso artistico ha preso avvio durante l’infanzia presso l’Istituto per lo Sviluppo Intellettivo di Bambini e Giovani e la Youth Cinema Society di Isfahan, dove ha coltivato i suoi talenti creativi. Da adolescente, Taheri ha dimostrato una versatilità eccezionale in diversi ambiti artistici—fotografia, scrittura, recitazione e regia—ricevendo riconoscimenti e premi in festival nazionali. Pur classificandosi terza nell’esame nazionale di ammissione alle arti, vincoli familiari le hanno impedito di intraprendere studi formali in cinema. Dal 1989, Taheri ha dedicato la sua carriera all’insegnamento della lingua persiana ai bambini iraniani, lavorando come educatrice e formatrice curriculare. Ha sviluppato risorse educative innovative e progettato ambienti di apprendimento collaborativi e dinamici per coinvolgere i giovani studenti. Dopo una pausa di tre decenni dalla regia, le sue aspirazioni cinematografiche si sono riaccese grazie a una collaborazione significativa con suo figlio Pouya. Il suo soggetto del 1988, Code Red, è stato finalmente realizzato come film nel 2024 con il sostegno di Majid Azizi, segnando un trionfale ritorno al cinema e completando un cerchio creativo iniziato molti anni prima.
Majid Azizi
Nato nel 1983, è un affermato documentarista, sceneggiatore e produttore televisivo iraniano con oltre vent’anni di esperienza in produzioni artistiche, documentari, film narrativi e programmi televisivi. Nel corso della sua carriera ha realizzato numerosi documentari, cortometraggi e produzioni televisive di grande rilievo. Il suo documentario Beigdar gli è valso l’American International Film Festival Award nel 2018, mentre è noto anche per la regia del film Date of Issue.
Negli ultimi anni si è distinto come produttore televisivo, in particolare con programmi reality come Influence, Green House e Let’s Build. Negli ultimi quattro anni ha dedicato il suo impegno al documentario di ricerca più ambizioso: Iranzad, un lavoro approfondito basato su interviste a oltre mille persone, destinato a diventare una delle più vaste narrazioni audiovisive sul popolo iraniano. Il film è in uscita a breve.
Oltre al cinema, Azizi ha una vasta esperienza come giornalista, fotografo e videomaker. È stato anche docente in università e istituzioni artistiche. Fluente in arabo e inglese, ha viaggiato in più di trenta paesi nel mondo, arricchendo la sua visione con una profonda comprensione interculturale.
Mohammad Wali Gandami è l’ultimo mugnaio capace di costruire e riparare i mulini a vento tradizionali dell’Iran.
A 68 anni, continua a prendersi cura della manutenzione dei mulini a vento nella città di Nashtifan, preservando tecniche ancestrali in via di estinzione.
Nasim Soheili è una regista originaria di Mashhad, Iran. Laureata in comunicazione sociale, ha lavorato per molti anni come giornalista sociale. Le sue radici familiari nel cinema e il suo impegno nei diritti delle donne e delle minoranze etniche l’hanno ispirata a realizzare documentari.
Dopo aver completato un corso biennale di cinema presso l’Iranian Youth Cinema Society, ha iniziato a dedicarsi alla ricerca e alla realizzazione di cortometraggi documentari. Tra le sue opere precedenti figurano Maat ed Eil Banu. Maat è stato selezionato per numerosi festival internazionali, tra cui il prestigioso Cinema Vérité International Documentary Film Festival.
Oltre alla ricerca e alla realizzazione di film documentari, Nasim lavora attualmente come docente presso università e scuole cinematografiche e continua il suo impegno come attivista sociale.
In una città devastata dalla guerra, una donna coraggiosa si confronta con un dilemma straziante.
Divisa tra il profondo amore per il marito, un soldato al fronte, e una passione intensa e proibita con una giovane donna, si ritrova travolta da un turbine di desiderio e senso di colpa.
Mentre attende con ansia notizie sul destino del marito, lotta con il pensiero segreto che lui possa non tornare mai, liberandola così per abbracciare un amore che la società condanna.
Questo film potente esplora la complessità dell’amore, della lealtà e del cuore umano nei tempi più oscuri.
Regista: Mehdi Mahaei
Scrittore, Regista, Produttore e Distributor, vincitore di numerosi premi in oltre 50 festival cinematografici per i film The Dolls Game e A Winner.
Fondatore e responsabile della prima casa di distribuzione e produzione cinematografica in Iran: First Screen Film Distribution & Production.
Membro delle giurie al Nepal Film Festival, Lampa Film Festival e Mena Film Festival.
Sébastien lavorava come responsabile di un centro giovanile quando ha vissuto un episodio di burnout.
Insieme alla moglie Eva, anche lei educatrice, ha lasciato il lavoro per realizzare un film sull’educazione. Durante il loro viaggio attraverso quattro continenti, hanno preso coscienza dell’impatto che la società esercita sulla libertà individuale fin dalla più tenera età.
Da lì, hanno iniziato a interrogarsi sul ruolo dell’educazione nell’evoluzione collettiva.
Regista: Sebastien Casagrande
L’unico ricordo che Morî conserva di suo padre è una registrazione audio della storia che gli raccontava. Mori ascolta di tanto in tanto quel racconto.
Un giorno, arriva un nuovo insegnante a scuola. Quando Morî lo vede, è convinto che si tratti di suo padre. La sua insistenza su questo punto dà origine a un legame emotivo profondo tra lui e il maestro.
Yakup Tekintangaç, nato ad Ağrı nel 1980, si concentra principalmente sui temi dell’infanzia, dell’identità e dell’appartenenza nei suoi cortometraggi. Con il corto Azad ha ricevuto numerosi premi in festival nazionali e internazionali, raggiungendo anche 1,5 milioni di visualizzazioni su YouTube.
Il suo nuovo cortometraggio, Morî, sostenuto dal programma europeo Civil Thinking, ha avuto la sua prima mondiale nella sezione principale del concorso del 70° Festival Internazionale del Cortometraggio di Oberhausen, uno dei più prestigiosi al mondo. Il percorso festivaliero di Morî è ancora in corso.
Due giovani decidono di partecipare a una partita di poker per saldare i propri debiti.
Ad attenderli al tavolo ci sono il Boss e uno strano individuo, l’Uomo Ricco, che si offre di garantire il denaro a patto che i due accettino di giocare secondo le sue condizioni inderogabili.
Antonio Amarena è nato a Melfi (Potenza, Italia) nel 1999. Durante gli anni del diploma entra in contatto con l'ambiente teatrale, lavorando dietro le quinte come capo scenografo dello spettacolo
"1789 - Storia d'amore e di rivoluzione".
Nel 2020 viene selezionato dal CINIT per un corso di sceneggiatura "Tratto da una storia vera - il cinema del reale" supervisionato dal regista e sceneggiatore Alessandro Padovani.
Nel 2023 fonda un'associazione culturale dal nome "Ameba Culturae" e ne diventa segretario. Sempre nello stesso anno gira un piccolo spot/report chiamato "Melfi Cittadina", inoltre, nello stesso anno, viene selezionato dalla Scuola di Cinema Sentieri Selvaggi per svolgere un Corso di Regia Operativo a Roma, tenuto da Toni Trupia.
Nel 2024 viene selezionato dal Bari International Film&TV Festival (BIFEST) per il laboratorio di sceneggiatura, tenuto dall'insegnante di Sceneggiatura del Centro Sperimentale di Cinematografia Silvia Napolitano.
“Ricordo soprattutto il futuro”, disse S. Dalì.
Ed è proprio dal valore prezioso e simbolico che la memoria assume per il progresso di ogni persona che nasce l’idea di un docufilm, con l’obiettivo di tradurre in immagini, poesia e musica alcuni ricordi degli studenti del CPIA di Messina.
Registi: Salvo Presti e Emanuele Torre
Ambientato nell’atmosfera da incubo di Venezia, Chloe, una giovane madre single, lotta per ottenere l’affidamento del figlio Sammy dopo aver perso la casa in seguito a un’aggressione da lei commessa.
Matthias Salzburger è uno sceneggiatore e regista italiano pluripremiato con base a Londra. I suoi cortometraggi The Loop (2016), I Am Mia (2018) e Thicker Than Water (2020) hanno ricevuto ampi consensi dalla critica e sono stati selezionati in oltre 40 festival internazionali.
I Am Mia ha debuttato al NewFest 2018 di New York e ha avuto una distribuzione cinematografica al Laemmle NoHo 7 Cinema di Los Angeles, qualificandosi per la selezione agli Oscar 2020. Allo stesso modo, Thicker Than Water è stato presentato in anteprima al Manchester Film Festival, ottenendo la qualificazione per i BIFA e i BAFTA.
Matthias ha affinato le sue competenze registiche presso la USC School of Cinematic Arts, sotto la guida del regista candidato all’Oscar Michael Toshiyuki Uno, e alla London Southbank University. Ha inoltre studiato produzione presso la NFTS, con la mentorship della produttrice Thembisa Cochrane e di Chris Auty.
Recentemente ha completato Chloe, un cortometraggio ambizioso e al contempo episodio pilota, interpretato da Charithra Chandran (Dune Prophecy, Bridgerton) e Roberto Citran (due volte candidato al David di Donatello). Il film è stato presentato all’interno del programma dell’Italian Pavilion alla 81ª Mostra del Cinema di Venezia.
Per il suo lavoro narrativo, Matthias è stato citato su La Repubblica, The Hollywood Reporter e nella rivista cinematografica italiana HotCorn. È membro di Directors UK.
Ramiro Lezcano è un insegnante di musica in una scuola rurale dell’Argentina più remota, che decide di intraprendere una campagna per denunciare la tragedia degli agrotossici che stanno facendo ammalare gli alunni del suo istituto.
Il suo percorso lo porterà a incontrare sostenitori inaspettati e potenti oppositori.
Mauricio Albornoz Iniesta, laureato in Design dell’Immagine e del Suono presso l’Università di Buenos Aires, ha ricoperto ruoli chiave nel settore audiovisivo. La sua esperienza spazia dalla regia alla produzione esecutiva, dal montaggio alla sceneggiatura, fino all’assistenza alla regia. Insegna anche presso l’Universidad Abierta Interamericana.
Tra i suoi lavori più recenti come regista spicca la serie documentaria Ara San Juan, il sottomarino scomparso, distribuita a livello mondiale su Netflix. Ha diretto anche diverse serie documentarie trasmesse da Red Bull TV e altre emittenti televisive, tra cui Profiles, De cerca, La Gallera, Argentina tiene magia, Orgullo + e Bestiario.
Ha inoltre collaborato come sceneggiatore, assistente alla regia e montatore in film premiati a livello internazionale, come Sangre en la boca, El tango de mi vida, El camino del vino, El duelo del vino, El mejor sommelier del mundo e Panash, tutti distribuiti nei cinema di tutto il mondo.
Attualmente è impegnato nella post-produzione del suo documentario di lungometraggio Yogacharini. La sua carriera riflette un costante impegno per la qualità e il racconto d’impatto nel mondo del documentario.
La complessa crisi nella vita di Kimia e Farid, sposati da dodici anni, distrugge il mondo sereno dei loro figli, bambini che conoscono solo la semplicità e la gentilezza della vita.
Regista: Babak Khajehpasha
Attraverso l’immaginazione di un bambino, viene raccontato il viaggio di un uomo che, dopo essere caduto vittima delle proprie paure, deve attraversare un mondo strano, un universo pieno di magia, dove sarà costretto a confrontarsi con i propri timori e conflitti del passato.
In questo percorso dovrà trovare le soluzioni per il futuro e riscoprire così la propria identità.
Jorge Morais è un rinomato filmmaker indipendente e artista originario di Vigo, in Spagna. Il suo percorso artistico inizia sin da giovanissimo, intrecciandosi sin dalle prime battute con discipline come disegno, pittura e scultura, quest’ultima divenuta però la sua principale vocazione creativa.
Durante gli anni formativi, Morais si avvicina alla street art e alla pittura murale, sviluppando uno stile espressivo distintivo che attira l’attenzione di brand commerciali interessati a collaborazioni artistiche e pubblicitarie. Questo lo conduce a un’immediata transizione verso la decorazione e la scenografia teatrale, dove dirige con successo team di progetto in Spagna e Portogallo, già prima di terminare gli studi secondari.
Durante la sua carriera nelle Belle Arti, Morais si muove con disinvoltura tra scenografia, pittura e illustrazione, operando sia in Galizia sia in Portogallo. Queste esperienze poliedriche si concretizzano in progetti collettivi, mostre pittoriche e campagne pubblicitarie. Inoltre, guida un collettivo di giovani artisti noto come New Order Productions, che affina ulteriormente le sue capacità creative e di leadership. Quest’ultima lo guida verso il mondo dell’animazione, una volta conseguita la laurea alla Facoltà di Belle Arti.
Nel 2010, Morais realizza il suo primo cortometraggio animato, The Painter of Skies, come progetto conclusivo del suo Master in animazione. Il film ottiene un immenso successo, venendo selezionato in oltre 300 festival e vincendo 125 premi a livello mondiale. Questo trionfo segna l’inizio di una serie di viaggi e collaborazioni con studi e case di produzione in Portogallo, India, Inghilterra, Italia e Germania. In tali contesti, si specializza in produzione, design, animazione, modellazione e cinematica, rafforzando notevolmente il proprio profilo professionale nel mondo dell’animazione. Ogni esperienza offre approfondimenti unici e apre nuove opportunità collaborative, contribuendo alla sua comprensione e padronanza completa del campo.
A mi padre è un ritratto cinematografico intimo e luminoso di León, un adolescente che esprime il desiderio di emanciparsi dal padre, nel momento in cui si avvicina ai diciott’anni.
Nel villaggio messicano in cui è nato, León si sintonizza con il ritmo della natura e con la voglia di costruire il proprio cammino nel mondo, ricordandoci che la felicità risiede nei momenti più semplici. In questo processo, León assimila una parte della propria identità biculturale e delle proprie radici, risvegliando in sé un profondo senso di comprensione, accettazione e libertà.
León incarna la dualità: il contrasto tra luce e ombra, tra nord e sud, tra adolescenza ed età adulta.
Il secondo lungometraggio di Pablo Diconca è un’immersione delicata e sensibile, codiretto con suo figlio León. Il film si muove ai confini tra cinéma vérité, documentario d’archivio e narrazione personale, intrecciando sequenze poetiche e intime che conferiscono all’opera una dimensione onirica e astratta.
León ci invita a essere testimoni della storia della sua famiglia, divisa e sradicata. In questo racconto incentrato sul rapporto padre-figlio, egli riflette la dualità: tra adolescenza ed età adulta, luce e oscurità, nord e sud, vita e morte.
Pablo Diconca dirige documentari, videoarte e film di fiction dal 1997. Le sue opere sono state presentate in festival internazionali e trasmesse da emittenti come Canal+ Francia, ARTV e Bravo! Si definisce un creatore indipendente e da questa prospettiva esplora il cinema d’autore.
Dopo aver realizzato oltre quindici cortometraggi, nel 2012 il suo lungometraggio Dos días y medio ha ricevuto il premio come Miglior Film al 25° Rencontres Cinéma Nature in Francia. Il cortometraggio Abismo ha ottenuto il Premio del Pubblico in quattro paesi (Barcellona, Montevideo, Colombia e Italia) e il premio come Miglior Film di Danza al Festival Internazionale del Cinema di Verona e al Manhattan Independent Film Festival.
Nel 2016, Abismo è stato riconosciuto come il cortometraggio di danza più premiato al mondo, con oltre venti riconoscimenti internazionali.
In un mondo distopico e sterile, l’empatia è considerata una malattia da estirpare. Gli individui vengono internati in ospedali dove la cura consiste nell’annullamento completo delle emozioni.
Per essere ammessi di nuovo nel “mondo reale”, i pazienti devono superare un test crudele: osservare scene di ogni tipo senza battere ciglio, senza commuoversi, senza provare alcun moto di compassione. Chi fallisce, resta recluso altri tre anni.
Beatrice, una giovane paziente dal cuore inquieto, si rende conto che tutto ciò è profondamente sbagliato. In lei nasce un fuoco.
Decide allora di disobbedire, fuggendo dall’ospedale in una corsa disperata verso la libertà emotiva, verso la verità, verso il diritto di sentire. La sua fuga non è solo fisica, ma anche simbolica: una rivendicazione dell’umano, dell’empatia, dell’essere vulnerabili insieme.
“NOI” è il grido silenzioso di chi sceglie di restare umano, in un mondo che chiede solo obbedienza emotiva.
Regista: Marco Cassini
Attore e regista. Diplomato in recitazione al Centro sperimentale di cinematografia. Docente di recitazione presso Nuova Accademia Belle Arti di Milano e Accademia Zeronove.
Frammenti di un mondo intrappolato in una disintegrazione ciclica.
L’eco di un conflitto globale galleggia su un mare che non compare, mentre un’entità di controllo si insinua lentamente, modellando e reprimendo il tessuto della realtà.
In questa zona sospesa, l’assedio si fonde con la condizione esistenziale, rendendo la casa una proiezione dell’anima: fragile, aggrovigliata e costantemente minacciata.
L’infanzia è il residuo di un tempo perduto, ora spettatrice silenziosa della rovina.
L’assedio è ciclico, inevitabile, non è confinato a un solo luogo, non ha trama, è ovunque, senza un inizio o una fine visibili.
Regista: Nicola di Chio
"Abuse of perfect data" esplora la memoria generazionale attraverso filmati in 16mm digitalizzati, girati da mio nonno negli anni ’50 e ’60. Rielaborando questo materiale d’archivio, intendo mettere a confronto la lentezza del mondo analogico del passato con la realtà frenetica e consumistica della mia generazione.
Il titolo del progetto invita alla riflessione sul concetto di “dati”, creando un ponte tra le epoche analogica e digitale, e sottolineando il senso di disconnessione, l’incertezza verso il futuro e l’anestesia dell’ansia che caratterizzano l’esperienza giovanile contemporanea. Si indaga il confine generazionale in cui il patrimonio personale si intreccia con i cambiamenti sociali e tecnologici, facendo emergere percezioni profondamente diverse che definiscono ogni epoca.
Questo progetto è un invito a una consapevolezza collettiva per orientarsi nei paesaggi culturali e tecnologici in continua trasformazione, e sottolinea l’importanza di favorire un dialogo che superi i confini generazionali.
Regista: Viola Casertelli
Nata in Italia nel 1997, con origini familiari venezuelane.
Artista multimediale attiva nel campo dell’audiovisivo. Laureata in Sociologia e Ricerca Sociale, ha frequentato una scuola professionale di cinema a Milano.
Lavora come montatore video e casting director, con un’attenzione particolare alle narrazioni inclusive. Appassionata di ricerca e rappresentazione, senza gerarchie né esclusioni.
Abbandonata da Giasone, uomo per cui ha sacrificato tutto, Medea si confronta con il mondo che l’ha giudicata folle. La sua voce si fonde con quella del coro, in un crescendo che la porterà a compiere l’estremo gesto: annientare la stirpe di Giasone.
Da sempre appassionato di cinema d'animazione e composizione musicale, inizia a realizzare cortometraggi animati dall'età di 14 anni, sperimentando diverse tecniche come l'animazione tradizionale, la stop motion e il rotoscoping. Nel 2014 vince il premio nazionale di composizione musicale “Indicibili (in)canti” indetto dal MIUR. Frequenta a Roma il liceo artistico Confalonieri De Chirico, durante il quale realizza il cortometraggio di animazione “Antigone”.
Dopo il diploma, nel 2021, consegue il master in “3D digital production” presso la Rainbow Academy, dove si specializza come modellatore CGI. L'anno successivo inizia a lavorare alla Rainbow CGI come modellatore, contribuendo alla realizzazione delle serie Disney junior “Pupstruction” e “Superkitties”.
Contemporaneamente inizia a lavorare alla parte visiva e musicale del cortometraggio animato “Orfeo ed Euridice”.
Creatività come strumento di resilienza e arte come mezzo per affrontare le sfide legate alla salute mentale: sono questi i temi al centro di DEEP BLACK, il nuovo documentario del regista sardo Roberto Pili. Il film racconta come l’arte possa diventare terapia ed espressione personale attraverso la storia significativa di Davide Lai, scrittore storico sardo noto nel mondo dell’arte urbana con lo pseudonimo NERO.
La partecipazione di figure iconiche della cultura hip-hop italiana — come Danno, Kaos One e DJ Ice One — insieme a professionisti del settore della salute mentale, arricchisce il progetto offrendo prospettive uniche su come l’espressione artistica possa rappresentare uno strumento potente per favorire il benessere mentale, affrontare traumi e difficoltà, e illuminare il percorso attraverso l’oscurità.
Regista: Roberto Pili
Regista documentarista, fotoreporter e videomaker cagliaritano con una solida carriera e un’esperienza vasta nel campo del giornalismo visivo. Nato a Cagliari, dopo aver completato gli studi artistici, ha trasformato la sua passione per la fotografia in un lavoro professionale, collaborando con numerose testate giornalistiche sia regionali che nazionali.
Le sue aree di specializzazione includono cronaca, attualità, politica, cultura, sport e reportage, evidenziando la sua versatilità e capacità di affrontare diverse tematiche con professionalità.
Le sue foto sono state pubblicate nei più importanti quotidiani regionali sardi, in diversi periodici sardi, nazionali e internazionali. Oltre al lavoro di reportage, si dedica anche all'insegnamento, ricoprendo il ruolo di docente di fotogiornalismo e street photography. Infine, ha collaborato come videomaker con diversi artisti, contribuendo alla creazione di contenuti multimediali e promuovendo l'arte attraverso la sua opera. La sua carriera dimostra un impegno profondo nell'ambito del fotogiornalismo e della promozione culturale in Sardegna e oltre.
2023 » doc Lucy - Un Destino da Pioniera: regia, montaggio, fotografia, Riprese
2021 » doc Bboy Fiero: la Passione e' la mia Forza: regia, montaggio
2012 » doc CA4arts- 4 Arti una sola Strada: regia, soggetto, sceneggiatura, montaggio, fotografia
All’alba del mattino, una famiglia si reca in prigione per assistere all’esecuzione dell’assassino del proprio figlio…
Regista: Nima Tabandeh
Studente magistrale in cinema presso l’Università d’Arte di Teheran.
Mahsa, una giovane donna prossima al matrimonio, si ritrova in difficoltà a causa di una tradizione consuetudinaria che colpisce le donne non sposate.
In cerca di aiuto, si rivolge alla sua amica Afra, che però si troverà ad affrontare una sfida formidabile.
Hossein Zargham, nato nel 1985 a Teheran, ha studiato teatro a livello di diploma e ha conseguito una laurea in regia cinematografica.
Ha lavorato in vari ambiti della produzione cinematografica, tra cui montaggio, direzione della fotografia, fotografia e gestione della produzione. Inoltre, ha lavorato come fotografo e regista di documentari dietro le quinte per diverse produzioni teatrali.
In precedenza ha diretto due cortometraggi e diversi teaser promozionali. Vanta anche annunci e videoclip.
Per offrire il meglio, si investono tempo, energie e risorse preziose, ma questo impegno non sempre viene apprezzato, riconosciuto, rispettato o valorizzato dagli altri. Uno spirito di tale abnegazione può essere sostenuto solo da una Fede nobile.
Oltre a mostrare i progressi dell’Intelligenza Artificiale, questo film trasmette anche Messaggi Ricchi di Significato.
Regista: Kavi Chua
Questa è una storia simile a una fiaba adatta ai bambini. Racconta di un angelo con poteri di guarigione che scende nel mondo umano per fare esperienza delle cose umane, come camminare su due piedi, essere tentato dall’oscurità ma tornare rapidamente sul sentiero della Luce, imitare gli esseri umani indossando le scarpe per camminare, osservare le Benedizioni reciproche che gli esseri umani conservano in bottiglie, pregare per l’umanità, guarire, sperimentare la bellezza del giorno e della notte, fare il Pastore e prendersi cura del gregge di Dio.
Regista: Kavi Chua
Nelle strade devastate dalla guerra di Gaza, Khaled, un ragazzo palestinese di 16 anni, assiste inorridito mentre caccia israeliani bombardano un ospedale pieno di bambini innocenti. Le grida dei feriti risuonano nella sua mente, i corpi senza vita lasciano una cicatrice indelebile nella sua anima.
Perseguitato dal dolore e spinto da un senso di giustizia, Khaled fracassa il suo vecchio salvadanaio d'infanzia—l'ultimo residuo del suo futuro rubato. Con i suoi magri risparmi, si rivolge a Jalal, un oscuro mercante d'armi, e compra una sola granata. Il peso che sente in mano è pesante, ma la sua determinazione lo è ancora di più.
Con dita tremanti ma con un cuore incrollabile, mette in atto il suo piano—distruggendo un veicolo militare israeliano in un atto di ribellione. Ma quando il fumo si dirada, una sconvolgente verità si abbatte su di lui: il denaro che ha usato per acquistare la granata è finito proprio nelle tasche di un produttore statunitense di armi—lo stesso che fornisce le bombe per annientare il suo popolo.
Regista: Hassan Alizadehghadikolaei
Hassan ha avviato la sua carriera artistica nel 1995 come assistente alla regia nel gruppo teatrale dell’Università Shahid Beheshti. All’epoca era studente di Ingegneria del Software, ma coltivava parallelamente una forte passione per l’arte, dove ha appreso le basi della drammaturgia e della regia. In quei primi anni si avvicinò al cinema studiando manuali e recensioni: fra questi, Basics of Screenwriting di Syd Field lo ispirò a scrivere il suo primo soggetto, intitolato Date on the Beach.
Ha poi seguito un corso completo di filmmaking presso l’Art Center e uno specifico di documentario alla Documentary House. Ha frequentato diverse masterclass con registi e sceneggiatori come Farshad Fadayian, Mehrdad Oskoui, Mohammadreza Vatandoost e Mehdi Zamanpour.
La sua filmografia include:
The Sound of Water Footsteps (2011): il suo primo cortometraggio da regista.
Original Identity (2013): primo documentario lungometraggio scritto e diretto, nato come esercizio formativo.
College of Girls (2018): cortometraggio documentario sperimentale incentrato sui diritti delle donne, selezionato in vari festival internazionali.
Aghajan Cinema Actor (2021): documentario sperimentale semi‑professionale, presentato in festival esteri.
Inoltre, Hassan ha ideato e realizzato numerosi video educativi, animazioni, teaser promozionali e trailer. È stato anche supervisore in progetti studenteschi in ambito multimediale, animazione e game design.
In “Wilding” intraprendiamo un affascinante viaggio nella creazione di un prato di fiori selvatici, un ambizioso progetto nel cuore della città di Oeiras, dove il Comune punta a contrastare il declino degli impollinatori nel vasto patrimonio appartenuto a uno dei ministri più potenti e controversi della storia del Portogallo: il Marchese di Pombal.
Mentre un team dedicato di biologi dà vita a questo prato fiorito, il film svela altri momenti coinvolgenti: dalla cattura di un barbagianni che vive in un edificio storico – simbolo della resilienza della fauna urbana – agli sforzi di un biologo che coltiva un legame speciale con le “sue” api selvatiche a casa, con l’intento di reintrodurle nel nuovo habitat.
Il documentario esplora le sfide affrontate da questo gruppo nel trasformare la proprietà del Marchese, rivelando al contempo la loro crescita personale e le loro riflessioni sul valore degli spazi verdi in ambito urbano.
“Wilding” dipinge un vivido ritratto di una città segnata dall’eredità agricola del Marchese di Pombal e dal potere dell’azione collettiva, invitando lo spettatore a riflettere sulle possibilità di armonizzare lo sviluppo urbano con il mondo naturale all’interno delle proprie comunità.
Carolina Castro Almeida, nata a Chaves nel 1991, si è laureata in Pittura presso la Facoltà di Belle Arti dell’Università di Lisbona. Dal 2015 lavora nella produzione cinematografica, contribuendo a festival, eventi, pubblicità, soap opera e numerosi progetti di documentario e fiction. Oltre alla produzione, Carolina si dedica all’illustrazione e al design grafico, realizzando illustrazioni promozionali, libri per bambini, disegni scientifici, storyboard pubblicitari e locandine cinematografiche.
Miguel Cortes Costa, classe 1993, è cameraman e consulente biologico con otto anni di esperienza in documentari girati in Europa, Africa e Sud America per emittenti nazionali e internazionali. Ha co-diretto il suo primo documentario, Malcata – Il racconto di una catena montuosa solitaria (2020), prodotto da Carolina Castro Almeida e premiato in diversi festival, tra cui CineEco. Il film è stato trasmesso a livello nazionale da SIC e presentato a livello globale dall’Istituto Camões.
A seguito della distribuzione internazionale di Malcata, Carolina e Miguel hanno fondato la casa di produzione LengaLenga Films, dedicata a natura, storia e scienza. Hanno recentemente completato un nuovo documentario, “Wilding” (2024), che intreccia storie di api selvatiche, spazi verdi urbani e il lascito di uno dei ministri più controversi del Portogallo.
Sara, nota climatologa e divulgatrice, lavora per una commissione ambientale che approva la costruzione di un piccolo B&B in una pineta in riva al mare.
Un politico corrotto modifica il piano regolatore per effettuare una speculazione edilizia che raderà al suolo la pineta. Sara, aiutata da una misteriosa ragazza, farà di tutto per impedirlo.
Mauro Perazzi è un film-maker, fotografo e compositore italiano.
Su Apple Books pubblica un'opera multimediale intitolata “Orizzonti degli eventi”, una raccolta di poesie, fotografie e musiche dedicate alle suggestioni generate dai riflessi delle acque del Garda e proiettata al Vittoriale degli Italiani.
Dopo aver realizzato cortometraggi e colonne sonore, nel 2019 realizza il suo primo lungometraggio intitolato “Blue Water”, genere drammatico/sportivo distribuito negli USA da Indieflix e in Italia da Prime Video; la tematica affronta il senso di colpa e la redenzione, nonché l'ambiguità e le contraddizioni del comportamento umano. Nel 2021 realizza un documentario lirico sulla vita di un fiume intitolato “River Symphony”, un'opera visivo-musicale che affronta l'attesa dell'acqua da parte degli elementi naturali. Nel 2024 è finalista al RIFF di Roma con un soggetto cinematografico e sempre nel 2024 è finalista in diversi Festival con il cortometraggio SETE, prima parte di una trilogia sulle conseguenze dei cambiamenti climatici. SUOLO rappresenta il secondo atto.
A Lopera, un piccolo paese della provincia di Jaén, la promessa della transizione ecologica si trasforma in un incubo: gli uliveti secolari, testimoni della fatica e della dedizione di generazioni di agricoltori, vengono sradicati per fare spazio a giganteschi impianti fotovoltaici. È una battaglia iniqua tra potenti corporazioni e una comunità decisa a difendere la propria terra.
Attraverso testimonianze dirette, immagini suggestive e un’analisi approfondita del modello energetico attuale, Forced Renewables mette in luce come il progresso, quando mal pianificato e alienato dalla vita rurale, possa generare un disastro ecologico, sociale ed economico senza precedenti.
Scopri il lato oscuro delle energie rinnovabili in Spagna. Con Forced Renewables si rivelano gli impatti ambientali e sociali di progetti implementati senza una vera pianificazione e rispetto per le comunità rurali.
Francisco Javier Fernández Bordonada lavora da anni come guida turistica e fotografo di paesaggi. Specializzato in fotografia aerea per i settori agroalimentare e turistico, negli ultimi anni ha raccolto un ampio archivio dedicato ai cambiamenti climatici e allo spopolamento.
Attualmente vive tra l’Aragona e Malaga, sulla Costa del Sol in Andalusia, e ha esordito come documentarista con El paisaje del Olivar (2021), il suo primo lungometraggio documentario, con il quale ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti internazionali (25).
El Caballo Español: El Origen (2023), il suo ultimo documentario, racconta la storia del cavallo spagnolo attraverso i secoli, grazie alle testimonianze di alcuni tra i massimi esperti del settore equestre. Questo documentario, attualmente distribuito a livello mondiale dalla casa di distribuzione X4 Pictures di Los Angeles, ha già ottenuto oltre trenta selezioni, premi e nomination nei primi sei mesi di circuitazione nei festival internazionali di cinema indipendente.
Mountains in Harmony (2024), premiato più recentemente, affronta le controversie legate agli interessi economici sulle risorse ambientali nei paesaggi rurali. Attualmente, attraverso la sua casa di produzione indipendente BordonadaFilms, è impegnato nella realizzazione di contenuti informativi e divulgativi.
Si è formato presso l’Istituto RTVE, dove ha seguito corsi di specializzazione in Direzione di Produzione e Coordinamento della Post-produzione, Documentario Creativo e Cinema di Non-fiction, e piattaforme OTT.
Negli ultimi cinquant’anni, quattro dighe federali sul Lower Snake River, nello Stato di Washington, sono state identificate come la causa principale del declino dei pesci anadromi dell’Idaho.
"The Snake and the Whale" svela gli accordi corrotti che hanno portato alla costruzione delle dighe e le campagne messe in atto per occultare il loro ruolo in questo disastro ecologico in corso.
Le dighe hanno avuto anche un impatto devastante su un gruppo di orche assassine che vive al largo della costa di Washington, note come Orche Residenti Meridionali, che si nutrono principalmente del salmone del fiume Snake. Oggi questi maestosi cetacei sono in cima alla lista delle specie in pericolo.
John Carlos Frey (nato il 3 novembre 1969) è un regista documentarista, giornalista investigativo e autore vincitore di sei Emmy Awards. Originario di Tijuana, Messico, vive a Los Angeles, California.
Il suo lavoro investigativo è stato trasmesso da HBO, Netflix, Hulu, PBS, NewsHour, 60 Minutes, ABC, NBC, CBS, CNN, Nightline, Democracy Now!, The Weather Channel, Dan Rather Reports, Fusion TV, Univision e Telemundo. Ha anche scritto articoli per testate come Los Angeles Times, Huffington Post, Salon, NBC.com, Washington Monthly e El Diario.
Tra i suoi documentari indipendenti più noti: Invisible Mexicans of Deer Canyon, The Invisible Chapel, The 800 Mile Wall, One Border One Body, Life and Death on the Border.
È stato il corrispondente principale dell’episodio di PBS’s Need To Know del 15 febbraio 2013, intitolato Outlawed In Arizona, dedicato alla lunga disputa sul programma di studi messicano-americani a Tucson, Arizona.
Questa è la storia di Sofia, una giovane biologa marina originaria delle Galápagos, in Ecuador, che ritrova il legame con il padre assente attraverso la loro passione condivisa: salvare lo squalo più grande del mondo, lo squalo balena.
Ignacio Walker è un direttore della fotografia candidato agli Emmy nel 2022, noto per il documentario di Netflix Our Great National Parks (2022), Our Planet (2019), Life on Our Planet (2023) e Patagonia per CNN (2022). Nato a Santiago del Cile, ha iniziato la sua carriera come direttore della fotografia documentaristica, collaborando con la BBC e altre emittenti internazionali.
Da allora, ha lavorato come direttore della fotografia e occasionalmente come produttore/regista per documentari, spot pubblicitari e film di finzione, vivendo tra Los Angeles (USA) e Santiago del Cile.
Her Shark Story (2024) segna il suo debutto alla regia di un documentario di lungometraggio.
In una piscina di Berlino, le convinzioni di una giovane femminista bianca vengono messe in discussione quando una coetanea entra in acqua indossando un hijab.
Il loro incontro genera una tensione inaspettata — una tensione che sfuma il confine tra confronto e attrazione.
Magda El Bayoumi è una regista indipendente di origine polacco-egiziana, nata a Dubai e cresciuta a Varsavia dall’età di sei anni. Laureata in psicologia, attualmente sta affinando le sue competenze cinematografiche presso la FilmArche, una scuola di cinema autogestita a Berlino, mentre lavora anche al suo film di diploma alla Warsaw Film School.
Il suo portfolio variegato include lavori come regista, produttrice, montatrice e assistente alla regia in cortometraggi sia di finzione che documentari, tra cui The Visit, My Place, Czarnobyl, The Gaze e Inferno.
Food for Profit è il primo documentario che mostra il filo che lega l’industria della carne, le lobby e il potere politico. Al centro ci sono i miliardi di euro che l’Europa destina agli allevamenti intensivi, che maltrattano gli animali, inquinano l’ambiente e rappresentano un pericolo per future pandemie.
In questo documentario investigativo con approccio cinematografico, Giulia Innocenzi e Pablo D’Ambrosi ci guidano in un viaggio illuminante e scioccante in giro per l’Europa, dove si confronteranno con allevatori, multinazionali e politici.
Pablo D'Ambrosi (Milano 28-09-1981) è un film-maker italo britannico. E’ impegnato nei film documentari dal 2008. Ha lavorato per i documentari musicali per artisti del calibro dei Rolling Stones, Paul McCartney e Adele. Ha una lunga esperienza anche nei documentari investigativi, avendo lavorato per diverse inchieste di BBC Panorama e This World vincendo anche il Prix Europa come Miglior Documentario di Attualità per Gypsy Child Thieves
Giulia Innocenzi (Rimini 13-02-1984) è giornalista e conduttrice, conosciuta soprattutto per le sue indagini all’interno degli allevamenti intensivi. Attualmente lavora per Report (Rai3), dove ha mandato in onda inchieste su importanti marchi della zootecnia italiana. Recentemente è riuscita a entrare nell’allevamento grattacielo di maiali in Cina, un’indagine sotto copertura ripresa da diverse testate internazionali. Il suo libro “Tritacarne” (Rizzoli), che svela la realtà dell’industria della carne e del formaggio in Italia, è diventato un bestseller.
Una donna ordina al marito di realizzare una bambola voodoo per uccidere la loro vicina di casa.
Regista: Aurora Russo
Simone, ragazzo in preda all’esaurimento nervoso e di ritorno da un lavoro non andato a buon fine, rimane senza benzina in una strada sperduta vicino al mare. Qui incontra Zoe, ragazza misteriosa e in equilibrio con la natura, la quale lo convincerà a rimanere con lei per qualche giorno. Durante la sua permanenza, Simone riscoprirà quali sono le cose davvero importanti della vita, di cosa lui abbia realmente bisogno e anche qualcosa di inaspettato.
Andrea Colussi è un regista italiano nato nel 1996 a Milano. Ha frequentato l’accademia “Duse Studio” a Roma e seguito diversi workshop di regia e sceneggiatura in presenza e online tra il 2015 e il 2022. Nel 2022 ha scritto e diretto il suo primo cortometraggio “Oltre le Pagine” con il quale ha riscosso diversi premi e selezioni nel circuito dei festival di cortometraggi. Nel 2023 ha scritto, diretto e prodotto il suo secondo cortometraggio “FEA”, ancora in distribuzione con “Siberia Distribution” e con il quale ha vinto il premio “Miglior Regia” all’ ”Arcicorto Film Festival 2024”, insieme ad altri premi e selezioni ufficiali. Infine, nel 2024 ha scritto diretto e prodotto il suo terzo cortometraggio “Reset” in distribuzione con “Siberia Distribution”.
Registi: Nino Materia e Sonny Foschino
Face to Face è un videoclip darkwave che esplora il conflitto psicologico tra la persona esteriore e il sé interiore. La storia segue un commesso di un negozio di dischi che, terminato il turno di lavoro, intraprende un viaggio surreale verso casa.
Durante il cammino notturno, vive una serie di esperienze al limite della morte che sfumano il confine tra realtà e illusione. Il suo turbamento interiore è rappresentato visivamente attraverso un contrasto di immagini a colori e trasparenze. Una volta arrivato nel suo appartamento, si siede sul letto e assiste alla propria implosione, simboleggiata da figure oscure che emergono dalle porte intorno a lui.
Il film, diretto dai pluripremiati registi Elijah Negasi e Daniele Ippolito, è una discesa inquietante e introspettiva nell’inconscio, accompagnata da una colonna sonora darkwave dall’atmosfera avvolgente.
Elijah Negasi è originario di New York City, nato e cresciuto nel Bronx. Nel 2014 ha realizzato insieme ad altri studenti delle superiori il documentario Gender Power: Street Harassment in NYC, andato in onda su HBO. Ha collaborato con America Reframed del canale World Channel di PBS nel 2015 e con il Tribeca Film Institute nel 2016. Ha inoltre lavorato per l’emittente locale BronxNet, occupandosi del montaggio di contenuti televisivi.
Più recentemente, ha preso parte al Sundance Film Festival 2022. Attualmente è coinvolto in diversi progetti cinematografici, tra cui il suo cortometraggio di debutto alla regia Sudden e il film Crypto, in cui interpreta il protagonista. Elijah aspira a proseguire il suo percorso nel mondo del cinema e a diventare un regista a tempo pieno. Vive attualmente a Miami, in Florida.
Regista: NORA
Tre fratelli, costretti a trascorrere un fine settimana con il nonno, temono di dover lavorare nell’orto come al solito.
Una volta arrivati, scoprono che l’anziano ha deciso di vendere il terreno a un costruttore, essendo ormai troppo vecchio per prendersene cura.
Decisi a salvare un luogo ricco di ricordi, i ragazzi elaborano un piano per far riinnamorare il nonno della sua terra e fargli cambiare idea prima che sia troppo tardi.
Alessandro Alicata è un giovane attore e regista italiano, nato a Milano il 19 dicembre 2005. Cresciuto a Palermo, ha scoperto fin da piccolo la passione per la recitazione, studiando presso il Teatro Cristal con Mario Pupella e successivamente all’Accademia di Recitazione di Lollo Franco. Ha preso parte a diversi cortometraggi, tra cui The Trainer - L’Addestratore, premiato dalla RAI Sicilia, e ha calcato i palchi dei principali teatri palermitani.
Nel 2018 ha fatto una breve apparizione nel film Walking to Paris di Peter Greenaway e nel 2019 ha partecipato a Il Colore del Dolore di Francesco Benigno. Lo stesso anno si è trasferito a Roma per proseguire gli studi artistici, frequentando scuole prestigiose come il Teatro Sistina, il Teatro Marconi, il Laboratorio di Arti Sceniche di Massimiliano Bruno e il Cine Tv Roberto Rossellini.
A soli 16 anni ha esordito alla regia con Era Ora, cortometraggio distribuito dalla RAI, con Giulia Salemi e Salvatore Striano, che lo ha reso il più giovane regista d’Italia. A seguire ha diretto videoclip con volti noti come Maria Monsè e diversi influencer.
Nel 2024 ha presentato Gli Spari di Mezzanotte alla Casa del Cinema di Roma, con un cast di rilievo e red carpet al Festival del Cinema di Roma, riscuotendo grande successo.
Tra i suoi lavori più recenti figura anche La Magia della Terra, un cortometraggio dedicato alla sostenibilità e all’ambiente, che ha ricevuto una menzione speciale al Festival Internazionale Tulipani di Seta Nera come “Sorriso per l’Ambiente – Sicurezza Energetica”, premiato dall’ex Ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. Alessandro ha curato anche la co-regia del progetto.
In continua crescita artistica, Alessandro continua a realizzare videoclip, cortometraggi e progetti innovativi che uniscono talento, impegno sociale e passione per il cinema.
Nermine, Ameni ed Ela vivono a Ezzahra, una periferia nella provincia di Tunisi. Sono cugine di Meriem, una ragazza italo-tunisina di seconda generazione, nata e cresciuta a Savona.
La Tunisia è una terra che tutte e quattro amano profondamente: è il luogo delle loro radici, ma anche l’unico spazio in cui possono incontrarsi. A causa delle rigide politiche sui visti imposte per contenere i cosiddetti "rischi migratori", per la maggior parte dei tunisini è quasi impossibile viaggiare in Europa. Di conseguenza, le tre cugine non hanno mai potuto lasciare il loro Paese.
Il documentario esplora la distanza fisica, ma soprattutto quella spirituale, tra Meriem e le sue cugine. Una distanza che si fa sempre più profonda, fino a diventare un abisso, quando una decisione politica irrompe nelle loro vite e le separa.
Filippo Poggio (nato il 6 ottobre 1997) si è laureato in Media Design presso la NABA di Milano. Dopo la laurea ha lavorato come filmmaker e attualmente collabora con Nuovofilmstudio, cinema d’essai a Savona, dove cura anche progetti di educazione al cinema per le scuole. Parallelamente, è impegnato nello sviluppo di diversi progetti documentaristici indipendenti.
Thomas Patriarca (nato il 5 aprile 2002) è un Project Manager e Content Creator attivo nel mondo del terzo settore e della comunicazione sociale. Idea e coordina progetti culturali e sociali che promuovono la partecipazione, il dialogo intergenerazionale e interculturale, il coinvolgimento dei giovani e la sensibilizzazione su temi sociali.
Collabora con istituzioni pubbliche, fondazioni, associazioni e media. Spesso è invitato come relatore e speaker in eventi, podcast, trasmissioni TV e radio per raccontare la sua esperienza di progettazione e comunicazione sociale.
Alberto Guida (nato il 13 aprile 1984), dal 2018, collabora con una casa di produzione di Savona, occupandosi della realizzazione di videoclip musicali curati in ogni fase produttiva. Vanta una solida formazione tecnica in ambito audio-video, arricchita da un corso su DaVinci Resolve e da un diploma in grafica pubblicitaria. Da sempre appassionato di cinema e fotografia, si dedica oggi anche alla realizzazione di documentari e cortometraggi, unendo competenze visive e ricerca narrativa.
Un viaggio intenso nel cuore oscuro delle truffe sentimentali: Anime violate dà voce a uomini e donne attirati da profili falsi e promesse d’amore, finiti in una rete di manipolazione psicologica, rovina finanziaria e isolamento emotivo.
Attraverso storie autentiche e toccanti, il film svela come queste organizzazioni criminali costruiscano sogni su misura per ingannare le vittime, lasciandole sommerse da vergogna e dolore.
Ma non è solo un racconto di inganno: è una storia di resilienza, denuncia e ricostruzione emotiva, che invita il pubblico a riflettere sulla fragilità umana e sulla forza di rialzarsi dopo essere stati spezzati. Una testimonianza potente, attuale e profondamente umana.
Regista: Matteo Balsamo
Nato a Broni (Italia) nel 1977, ha iniziato la sua carriera come attore nel teatro, nei cortometraggi e in film come Cado dalle nuvole, Vallanzasca – Gli angeli del male di Michele Placido e Solo per un weekend di Gianfranco Gaioni.
Successivamente si è specializzato nella regia, lavorando in spot pubblicitari, cortometraggi, videoclip musicali e web series.
Negli ultimi anni si è inoltre affermato nel campo del documentario. Il suo primo docufilm, "On the Front Line", racconta il lavoro di tredici fotoreporter di guerra e ha ottenuto riconoscimenti sia in Italia che all’estero. Ha diretto anche "In the Mind's Garden", che esplora lo stigma legato alla malattia mentale e ha preso parte al Festival del Cinema di Varsavia. Entrambi i documentari hanno ricevuto premi e apprezzamenti a livello internazionale.
Cinque migranti, il cimitero del Mediterraneo e la ricerca di un nuovo inizio: dalla spiaggia di Cutro al cuore della Calabria, Nyumba è un viaggio poetico nella memoria, nella resilienza e nel sentimento di sentirsi a casa e al sicuro.
Francesco Del Grosso è nato a Roma nel 1982. Dopo la laurea al DAMS, ha iniziato la sua carriera come regista dirigendo spot pubblicitari, cortometraggi, serie TV e documentari, questi ultimi selezionati in numerosi festival internazionali e vincitori di diversi premi, tra cui Stretti al vento, In the Eyes, The Penalty, Friendly Fire, Never Look Back, On the Front Line e Dead Weight.
Parallelamente al lavoro dietro la macchina da presa, svolge anche l’attività di critico cinematografico, collaborando con riviste e siti di settore.
Un’artista amazzonica, discendente di una popolazione massacrata dai raccoglitori di caucciù, incontra la nipote di uno di quei caucheros.
Condividono i loro ricordi traumatici e cercano insieme un modo per guarire e riconciliarsi con un passato che continua a turbarli.
Wilton Martínez è un’antropologo visuale e regista, nonché fondatore e presidente del Centro di Antropologia Visuale del Perù (CAVP). Ha realizzato documentari acclamati e premiati che esplorano temi quali le identità culturali, le etno-storie indigene, i diritti umani, l’educazione interculturale bilingue, la musica, la danza e la performance nelle comunità indigene di diverse nazioni: Perù, Stati Uniti, Sri Lanka, tra gli altri.
Tra i suoi lavori più recenti:
- "Shiringa. Genocide and Resistance in the Amazon" (2024), sul genocidio dell’industria del caucciù.
- "Historias del caucho en la Amazonía peruana" (2016), incentrato sugli stessi drammatici eventi.
Altri lavori significativi includono:
- "Transnational Fiesta: 20 Years Later" (2014) e "Transnational Fiesta: 1992" (1991): due ritratti a distanza di due decenni della comunità andina migrata negli Stati Uniti.
- "The Author Walks: Felipe Guamán Poma de Ayala" (2011)
- "Arguedas in Ourselves" (2011)
- "Dance and the Nation: A DVD Companion" (2009)
- "Killa lluqsimun" (2007)
- "Where Our Ancestors Tread" (2006)
- "School Education and Indigenous Peoples" (2006)
Attualmente è impegnato nella produzione del documentario "Why We Dress", incentrato su rituali, performance e guarigione nel contesto post-bellico dello Sri Lanka.
Wilton Martínez ha conseguito un PhD in Antropologia Sociale e un Master in Antropologia Visuale presso l’University of Southern California.
Canone Effimero è un viaggio alla scoperta di un’Italia sotterranea e invisibile, lontana dalle narrazioni dominanti. I protagonisti di questa immersione sono persone che, nelle loro piccole comunità locali, lottano per la sopravvivenza di alcune espressioni musicali della tradizione orale, andando controcorrente rispetto a un’omologazione culturale sempre più pervasiva.
Regista: Gianluca De Serio
“A story to tell, a world to change”
Il Festival
Edizione 2025
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